The Earth Constitution in Italian

Una COSTITUZIONE PER LA FEDERAZIONE della TERRA

Preambolo

Convinti che l’umanità, oggi, è giunta ad una svolta nella storia e che ci troviamo alla soglia di un nuovo ordine mondiale, che permette di inaugurare un’ere di pace, di giustizia, di prosperità e du armonia;

Consapevoli della interdipendenza dei Popoli, delle Nazioni, e di tutto il mondo vivente;

Consapevoli che l’abuso che l’uomo ha fatto della scienza e della tecnologia ha portato l’umanità sull’orlo del disastro, con la produzione de orrende armi di distruzione di massa, e sull’orlo della catastrofe ecologica e sociale;

Consapevoli che il concetto tradizionale della sicurezza, mediante la difensa militare, è un’assoluta illusione sia  per il presente che per il futuro;

Consapevoli della sofferenza e dei conflitti causati dalla sempre crescente disparità fra ricchi e poveri;

Convinti del nostro obbligo verso le generazioni future di salvare l’umanità dall’imminente distruzione totale;

Consci che l’umanità è UNA, nonostante la esistenza de diverse nazioni, razze, fedi, idiologie e culture, e che il principio dell’unità nella diversità è il fondamento per una nuova era, in cui la guerra sarà bandita e prevarrà la pace, in cui tutte le risorse della terra saranno equamente utilizzate per il benessere dell’umanità, e in cui i diritti e le responsabilità umane fondamentali saranno condivise da tutti, senza discriminazione;

Consci della inevitabile realtà che la speranza maggiore per la sovravvivenza della vita sulla terra è l’instaurazione di un governo democratico mondiale;

Noi, cittadini del mondo, decidiamo, con questo documento, di fondare una Federazione Mondiale, governata secondo la presente Costituzione per la Federazione della Terra.

Una COSTITUZIONE PER LA FEDERAZIONE della TERRA

Articolo 1   Funcioni Generali del Governo Mondiale

Le Funcioni generali del Governo Mondiale saranno:

1,   Impedire la guerra, assicurare il disarmo, resolvere conflitti territoriali o di altra natura che mettono in pericolo la pace e i diritti umani.

2.   Proteggere i diritti umani universali, in particolare la vita, la libertà, la sicurezza, la democrazia e assicurare uguali opportunità di vita per tutti.

3.   Ottenere per tutti gli abitanti della Terra le condizioni richieste per un equo sviluppo economico e sociale e per una giusta repartizione delle risorse.

4.   Regolamentare il commercio, le comunicazioni, i mezzi di trasporto, i sistemi valutari, gli standards di misura, l’uso delle resorse mondiali ed altri processi globali ed internazionali.

5.   Proteggere l’ambiente e la struttura ecologica della vita da tutti gli elementi dannosi e controllare le innovazioni technologiche i cui effetti altrepassano le frontiere nazionali, affinché la terra rimanga per l’umanità un habitat sicuro, salubre, fonte di felicità.

6.   Progettare e mettere in atto soluzioni per tutti i problemi che superano le competenze dei Governi Nazionali, o che hanno già ora o potrbbero avere in avvenire incidense o conseguenze di portata internazionale e globale.

Articolo 2   Struttura Fondamentale della Federazione Mondiale e del Governo Mondiale

1.  La Federazione della Terra dovrà essere strutturata como una Federazione universale, in modo da includere tutte le Nazioni e gli individui.  La sua competenza si estenderà a tutti gli oceani, i mari e le terre del mondo, compresi i territori non indipendenti e l’atmosfera circostante.

2.   Il Governo Mondiale della Federazione della Terra non dovrà avere carattere militare, ma essenzialmente democratico nella sua struttura; e la sua sovranità definitiva spetterà a tutta la popolazione della Terra.

3.   L’autorità e i poteri accordati al Governo Mondiale saranno limitati a quelli definiti nella presente Costituzione per la Federazione della Terra, e verranno applicati ai problemi ed agli affari che superano le frontiere nazionali, lasciando ai Governi Nazionali la giurisdizione sugli affari interni delle rispettive nazioni, purché nella misura compatibile con l’autorità che il Governo Mondiale deve esercitare per proteggere i diritti umani universali definiti nella Costituzione Mondiale.

4.   Le unità elettorali ed amministrative di base, con elezione diretta, constitutiranno i Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali.  Saranno fissati non più di 1.000 Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali, aventi approssimativamente la stessa popolazione, con variazioni contenute entro i limiti del  dieci per cento in più o in meno.

5.   I Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali contigui saranno riuniti in modo da comporre un totale di venti Regioni Elettorali ed Amministrative Mondiali per gli scopi seguenti (ma non in senso limitativo): per l’elezione o la nomina di alcuni alti Funzionari del Governo Mondiale;  per fini amministrativi;  per comporre i vari organi del Governo Mundiale elencati nell’Art. 4;  per il funzionamento del potere giudizieario, del Sistema per imporre il respettó del diritto e della legge mondiale e dell’Organismo Mondiale per la protezione dei diritti dell’Individuo (Ombudsmus), come pure di qualsiasi altro organo o Ente Specializzato del Governo Mondiale.

6.   Le Regioni Elettorali e Amministrative Mondiali potranno essere composte da un numero variabile di Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali, tenendo conto dei fattori geografici, culturali, ecologici e di altro genere, oltre che della popolazione.

7.   Le Regioni Elettorali e Amministrative Mondiali contigue saranno riunite a gruppi di due per formare le “Regioni-Magne”, o Super-regioni.

8.   Le frontiere delle Regioni Elettorali e Amministrative Mondiali non dovranno interferire con le frontiere dei Distretti Elettorali ed i vari Dipartimenti Amministrativi Mondiali e saranno comuni, per quanto lo permettano i vari Dipartimenti Amministrativi e i diversi organi ed Enti Specializzati del Governo Mondiale. Le frontiere dei Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali e quelle delle Regioni non coincideranno necessariamente con le frontiere nazionali attuali, ma vi si adegueranno nella misura in cui ciò possibile.

9.   Le Regioni Elettorali Amministrative Mondiali saranno raggruppate per formare almeno cinque Divisioni Continentali della Terra, per l’elezione o la nomina di alcuni alti Funzionari del Governo Mondiale e per taluni aspetti della composizione e del funzionamento dei diversi organi e Enti Specializzati del Governo Mondiale elencati qui di seguito.   Le frontiere delle Divisioni Continentali non devono intersecarsi, nei limiti del possibile, con le frontiere nazionali esistenti.  Le Divisioni Continentali potranno essere composte de un numero variabile di Regioni Elettorali e Amministrative Mondiali.

Articolo 3   Organi del Governo Mondiale

Gli organi del Governo Mondiale saranno:

1.    Il Parlamento del Mondo.

2.    L’Esecutivo del Mondo.

3.    La Gestione del Mondo.

4.    Il Complesso Integrante.

5.    L’Ordinamento giudiziario del Mondo.

6.    Il Sistema di Applicazione.

7.    Il Mondo Ombudsmus.  

Articolo 4   Atrribuzione di Poteri Specifici al Governo Mondiale

Il Governo Mondiale dovrà esercitare attraverso i suoi vari organi ed Enti Specializzati i seguenti poteri:

1.   Impedire le guerre e i conflitti armati fra nazioni, regioni, distretti, parti e popoli nella Terra.

2.   Controllare il disarmo e interdire il riarmo;  proibira ed eliminare la progettazione, gli esperimenti, la fabbricazione, l’acquisto, la vendita, l’uso e il possesso delle armi di distruzione di massa e di tutte le armi chi il Parlamento Mondiale decidesse di interdire.

3.   Proibire ogni incitamento alla guerra e ogni discriminazione contro gli obiettori di coscienza e ogni diffamazione a loro riguardo.

4.   Fornire i mezzi per risolvere in modo pacifico ed equo le controversie e i conflitti fra Nazioni, popoli e/o altri componenti della Federazione della Terra.

5.   Controllare la delimitazione delle frontiere per regolamentarne i conflitti e, se necessario, indire plebisciti.

6.   Definire le frontiere dei Distretti, delle Regioni e delle Divisioni stabilite per bisogni elettorali, amministrativi, giuridici e per altri scopi del Governo Mondiale.

7.   Definire e regolamentare le procedure per la candidatura e l’elezione dei membri di ciascuna Camera del Parlamento Mondiale e per la candidatura, l’elezione e l’assunzione di tutti i funzionari e del personale del Governo Mondiale.

8.   Codificare la legislazione mondiale, includendovi il corpo del diritto internazionale elaborato prima dell’adozione dela Costituzione Mondiale, purché questo non sia in contrasto con essa e sia stato approvato dal Parlamento Mondiale.

9.   Stabilire standards universali per i pesi, le misure, i sistemi contabili e i metodi di archiviazione.

10.  Fornire assistenza in caso di gravi calamità, come siccità, carestia, epidemie, alluvioni, terremoti, cicloni, catastrofi ecologiche e disastri di altra natura.

11.  Garantire e far applicare le libertà civili e i fondamentali diritti umani definiti nella Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini della Terra, previsti nella presente Costituzione Mondiale all’Articolo 12.

12.  Definire le norme e promuovere a livello mondiale il miglioramento delle condizioni del lavoro, dell’alimentazione, della salute, delle abirazioni, degli insediamenti umani, delle condizioni ambientali, della istruzione, della sicurezza economica e delle altre condizioni definite nell’Articolo 13 della presente Costituzione Mondiale.

13.  Regolamentare e controllare i trasporti, le comunicazioni, i servizi postali internazionali e i movimenti migratorî della popolazione.

14.  Regolamentare e controllare le attività transnazionali riguardanti l’industria, le società, gli affari, i cartelli industriali, i servizi professionali, nonché l’offerta di mano d’opera, le finanze, gli investimenti e le assicurazioni.

15.   Assicurare e controllare l’eliminazione delle tariffe doganali e delle altre barriere commerciali fra le nazioni, con provvedimenti che prevengano o minimizzino i danni di coloro che prima erano protetti dalle tariffe stesse.

16.  Riscuotere le tasse e assicurare le entrate e i fondi con mezzi diretti o indiretti necessari agli scopi e alle attività del Governo Mondiale.

17.  Creare e gestire le istituzioni mondiali finanziarie, le attività bancarie, creditizie e assicurative destinate a soddisfare i bisogni umani; stabilire, emettere e regolare la valuta, il credito e i cambi mondiali.

18.  Progettare e regolamentare lo sviluppo, l’uso, la conservazione e il riciclaggio delle risorse naturali della Terra in quanto patrimonio comune dell’umanità; proteggere l’ambiente con ogni mezzo a beneficio delle generazioni presenti e future.

19.  Creare e gestire un’organizzazione per lo sviluppo economico mondiale, volta a soddisfare equamente i bisogni delle nazioni e degli individui che fanno parte della Federazione Mondiale.

20.  Progettare e mettere in opera soluzioni ai problemi transnazionali relativi all’approvvifionamento alimentare, alla produzione agricola, alla fertilità e conservazione del suolo, al controllo delle malattie delle piante causate dagli insetti nocivi, al controllo dei farmaci e dei velenti e del tratamento dei refiuit tossici.

21.  Elaborare e mettere in opera i mezzi di controllo della crescita demografica in rapporto alla capacità alimentare della Terra e risolvere i problemi della distribuzione della popolazione.

22.  Sviluppare, proteggere, regolamentare e conservare le risorse idriche della Terra; progettare e mettere in opera dei piani transnazionali di irrigazione ed altri refornimenti d’acqua e controllarne l’attuazione; asssicrare un’equa distribuzione delle risorse idriche transnaionali e prendere misure di protezione contro gli effetti nefasti dal punto di vista transnazionale dei piani nazionali di diversine delle acque o dell’umidità atmosferica o progetti di controllo sulle condizioni metereologiche.

23.  Esercitare i diritti sugli oceani e i fondali marini della Terra, amministrarne e controllarne lo sviluppo e la conservazione, comprese tutte le risorse annesse e proteggerle contro ogni danno.

24.  Proteggere dai danni, controllare e sorvegliare gli usi dell’atmosfera della Terra.

25.  Condurre esplorazioni e ricerche interplanetarie e cosmiche; esercitare la giurisdizione esclusiva sulla Luna e su tutti i satelliti lanciati dalla Terra.

26.  Creare, gestire e/o coordinare i sistemi mondiali di trasporto aereo e marittimo, le ferrovie e le autostrade internazionali, i sistemi di comunicazioni interplanetarie. Controllare e amministrare le vie di navigazione di interesse vitale.

27.  Svilluppare, gestire e/o coordinare i sistemi transnazionali di produzione e distribuzione dell’energia o le reti di piccole unità, integrandole nei sistemi o nelle reti energetiche alimentate da sole, vento, acqua, maree differenziali di calore, forze magnetiche e qualsiasi altra fonte di refornimento energetico cicuro, ecologicamente sano e permanente.

28.  Controllare l’estrazione, la produzione, il trasporto e l’uso delle fonti fossili di energia sì da ridurre e prevenire danni all’ambiente e all’equilibrio ecologico, impedire i conflitti e conservare i rifornimenti necessari ad un uso prolungato da parte delle generazioni future.

29.  Esercitare giurisdizione e controllo esclusivi su ricerche di energia nucleare ed esperimenti e produzione di enegia nucleare, incluso il diretto di proibire qualsiasi forma di esperimento o di produzione considerata pericolosa.

30.  Porre sotto controllo mondiale le essenziali risorse naturali esauribili o distribuite sulla Terra in misura ineguale. Individuare e applicare i mezzi per ridurre gli sprechi e ottenere una giustizia distributiva, qualora lo sviluppo e la produzione siano insufficienti a fornire a ciascuno tutto ciò di cui possa avere bisogno.

31.  Provvedere all’esame e alla valutazione delle innovazioni tecnologiche che hanno o possono avere implicazioni sopranazionali per identificare possibili rischi o pericoli per l’umanità o per l’ambiente; istituite controlli e regolamenti della tecnologia considerati necessari per prevenire o correggere gravi rischi o pericoli per la salute e il benessere dell’umanità.

32.  Eseguire programmi intensivi per sviluppare alternative sicure a qualsiasi tecnologia o processo tecnologico che possa essere pericoloso per l’ambiente, per il sistema ecologico e per la salute e il benessere umano.

33.  Risolvere i problemi sopranazionali causati da forti disparità nello sviluppo o nelle capacità tecnologiche, nella formazione  del capitale, nella disponibilità delle risorse naturali, nelle possibilità di istruzioné, nelle opportunità economiche e nei differenziali dei prezzi  e dei salari.  Favorire i processi di trasferimento della tecnologia in condizioni che salvaguardino il benessere umano e ambientale e contribuiscano alla giustizia distributiva.

34.  Intervenire con procedure definite dal Parlamento Mondiale nei casi di violenza o di problemi interni ad uno Stato che costituiscano una seria minaccia per la pace mondiale e per i diritti umani universali.

35.  Sviluppare un sistema universitario mondiale. Ottenere che siano corretti i testi e tutti i materiali di informazione tendenziosa, che possano generare equivci o conflitti a casua dele differenze di razza, religione, seso, nazionalità o opinione.

36.  Organizzare e amministrare Corpi di Servizio Mondiale volontari e non militari per attuare una grande varietà du progetti al servizio del benessere umano.

37.  Indicare, nella misura in cui ciò possa essere auspicabile, una o più lingue ufficiali mondiali.

38.  Creare e gestire un sistema di parchi mondiali, riserve naturali e spazi incontaminati abitati da animali selvatici.

39.      Definisca e stabilisca le procedure per iniziativa ed il referendum dai cittadini di terra su legislazione sovranazionale non proibita da questa Costituzione Mondiale.

40.      Costituire dipartimenti, uffici, commissioni, istituti, società, gestioni, amministrazioni, agenzie, o Enti Specializzati ritenuti necessari all’esercizio effettuare c’è ne e tutti i funzioni e poteri del Governo Mondiale.

41.      Risponda alle esigenze di umanità c’è ne ed in tutti i sensi che siano ora, o può risultare in avvenire essere, oltre la capienza degli enti pubblici territoriali nazionali.

Articolo 5   Il Parlamento Mondiale

Sez. A   Funzioni e Poteri del Parlamento Mondiale

Le funzioni ed i poteri del Parlamento Mondialeconterranno quanto segue:

1.  Per preparare e promulgare legislazione dettagliata in tutte le zone di autorità e della giurisdizione assegnate al Governo Mondiale secondo l’articolo IV di questa Costituzione Mondiale.

2.  Per emendare o abrogare le leggi Mondiale può essere trovato necessario o desiderabile.

3.  Per approvare, emendare o rifiutare le leggi internazionali sviluppate prima dell’avvenimento del governo Mondiale e codificare ed integrare il sistema di legge Mondiale e di legislazione Mondiale sotto il governo Mondiale.

4.   Per stabilire tali regolazioni e sensi come può essere necessario, costante con questa costituzione Mondiale, per il perfetto funzionamento di tutte le organi, filiali, reparti, uffici, commissioni, istituti, agenzie o parti del governo Mondiale.

5.   Per rivedere, emendi e dia l’approvazione definitiva ad ogni preventivo per il governo Mondiale, come presentato dall’esecutivo Mondiale;  per inventare i mezzi specifici per direttamente l’innalzamento costituisce un fondo per necessario per compiere il preventivo, compreso le tasse, autorizzazioni, tasse, globalmente ha spiegato costi sociali e pubblici che devono essere aggiunti nei prezzi per le merci e servizi, prestiti ed avanzamenti di accreditamento e tutti i altri mezzi adatti;  e per appropriare ed assegnare i fondi monetari per tutti i funzionamenti e funzioni del governo Mondiale nel nce di accorda con i preventivi approvati, ma conforme alla destra del Parlamento modificare qualsiasi appropriazione non ancora spesa o contrattualmente commessa.

6.   Per generare, alteri, abolisca o consolidano i reparti, gli uffici, le commissioni, gli istituti, le agenzie o altre parti del Governo Mondiale può essere necessario per il funzionamento migliore dei parecchi organi del Governo Mondiale, conforme alle disposizioni di specifi c di questa Costituzione Mondiale.

7.   Per approvare gli appuntamenti i capi di tutti i reparti importanti, le commissioni, gli uffici, le agenzie ed altre parti dei parecchi organi del Governo Mondiale, o tranne quelli scelti dalle procedure di amministrazione civile ed elettorale  .

8.   Per rimuovere dall’ufficio per causa qualsiasi membro dell’Esecutivo Mondiale e da qualsiasi testa elettiva o appointive di qualsiasi organo, del reparto, dell’ufficio, dell’agenzia o dell’ altra parte del Governo Mondiale, conforme alle disposizioni specifiche in questa Costituzione Mondiale riguardo agli uffici specifici. 

9.   Per definire e modificare i contorni dei Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiale, le Divisioni Continentali, delle Regioni di Magna, e delle Regioni Amministrative ed Elettorali Mondiale.

10.   Per programmare l’esecuzione di quelle disposizioni della Costituzione Mondiale che richiedono l’esecuzione dalle fasi durante le parecchie fasi del Governo Provvisorio Mondiale, della prima fase attiva del Governo Mondiale, della seconda fase attiva del Governo Mondiale e della fase attiva completa del Governo Mondiale, come definita gli Articoli in 17 ed in19 di questa Costituzione Mondiale.

11.  Per progettare e programmare il perseguimento di quelle disposizioni della Costituzione Mondiale che può richiedere un periodo degli anni per essere compiuto.

Sez. B   Composizione del Parlamento Mondiale

1   Il Parlamento Mondiale si comporrà di tre case, indicato come segue:

  • la Camera dei Popoli, rappresentare direttamente ed ugualmente la gente di terra;
  •  la Camera delle Nazioni, rappresentare le nazioni che si associano insieme alla federazione di terra;  e
  • la Camera dei Consiglieri con le funzioni particolari per rappresentare gli più alti buoni ed interessi di umanità nell’insieme.

2.  Tutti i membri del Parlamento Mondiale, senza riguardo alla Camera, saranno designati Membri del Parlamento Mondiale. 

Sez. C   La Camera dei Popoli

1.   La Camera dei Popoli sarà composta di delegati dei popoli direttamente eletti in proporzione alla popolazione dei Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali definiti nell’Articolo 2 – Sez. 4.

2.   I delegati del popolo saranno eletti a suffragio universale, aperto a tutte le persone di età non inferiore ai 18 anni.

3.   Un delegato del popolo sarà eletto in ciascuno dei Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali e rimarrà in carica alla Camera dei Popoli con un mandato di cinque anni.  I delegati del popolo potranno essere rieletti successivamente senza limiti.  Ciascun delegato del popolo disporrà di un solo voto.

4.   Un candidato alle elezioni dei delegati del popolo dovrà avere almeno 21 anni di età, risiedere da almeno un anno nel distretto elettorale in cui pone la sua candidatura e dovrà prestare giuramento di servire l’umanità.

Sez. D   La Camera delle Nazioni

1.   La Camera delle Nazioni sarà composta dai delegati nazionali eletti o nominati con procedure fissate da ciascun Governo Nazionale in base alle seguenti clausole:

a)   Un Delegato Nazionale di ciascuna nazione con una popolazione di almeno 100.000 abitanti, ma inferiore a 10 milioni.

b)   Due Delegati Nazionali di ciascuna nazione con una popolazione di almeno 10 milioni, ma inferiore a 100 milioni.

c)   Tre Delegati Nazionali di ciascuna nazione con una popolazione de 100 milione di abitanti o più.

2.   Le Nazioni com meno di 100.000 abitanti potranno raggrupparsi con altre nazioni per poter essere rappresentate alla Camera delle Nazioni.

3.   I Delegati Nazionali saranno eletti o nominati con un mandato di cinque anni e potranno essere rieletti o nominati per mandati successivi senza limiti.  Ciascun Delegato Nazionale disporrà di un solo voto.

4.   Chiunque presti servizio come Delegato Nazionale dovrà essere cittadino da almeno due anni della nazione che rappresenta, avere compiuto 21 anni e dovrà prestare giuramento di servire l’umanità.

Sez. E   La Camera dei Consiglieri

1.   La Camera dei Consiglieri sarà composta da 200 Consiglieri scelti in pari numero fra i candidati proposti dalle venti Regioni Elettorali e Amministrative Mondiali, come definito nell’Articolo 2 Sez. 5 e 6, e cioè dieci per ciascuna Regione.

2.   La designazione dei candidati alla Camera dei Consiglieri sarà fatta da professori e studenti nelle Università, nei Colleges e negli Istituti Superiori di Istruzione di ciascuna Regione Elettorale ed Amministrativa Mondiale. I candidati potranno svolgere qualsiasi attività all’interno e all’esterno dell’Università.

3.   I candidati alla Camera dei Consiglieri, proposti da ciascuna Regione Elettorale ed Amministrativa Mondiale, dovranno, mediante una loro votazione interna, ridurre i candidati ad un numero conpreso tra il doppio ed il triplo di quello dei consiglieri da eleggere.

4.   I candidati proposti per la Camera dei Consiglieri Dovranno aver compiuto 25 anni e dovranno prestare giuramento di servire l’umanità.  Non è richiesta la residenza, quindi non sarà necessario che un candidato risieda nella Regione da cui è proposto o eletto.

5.   I membri della Camera dei Consiglieri di ciascuna Regione saranno eletti dai membri delle altre due Camere del Parlamento Mondiale della Regione in oggetto.

6.   I Consiglieri resteranno in carica per un mandato di dieci anni.  Una metà dei membri della Camera dei Consiglieri verrà eletta ogni cinque anni.  I Consiglieri potranno essere rieletti successivamente senza limiti. Ogni Consigliere disporrà di un solo voto.

Sez. F   Procedure del Parlamento Mondiale

1.   Nel corso della prima sessione consecutiva alle elezioni geneali, ciascuna delle Camere del Parlamento Mondiale eleggerà fra i suoi membri un ufficio di cinque Presidenti, uno per ciascuna delle cinque Divisioni Continentali.  Mediante rotazione annua i Presidenti si succederanno a turno così che ciascuno svolgerà per un anno funzioni di Presidente, mentre gli altri quattro fungeranno da Vice-Presidenti.

2.   Qualsiasi misura o provvedimento legislativo potrà essere presentato sia dalla Camera dei Popoli, sia dalla Camera delle Nazioni o contemporaneamente da entrambe ed entreranno in vigore dopo l’approvazione con voto a maggioranza semplice della Camera dei Popoli e della Camera delle Nazioni, eccetto in quei casi in cui un voto, a maggioranza assoluta o ad altra maggioranza sia specificatamente richiesto dalla presente Costituzione Mondiale.

3.   In caso di contrasto insanabile su di un provvedimento proposto per iniziativa sia della Camera dei Popoli sia della Camera delle Nazioni, il provvedimento dovrà allora essere sottoposto automaticamente alla Camera dei Consiglieri, che deciderà a maggioranza semplice, tranne nei casi in cui altre maggioranze siano richieste dalla presente Costituzione Mondiale.  Qualsiasi provvedimento protrà essere rimesso alla decisione della Camera dei Consiglieri con voto concorde delle altre due Camere.

4.   La Camera dei Consiglieri protrà prendere l’iniziativa di qualsiasi provvedimento legislativo, che dovrà essere sottoposto successivamente alle altre due Camere.  Take provvedimento dovrà allora essere approvato con voto a maggioranza semplice dalla Camera dei Popoli e dalla Camera delle Nazioni per divenire esecutivo, a meno che un’altra maggioranza non sia richiesta da qualche articolo della presente Costituzione Mondiale.

5.   La Camera dei Consiglieri potrà esprimere un parere o proporre una risluzione su qualsiasi provvedimento all’esame di ciascuna delle altre due Camere; l’una o l’altra delle due Camere potrà sollecitare il parere della Camera dei Consiglieri prima di decidere in merito ad un provvedimento.

6.   Ciascuna delle Camere del Parlamento Mondiale dovrà adottare le proprie norme particolareggiate di procedura, in conformità alle procedure fissate dalla presente Constituzione, al fine di facilitare il coordinamento dell’attività delle tre Camere.

7.   L’approvazione delle nomine da parte del Parlamento Mondiale o di una qualsiasi delle sue Camere riciederà un voto a maggioranza semplice, mentre la destituzione per giusta causa richiederà un voto a maggioranza assoluta.

8.  Dopo l’inizio ufficiale della Fase Operativa Completa del Governo Mondiale, saranno indette le elezioni generali dei membri della Camera dei Popoli del Parlamento Mondiale da organizzarsi ogni cinque anni il primo martedì di Ottobre.  Le prime eleczioni generali saranno indette entro i primi due anni dall’inizio ufficiale della Fase Operativa Completa del Governo Mondiale.

9.   Fino a che non sarà stato diciarato l’inizio della Fase Operativa Completa del Governo Mondiale, si potranno indire le elezioni dei membri della Camera dei Popoli ogni qualvolta ciò sia reso possibile dallo svolgimento della campagna per la ratifica della presente Costituzione Mondiale.

10.  Sissioni regolari della Camera dei Popoli e della Camera delle Nazioni del Parlamento Mondiale saranno convocate il secondo Lunedì di Gennaio di ciascun anno.

11.  Ciascuna nazione, secondo le proprie procedure, nominerà o eleggerà i membri della Camera delle Nazioni del Parlamento Mondiale almeno trenta giorni prima della data di convocazione del Parlamento Mondiale in Gennaio.

12.  La Camera dei Popoli, insieme con la Camera delle Nazioni, eleggerà i membri della Camera dei Consiglieri del Parlamento Mondiale nel mese di Gennaio, dopo le elezione generali.  Per la prima sessione dopo le elezioni generali, la Camera dei Consiglieri si riunirà contemporaneamente alle altre due Camere.

13.  Elezioni supplementari per coprire i posti vacanti si terranno entro tre mesi dal momento in cui si verificherà tale vacanza.

14.  Il Parlamento Mondiale resterà in sessione per un minimo di almeno nove mesi all’anno.  Una o due interruzioni potranno aver luogo nel corso di ogni anno, nei momenti e per la durata stabiliti con voto a maggioranza semplice dalla Camera dei Popoli e da quella delle Nazioni in sessione plenaria.

15.  Gli stipendi annuali dei membri del Parlamento Mondiale di tutte e tre le Camere saranno identici, tranne che per coloro che sono anche membri del Presidum e del Gabinetto Esecutivo.

16.   Le tabelle degli stipendi dei membri del Parlmento Mondiale e dei membri del Presidium e del Gabinetto Esecutivo saranno fissate dal Parlamento Mondiale.

Articolo 6   L’Esecutivo Mondiale

Sez. A   Funzione e Poteri dell’Esecutivo Mondiale

1.   Applicare il sistema fondamentale del diritto mondiale definito dalla Costituzione Mondiale e dal Corpo del Diritto Mondiale condificato dopo l’approvazione del Parlamento Mondiale.

2.   Applicare la legislazione promulgata dal Parlamento Mondiale.

3.   Proporre e raccomandare i progetti di legge sottoposti al Parlamento Mondiale per la loro promulgazione.

4.   Convocare il Parlamento Mondiale in sessione speciale, quando ciò sia necessario.

5.   Esercitare attività di controllo sull’Amministrazione Mondiale, sul Complesso Integrativo e su tutti i dipartimenti, uffici, istituti ed Enti Specializzati.

6.   Nominare, selezionare e destituire i dirigenti dei vari organi, settori, dipartimenti, uffici, servizi, commikssioni, istituti, Enti Specializzati e altri componenti del Governo Mondiale, in accordo con gli articoli della presente Costituzione Mondiale e con i provvedimenti promulgati dal Parlamento Mondiale.

7.   Preparare e sottoporre annualmente al Parlamento Mondiale un bilancio comprensivo di tutte le operazioni del Governo Mondiale; preparare e sottoporre periodicamente i bilanci di previsione per periodi di diversi anni.

8.   Determinare e proporre le priorità in materia di legislazione mondiale e di stanziamenti di bilancio.

9.   Assumere verso il Parlamento Mondiale la responsabilità delle spese per gli stanziamenti effettuati dal Parlamento Mondiale stesso, in conformità con i bilanci approvati e con quelli a più lungo termine, sotto riserva delle revisioni approvate dal Parlamento Mondiale.

Sez. B   Composizione dell’Esecutivo Mondiale

L’Esecutivo Mondiale sarà composto da un Presidium di cinque membri e da un Gabinetto Esecutivo da venti a trenta membri, tutti membri del Parlamento Mondiale.

Sez. C   Il Presidium

1.   Il Presidium sarà composto da cinque membri: un Presidente e quattro Vice-Presidenti.  Ciascuno dei membri del Presidium dovrà appartenere a una Divisione Continental diversa.

2.   La Presidenza del Presidium verrà attribuita per rotazione annuale; ciascun membro diverrà Presidente a turno, mentre gli altri quattro fungeranno da Vice-Presidenti.  L’ordine di rotazione verrà deciso dal Presidium.

3.   Le decisioni del Presidium verranno prese collegialmente, con voto a maggioranza.

4.   Ciascun membro del Presidium dovrà essere membro del Parlamento Mondiale, eletto o alla Camera dei Popoli, o a quella dei Consiglieri, oppure disignato o eletoo alla Camera delle Nazioni.

5.   La designazione delle candidature per il Presidium verrà fatta dalla Camera dei Consiglieri.  Il numero dei condidati designati sarà compreso tra il doppio ed il triplo di quelli da eleggere.  Non più di un terzo dei candidati dovrà provenire dalla Camera dei Consiglieri o dalla Camera delle Nazioni e le designazioni proposte dovranno commprendere candidati appartenenti a tutte le Divisioni Continentali.

6.   I membri del Presidium saranno eletti fra i candidati presentati dalla Camera dei Consiglieri con il voto di tutti i membri delle tre Camere del Parlamento Mondiale riuniti in sessione plenaria.  Per l’elezione di ciascun membro del Presidiukm è richiesta la maggioranza relativa di almeno il quaranta per cento di tutti i membri del Parlamento Mondiale; se necessario, saranno effettuate successive votazioni eliminatorie fino al raggiungimento della maggioranza relativa richiesta.

7.   I membri del Presidium potrannoessere destituiti per giust causa, sia individualmente che collegialmente, con un voto a maggieoranza assoluta di tutti i membri delle tre Camere Del Parlamento Mondiale, riuniti in sessione plenaria.

8.   Il mandato del Presidum sarà di cinque anni e coinciderà con il mandato parlamentare dei suoi membri;  alla fine di ogni quinquennio, tuttavia, i membri del Presidium resteranno in carica fino all’elelzione del nuovo Presidium per il quinquennio successivo. L’esercizio delle funzioni di membro del Presidium sarà limitato a due mandati consecutivi.

Sez. D   Il Gabinetto Esecutivo

1.   Il Gabinetto Esecutivo sarà formato da venti a trenta membri e comprenderà almeno un membro di ciascuna delle dieci Regioni Magne Elettorali e Amministrative.

2.   Tutti i membri del Gabinetto Esecutivo dovranno essere membri del Parlamento Mondiale.

3.   Non più di due membri del Gabinetto Esecutivo potranno provenire da una stessa nazione della Federazione Mondiale.  Nel Gabinetto Esecutivo potrà esserci un solo membro di una nazione, qualora essa abbia già un suo membro del Parlamento Mondiale in funzione come membro del Presidium.

4.   Ciascuno dei membri del Gabintto Esecutivo dovrà essere a capo di un dipartimento od Ente Specializzato  dell’Amministrazione Mondiale o del Complesso Integrativo, e a tale titolo sarà designato Ministro di quel particolare dipartimento o Ente in questione.

5.   Le candidature al Gabinetto Esecutivo saranno proposte dal Presidium tenendo conto delle diverse funzioni che i membri del Gabinetto Esecutivo dovranno svolgere.  Il Presidium proporrà non più del doppio del numero da eleggere.

6.   Il Gabinetto Esecutivo sarà a maggioranza semplice da tutti i membri delle tre Camere del Parlamento Mondiale riuniti in sessione plenaria.

7.   I membri del Gabinetto Esecutivo potranno essere destituiti individualmente o collegiamente, per giusta causa, mediante votazione a maggioranza assoluta di tutti i membri delle tre Camere del Parlamento Mondiale reiuniti in sessione plenaria.

8.   La durata del mandato del Gabinetto Esecutivo sarà di cinque anni e coniciderà con la durata del mandato parlamentare dei suoi membri; alla fine di ogni quinquennio tuttavia, i membri del Gabinetto dovranno restare in funzione fino alla elezione del Gabinetto Esecutivo successivo.  L’esercizio delle funzioni di membro del Gabinetto Esecutivo sarà limitato a tre mandati successivi, senza tener conto di eventuali cambiamenti nelle attibuzioni ministeriali.

Sez. E   Procedure dell’Esecutivo Mondiale

1.   Spetta al Presidium assegnare  le cariche ministeriali fra i membri del Gabinetto Esecutivo per dirigere i diversi dipartimenti amministrativi e i prinicpali Enti Specializzati dell’Amministrazione e del Complesso Integrativo.  Ciascuno dei Vice-Presidenti, ad eccezione del Presidente, potrà anche esercitare le funzioni di Ministro per dirigere un dipartimento amministrativo.  Le attribuzioni ministeriali potranno essere cambiate a discrezione del Presidium.  Un membro del Gabinetto, o un Vice-Presidente, potrà detenere più di una carica ministeriale, ma non più di tre, purché nessuno dei membri del Gabinetto sia privo di carica ministeriale.

2.   Il Presidium, dopo aver consultato il Gabinetto Esecutivo, dovrà preparare e presentare al Parlamento Mondiale, all’inizio di ogni anno, un programma di legislazione mondiale.  Il Presidium potrà proporre altre leggi nel corso dell’anno.

3.   Spettarà al Presidium, dopo aver consultato il Gabinetto Esecutivo e l’Amminstrazione Finanziaria Mondiale, (vedi Art. 8 Sez. G-1-h) preparare e sottoporre al Parlamento Mondiale il biancio annuale proposto, e i bilanci di previsione per periodo pluriennali.

4.   Ciascuno dei Membri del Gabinetto Esecutivo e ciascuno dei Vice-Presidenti, come Ministro di un particolare Dipartimento o Ente Specializzato, dovrà preparare un rapporto annuale per il Dipartimento o per l’Ente stesso di cui è capo, da sottoporre sia al Presidium che al Parlamento Mondiale.

5.   I membri del Presidium e del Gabinetto Esecutivo in qualsiasi momento saranno responsabili, sia individualmente che collegialmente, di fronte al Parlamento Mondiale.

6.   I posti che in qualsiasi momento si renderanno vacanti nell’Esecutivo Mondiale dovranno essere occupati, entro sessant giorni, mediante desgnazione dei candidati, ed elezione secondo la stessa procedura fissata per l’assegnazione dei posti originari.

Sez. F   Limiti dell’Esecutivo Mondiale

1.   L’Esecutivo Mondiale non dovrà in alcun momento modificare, sospendere, ridurre, trasgredire o in altro mod violare qualsiasi disposizione della presente Costittuzione Mondiale, o qualsiasi legislazione o legge mondiale promulgata o approvata dal Parlamento Mondiale, in conformità con le disposizioni della presente Costituzione Mondiale.

2.   L’Esecutivo Mondiale non potrà avere diritto di veto su alcuna legislazione votata dal Parlamento Mondiale.

3.   L’Esecutivo Mondiale non potrà sciogliere il Parlamento Mondiale, né una qualsiasi Camera del Parlamento Mondiale.

4.   L’Esecutivo Mondiale non potrà agire contrariamente alle decisioni delle Corti di Giustizia Mondiale.

5.   L’Esecutivo Mondiale sarà tenuto ad applicare fedelmente tutta la legislazione votata dal Parlamento Mondiale, in accordo con le disposizioni della presente Costituzione Mondiale; non potrà confiscare, né rifiutare di spendere i fondi stanziati dal Parlamento Mondiale e neppure spenderne più di quelli stanziati dal Parlamento stesso.

6.   L’Esecutivo Mondiale non potrà andare oltre, né contrapporsi alle decisioni e ai controlli del Parlamento Mondiale, del Sistema Giudiziario Mondiale, n”e alle disposizioni contenute nella presente Costituzione Mondiale, servendosi di espedienti fondaiti sulle prerogative o privilegi dell’Esecutivo o su una dichiarazione o decreto di emergenza.

Articolo 7   L’Amministrazione Mondiale

Sez. A   Funzioni dell’Amministrazione Mondiale

1.   L’Amministrazione Mondiale sarà organizata in modo da assicurare il funzionamento continuo e particolareggiato della Amministrazione e dell’applicazione delle leggi e del diritto mondiale.

2.   L’Amministrazione Mondiale sarà posta sotto la direzione dell’Esecutivo Mondiale, e sarà in ogni momento responsabile di fronte all’Esecutivo Mondiale.

3.   L’Amministrazione Mondiale sarà organizzata in modo da assicurare continuità professionale nei compiti amministrativi ed asecutivi.

Sez. B   Struttura e procedure dell’Amministrazione Mondiale

1.   L’Amministrazione Mondiale dovrà essere composta di dipartimenti e di altri Enti Specializzati, organizzati sul piano professionale, per coprire tutti i settori di attività che richiedono continuità amministrativa ed esecutiva da parte del Governo Mondiale.

2.   Ciascun dipartimento e ciascun importante Ente Specializzato dell’Amministrazione Mondiale sarà diretto da un Ministro, che dovrà essere o membro del Gabinetto Esecutivo o un Vice-Presidente del Presidium.

3.   Ciascun dipartimento e ciascun importante Ente Specializzato dell’Amministrazione Mondiale sarà diretto da un Ministro, che dovrà avere come capo del personale un Amministratore di Classe Superiore che assisterà il Ministro e controllerà in modo dettagliato le attività del dipartimento o dell’Ente Specializzato.

4.   Ogni Amministratore di Classe Superiore sarà proposto dal Ministro del dipartimento o Ente Specializzato, scelto tra coloro che sono iscritti nelle liste dei Funzionari di Classe Superiore dell’Amministrazione della Funzione Pubblica Mondiale, non appena tali liste saranno state compilate dall’Amministrazione Mondiale della Funzione Pubblica.  Tale scelta dovrà essere confermata dal Presidium.  Iin attesa della definizione delle liste dei Funzionari di Classe Superiore, i Ministri potranno effettuare nomine temporanee di persone qualificate, che dovranno essere confermate dal Presidium.

5.   Sarà nominato un Segretario Generale dell’Amministrazione Mondiale, che dovrà essere designato dal Presidium e confermato nelle sue funzioni dal Gabi9netto Esecutivo al completo con voto a maggioranza assoluta.

6.   Le funzioni e le responsibilità del Segretario Generale dell’Amministrazione Mondiale consisteranno nel contribuire al coordinamento del lavoro degli Amministrazione de Classe Superiore dei vair Dipartimenti ed Enti Specializzati dell’Amministrazione Mondiale.   Il Segretario Generale sarà soggetto in ogni momento alle direttive del Presidium e sarà direttamente responsabile davanti ad esso.

7.   L’incarico di ogni Amministratore di Classe Superiore e del Segretario Generale potrà essete revocato per giusta causa, con voto a maggioranza assoluta dei membri del Gabinetto Esecutivo e del Presidium riuniti, purché ciò non sia in contrasto con le norme della Funzione Pubblica che proteggono i titolari di un icarico in base alle loro competenze.

8.   Ciascuno dei Ministri di un Dipartimento o di un Ente Specializzato dell’Amministrazione Mondiale, in quanto membro del Parlamento Mondiale, dovrà assicurare il costante collegamento tra il suo Dipartimento o Ente Specializzato e il Parlamento Mondiale e dovrà rispondere in ogni momento a qualsiasi interrogazione o richiesta di informazione sia del Parlamento stesso, sia delle Commissioni Parlamentari di ciascuna delle Camere.

9.   Il Presidium, in cooperazione con i singoli Ministri, sarà responsabile, per ogni caso particolare, dell’organizzaizione iniziale di ciascun Dipartimento e dei più importanti Enti Specializzati dell’Amministrazione Mondiale.

10.  L’attribuzione a ciascuno dei Dipartimenti o Enti Specializzati dei setttori della legislazione o delle disposizioni costituzionali, nel quadro della legge mondiale, in cui essi avranno competenze particolari nell’esercizio delle loro funzioni amministrative o esevutive, sarà fatta dal Presidium, previa consultazione con il Gabinetto Esecutivo e il Segretario Generale, a meno che tale attribuzionee non sia già stata oggetto di particolare legge vvottata dal Parlamento Mondiale.

11.  Il Presidium, previa consultazione con il Gabinetto Esecutivo, potrà proporre la creazione di altri Dipartimenti ed Enti Specializzati a statuto ministeriale, potrà proporre la modifica, il raggruppamento o la soppressione di Dipartimenti e/o di Enti Specializzati a statuto ministeriale che già esistono, ove ciò sia ritenuto necessario o auspiciabile.  Per ciascuna di queste operazioni è richiesto un voto a maggioranza semplice delle tre Camere del Parlamento Mondiale in sessione plenaria.

12.  Il Parlamento Mondiale potrà decidere, con voto a maggioranza assoluta delle tre Camere in sessione plenaria, la creazione di nuovi Dipartimenti o Enti Specializzati a statuto ministeriale, nell’ambito dell’Amminsitrazione Mondiale;  potrà inoltre dare direttive all’Esecutivo Mondiale per modificare, raggruppare o sopprimere i Dipartimenti o Enti Specializzati a statuto ministeriale già esistenti.

13.  Il Presidium e l’Esecutivo Mondiale non potranno creare, stabilire o mantenere alcun dipartimento od Ente Specializzato a carattere amministrativo o esecutivo, allo scopo di eludere il controllo del Parlamento Mondiale.

Sez. C   Dipartimenti dell’Amministrazione Mondiale

Tra i Dipartimenti e gli Enti Specializzati a statuto ministeriale dell’Amministrazione Mondiale saranno compresi quelli elencati in questa Sezione (ma non in senso limitativo) con possibilità di raggruppamenti, modifiche e divese designazioni di terminologìa.

Ciascun importante settore dell’Amministrazione sarà diretto da un Ministro di Gabinetto e da un Amminstratore di Classe Superiore o da un Vice-Presidente ed un Amministratore di Classe Superiore.

1.   Disarmo e Prevenzione Bellica;

2.   Popolazione;

3.   Alimentazione e Agricoltura;

4.   Approvvigionamenti Idrici e Acque Navigabili;

5.   Sanità e Nutrizione

6.   Istruzione;

7.   Arti;

8.   Habitat e Insediamenti Umani;

9.   Ambiente ed Ecologìa;

10.  Risorse Mondiali;

11.  Oceani e Fondali Marini;

12.  Atmosfera e Spazio;

13.  Energìa;

14.  Scienza e Tecnologìa;

15.  Ricerca e Ingegnerìa Genetica;

16.  Lavoro e Reddito;

17.  Sviluppo Economico e Sociale;

18.  Commercio e Indùstria

19.  Trasporti e Viaggi;

20.  Società Multinazionali;

21.  Comunicazioni e Informazioni;

22.  Diritti dell’Uomo

23.  Giustizia Distributiva;

24.  Corpi Mondiali di Servizio Civile;

25.  Territori, Capitali, e Parchi Mondiali;

26.  Relazioni Estere;

27.  Procedure Democratiche;

28.  Entrate.

Articolo 8   Il Complesso di Integrazione Mondiale (Complesso Integrativo)

Sez. A   Definizione

1.   Per Complesso Integrativo si intende l’insieme di quelle istituzioni amministrative, di ricerca, di pianificazione e di assistenza del Governo Mondiale ritenute essenziali per assicurargli il funzionamento migliore in tutti i suoi aspetti o nella maggior parte di essi.  Il Complesso Integrativo comprenderà gli istituti elencati in questa Sezione, con la clausola che altri istituti simili potranno essere aggiunti su raccomandazioni del Presidium, seguita dall’approvazione del Parlamento Mondiale.

a)   L’Amministrazione della Funzione Pubblica Mondiale;

b)   L’Amministrazione Mondiale delle Frontiere e delle Elezioni;

c)   L’Istituto per le Procedure Governative e per i Problemi Mondiali;

d)   L’Ente Specializzato per la Ricerca e la Pianificazione;

e)   L’Ente Specializzato per la Valutazione Tecnologica ed Ambientale;

f)   L’Amministrazione Finanziaria Mondiale; e

g)   La Commissione per la  Rivedere Legislativa.

2.   Ciascuna delle istituzioni del Complesso Integrativo sarà diretta da un Ministro di Gabinetto e da un Amministratore di Classe Superiore, o da un Vice-Presidente e da un Amministratore di Classe Superiore, insieme con una Commissione, come qui di seguito precisato.

Le norme di procedura per ciascun istituto saranno decise a maggioranza dai membri della Commissione, insieme con l’Amministratore e il Ministro o il Vice-Presidente.

3.   Il Parlamento Mondiale potrà in ogni momento precisare ulteriormente le responsabilità, il funzionamento e l’organizzazione dei vari Enti Specializzati del Complesso Integrativo, in conformità con le clausole dell’Articolo 8 e le altre norme della Costituzione Mondiale.

4.   Ciascun Ente Specializzato del Complesso Integrativo dovrà presentare un rapporto annuale al Parlamento Mondiale ed al Presidium.

Sez. B   L’Amministrazione della Funzione Pubblica Mondiale

1.   Le funzioni dell’Amministrazione della Funzione Pubblica Mondiale saranno le seguenti (ma non in senso limitativo):

a)   Formulare e definire le norme, le qualifiche, le prove, gli esami ed i livelli di stipendio per il personale, dipartimenti, uffici, servici, sezioni, commissioni ed Enti Specializzati del Governo Mondiale, conformemente alle norme della presente Costituzione Mondiale, previa approvazione del Parlamento Mondiale.

b)   Stabilire ruoli o liste di personale competente per tutte le categorie del personale da nominare o assumere nei servizi del Governo Mondiale.

c)   Selezionare ed assumere, su richiesta di qualsiasi altro organo governativo, dipartimento, ufficio, servizio, istituto, commissione, Ente Specializzato o funzionario autorizzato, il personale competente, secondo la necessità e previa autorizzazione, tranne che per gli incarichi soggeti ad elezione o nomina per disposizioni della Costituzione Mondiale o di una legge specifica del Parlamento Mondiale.

2.   L’Amministrazione della Funzione Pubblica Mondiale sarà diretta da una commissione di dieci membri, oltre al Ministro di Gabinetto o al Vice Presidente e all’Amministratore di Classe Superiore.  La Commissione sarà così composta da dieci Commissari, uno per ciascuna delle dieci Regioni Magne Eletttorali ed Amministrative Mondiali.  I Commissari dovranno essere designati dalla Camera dei Consiglieri e poi nominati dal Presidium per un periodo di cinque anni.  I Commissari potranno restare in carica per mandati consecutivi.

Sez. C   L’Amministrazione Mondiale delle Frontiere e delle Elezioni Mondiali

1.   Le funzioni dell Amministrazione Mondiale delle Frontiere e delle Elezioni saranno le seguenti (ma non in senso limitativo):

a)   Delimitazione dei Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali di base, delle Regioni Elettorali ed Amministrative Mondiali, delle Regioni Magne e delle Divisioni Continentali; delimitazione che sarà sottoposta al Parlamento Mondiale per essere approvata con voto legislativo.

b)   Revisione periodica, ogni cinque o dieci anni, secondo le necessità, delle frontiere dei Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali e Regioni Magne e delle Divisioni Continentali, da sottoporre all’approvazione del Parlamento Mondiale.

c)   Definizione delle procedure particulareggiate per le candidature e l’elezione dei membri del Parlamento Mondiale alla Camera dei Popoli e alla Camera dei Consiglieri, da sottoporre all’approvazione del Parlamento Mondiale.

d)   Organizzazione delle elezioni dei membri del Parlamento Mondiale che siederanno alla Camera dei Popoli e alla Camera dei Consiglieri.

e)   Definizione delle norme precise che regolano i partiti politici mondiali, da sottoporre all’approvazione del Parlamento Mondiale, previa revisione e raccomandazione dell’Ombudsmus Mondiale.

f)   Organizzazione dei plebisciti, ove siano richiesti da altri Organi del Governo Mondiale, e formulazione di raccomandazioni per regolare i conflitti di frontiera.

g)   Organizzazione di un censimento globale ogni cinque anni e preparazione e aggiornamento di analisi demografiche complete della Terra.

2.   L’Amministrazione Mondiale delle Frontiere e delle Elezioni sarà diretta da una Commissione di dieci membri, oltre all’Amministratore di Classe Superiore e al Ministro di Gabinetto o al Vice-Presidente.  La Commissione sarà composta da Commissari, ciascuno dei quali dovrà appartenere ad una delle dieci Regioni Magne Elettorali ed Amministrative Mondiali.  I candidati alla funzione di commissario saranno proposti dalla Camera dei Consiglieri e poi nominati dal Presidium Mondiale per periodi di cinque anni.  I Commissari potranno restare in carica per mandati consecutivi.

Sez. D   L’Instituto per le Procedure Governative e per i Problemi Mondiali

1.   Le funzioni dell’Istituto per le Procedure Governative e per i Problemi Mondiali saranno le seguenti (ma non in senso limitativo):

a)   Organizzare e dirigere corsi di informazione, istruzionee tirocinio per tutto il personale in servizio al Governo Mondiale, inclusi i membri del Parlamento Mondiale e tutto il personale in servizio civile, eletto o nominato, in modo che ogni persona a servizio del Governo Mondiale possa avere una migliore comprensione delle funzioni, delle strutture, delle procedure e delle relazioni che intercorrono fra i vari organi, dipartimenti, uffici, servizi, istituti, commissioni, Enti Specializzati ed altre componenti del Governo Mondiale.

b)   Organizzare e dirigere corsi e seminari di informazione, istruzione, discussione, aggiornamento e proposte di nuove idee per tutti i problemi mondiali, in particolare per i membri del Parlamento Mondiale e dell’Esecutivo Mondiale e per il personale dirigente di tutti gli organi, dipartimenti ed Enti Specializzati del Governo Mondiale, ma accesibili anche a tutti coloro che sono al servizio del Governo Mondiale.

c)   Reclutare personalità qualificate da Università, Istituti Superiori di insegnamento privati e pubblici, colleges, istituti di ricerca e di sperimentazione di diverse nazionio ed altri personalità qualificate, per tenere conferenze e per costituire una riserva di specialisti per corsi e seminari organizzati dall’Istituto stesso.

d)   Stipulare contratti con Università, colleges, o altri istituti di istruzione privati o pubblici per dirigere corsi e seminari per l’Istituto.

2.   L’Istituto per le Procedure Governative e per i Problemii Mondiali sarà controllato da una Commissione di dieci membri,  oltre all’Amministratrore di Classe Superiore ed al Ministro di Gabinetto o al Vice-Presidente. La Commissione sarà composta da Commissari, ciascuno dei quali sarà designato dai seguenti organi:  la Camera dei Popoli, la Camera delle Nazioni, la Camera dei Consiglieri, il Presidium, il Colegio dei Giudici Mondiali, l’Ombudsmus Mondiale, l’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali, l’Ente Specializzato per la Valutazione tecnologica e ambientale, l’Amministrazione Finanziaria Mondiale.  I Commissari dureranno in carica cinque anni e potranno essere rieletti.

Sez. E   L’Ente Specializzato per la Ricerca e la Pianificazione

1.   Le funzione dell’Ente per la Ricerca e la Pianificazione saranno le seguenti (ma non in senso limitativo):

a)   Essere al servizio del Parlamento Mondiale, dell’Esecutivo Mondiale, dell’Amministrazione Mondiale e degli altri organi, dipartimenti ed Enti Specializzati del Governo Mondiale in ogni settore che richieda ricerche e pianificazioni nell’ambito di conpetenze dell’Ente.

b)   Preparare e tenere aggionato un inventario completo delle risorse mondiali.

c)   Preparare piani a vasto raggio e a lungo termine per lo sviluppo, la conservazione, il riciclaggio e l’equa ripartizione delle risorse della Terra, a beneficio di tutta la popolazione terrestre, che dovranno essere sottoposte all’azione legislativa del Parlamento Mondiale.

d)   Preparare e tenere aggiornata una lista completa con le descrizioni di tutti i problemi del Mondo, incluse le loro effetti nel tempo e le soluzioni proposte, complete di documentazione bibliografica.

e)   Svolgere ricerche e collaborare alla preparazione di misure legislative su richiesta di qualsiasi membro del Parlamento Mondiale o di qualsiasi commissione di ciascuna delle Camere del Parlamento Mondiale.

f)   Svolgere ricerche e collaborare alla preparazione di proposte di legge, di leggi quadro e programmi e documenti legislativi, su richiesta del Presidium o del Gabinetto Esecutivo o di ogni Ministro di Gabinetto.

g)   Svolgere ricerche e preparare rapporti su richiesta di qualsiasi altro organo, dipartimento o Ente del Governo Mondiale.

h)   Assicurarsi l’assistenza di Università, Istituti Superiori di istruzione pubblici e privati, colleges, istituti di ricerca e altre associazioni e organizzazioni per ricerche varie e progetti di pianificazione.

i)   Stipulare contratti con Università, Istituti Superiori di istruzione pubblici e privati, colleges, istituti di ricerca e altre organizzazioni per la preparazione di rapporti, studi e proposte specifiche.

j)   Tenere aggiornata una vasta Biblioteca Mondiale, ad uso, sia di tutti i Membri del Parlamento Mondiale e di tutti gli altri funzionari e personale in servizio del Governo Mondiale, e sia ad uso della informazione pubblica.

2.   L’Ente di Ricerca e Pianificazione sarà controllato da una commissione di dieci membri, oltre all’Amministratore di Classe Superiore ed al Ministro di Gabinetto o al Vice-Presidente.  La Commissione sarà composta da commissari, ciascuno dei quali sarà designato dai seguenti organi: la Camera dei Popoli, la Camera delle Nazioni, la Camera dei Consiglieri, il Presidium, il Collegio dei Giudici Mondiali, l’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali, l’Ombudsmus Mondiale, l’Ente per la Valutazione Tecnologica ed Ambientale, l’Istituto per le Procedure Governative e per i Problemi Mondiali e l’Amministrazione Finanziaria Mondiale.  I commissari resteranno in carica cinque anni e potranno essere rieletti per mandati successivi.

Sez. F   L’Ente Specializzato per la Valutazione Tecnologica e Ambientale

1.   Le funzioni dell’Ente per la Valutazione Tecnologica ed Ambientale saranno le seguenti (ma non in senso limitativo):

a)   Stabilire e tenere aggiornata una registrazione con la descrizione di ogni innovazione tecnologica importante, insieme con la previsione dei loro effetti nel tempo.

b)   Esaminare, analizzare e valutare l’impatto e le conseguenze delle innovazioni tecnologiche, che potrebbero avere importanti effetti benefici o, al contrario, effetti dannosi, o pericolosi per la vita umana o per l’ecologia della vita sulla Terra;  oppure che possano richiedere particolari regolamentazioni o divieti al fine di impedire o eliminare pericoli;  oppure per garantirne i benefici.

c)   Esaminare, analizzare e valutare problemi ambientali ed ecologici, in particolare quelli che possono derivare da interventi o da trasformazioni nell’ambiente o nelle interrelazioni ecologiche, causate da innovazioni techniche, da processi per accrescere le risorse, da modelli di insediamento umano, dalla produzione di energia, da modelli di sviluppo economico ed industriale o da altri interventi e trasformazioni dell’ambiente dovuti all’uomo o risultanti da cause naturali.

d)   Mantenere una rete mondiale di controllo, per misurare gli eventuali effetti dannosi delle inovazioni tecniche e dell perturbazioni ambientali, in modo che si possano proporre misure correttive.

e)   Preparare raccomandazioni, in base ad analisi e valutazioni delle tecnologie e dell’ambiente, che possano servire da guida per il Parlamento Mondiale, l’Esecutivo Mondiale, l’Ente di Ricerca e Pianificazione e per gli altri organi, dipartimenti ed Enti Specializzati del Governo Mondiale, come pure per le persone al servizio del Governo Mondiale, e per i Governi e gli organi legislativi nazionali e locali.

f)   Procurarsi l’assistenza e la partecipazione, volontaria o contrattuale, di Università, istituti superiori di istruzione privati e pubblici, colleges, istituti di ricerca ed altre associazioni e organizzazioni per lo studio degli effetti della tecnologìa sull’ambiente.

g)   Procurarsi l’assistenza e la partecipazione, volontaria o contrattuale di Università, istituti superiori di istruzione privati e pubblici, colleges, istituti di ricerca e altre organizzazioni, al fine di individuare ed elaborare alternative alle tecnologie dannose o pericolose e alle attività nocive per l’ambiente, e al fine pure di elaborare mezzi di controllo adatti ad assicurare effetti benefici delle innovazioni techniche o ad eliminare conseguenze dannose delle stesse innovazioni o di trasformazione dell’ambiente;  mezzi tutti da sottoporre all’azione legislativa del Parlamento Mondiale per la loro applicazione.

2.   L’Ente per la Valutazione Tecnologica ed Ambientale sarà controllato da una commissione di dieci membri oltre all’Amministratore di Classe Superiore e al Ministro del Gabinetto o al Vice Presidente.  La Commissione sarà composta da Commissari eletti ciascuno da ognuna delle dieci Regioni Magne Elettorali ed Amministrative Mondiali.  I candidati alle funzioni di Commissario saranno proposti dalla Camera dei Consiglieri e poi nominati dal Presidium Mondiale per mandati di cinque anni.   I Commissari potranno restare in carica per più di un mandato consecutivo.

Sez. G  L’Amministrazione Finanziaria Mondiale

1.   Le funzioni dell’Amministrazione Finanziaria Mondiale saranno le seguenti ( ma non in senso limitativo):

a)   Assicurare el funzionamento di un Ufficio Contabile Planetario, utilizzarlo per compiere studi sui profitti e perdite e per redigere i rapporti sul funzionamento e sulle attività del Governo Mondiale e dei suoi diversi organi, dipartimenti, settori, uffici, servizi, commissioni, rappresentanze,  Enti e altre sue compenenti o si lo programmi.  Nell’elaborare tali studi e rappporti si dovrà tener conto non solo dei profitti e perdite strettamente finanziari, ma anche di quelli indiretti e a lungo termine sul piano umano, sociale, ambientale così come dei rischi e danni reali e poteziali. Tali studi e rapporti dovranno inoltre servire a scoprire sprechi, inefficienze, errori di applicazione, corruzioni, storni, spese superflue e altre possibili irregolarità.

b)   Elaborare studi e relazioni su profitti e perdite a richiesta di qualsiasi Camera o Commissione del Parlamento Mondiale, del Presidium, del Gabinetto Esecutivo, dell’Ombudsmus Mondiale, dell’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali, della Corte Suprema Mondiale, o di ciascun dipartimento administrativo o Ente Specializzato del Complesso Integrativo, oppure anche per propria iniziativa.

c)   Assicurare il funzionamento di Sovraintendenti Planetari e utilizzarlo per controllare la spesa dei fondi del Governo Mondiale per tutti gli scopi, i progetti e le attività debitamente autorizzate dalla presente Costituzione Mondiale, dal Parlamentpo Mondiale, dall’Esecutivo Mondiale, e da tuti gli altri organi, dipartimenti ed Enti del Governo Mondiale.

d)   Creare ed assicurare il funzionamento di un Sistem Bancario Planetario ai termini di una specifica legge votata dal Parlamento Mondiale.

e)   Congiuntamente al Sistema Bancario Planetario, stabilire e attuare le procedure di un Sistema Monetario e Creditizio Mondiale basato su un’effettiva capacità ed attività produttiva sia in beni che in servizi. Tale Sistema Monetario e Creditizio sarà destinato all’uso interno del Sistema Bancario Planetario per il finanziamento delle attività e dei programmi del Governo Mondiale e per tutti gli altri usi finanziari approvati dal Parlamento Mondiale, senza il prelievo di interessi su obbligazioni, investimenti o altri titoli di credito posseduti o presi in prestito.

f)   Stabilire criteri per l’estensione del credito finanziario in base a considerazioni quali utilità, profitti e perdite, valori umani e sociali, sanità ed estetica efficace, potenziale di produzione e di esecuzione.

g)   Stabilire e far funzionare, nei settori in cui ve ne sia bisogno, un Sistema Assicurativo Planetario che oltrepassi le frontiere nazionali e in accordo con la legislazione approvata dal Parlamento Mondiale.

h)   Assistere, a sua richiesta, il Presidium, nella preparazione tecnica dei bilanci per l’attività del Governo Mondiale.

2.   L’Amministrazione Finanziaria Mondiale sarà controllata da una Commissione di 10  membri oltre all’Amministratore di Classe Superiore e ad un Ministro di Gabinetto o ad un Vice-President. La Commissione sarà composta da Commissari, ciascuno dei quali sarà designato dai seguenti Organismi:  la Camera dei Popoli, la Camera delle Nazioni, la Camera dei Consiglieri, il Presidium, il Collegio dei Giudici Mondiali, l’Ufficio dei Procuratori Generali, l’Ombudsmus Mondiale, l’Ente per la Ricerca e la Pianificazione, l’Ente per la Valutazione Tecnologica ed Ambientale e l’Istituto per le Procedure Governative e i Problemi Mondiali.  I Commissari resteranno in carica per cinque anni, e potranno essere rieletti per mandati successivi.

Sez. H   Commissione per la Revisione Legislativa

1.  Le funzioni della Commissione per la Revisione Legislativa saranno esaminare la legislazione mondiale e le leggi mondiale che il Parlamento Mondiale promulga o adotta dal corpo precedente di diritto internazionale allo scopo di analizzare se legislazione o della legge particolare è diventato obsoleta o ostruttiva o difettosa nel avere gli scopi progettati;  e per fare di conseguenza le raccomandazioni al Parlamento Mondiale per l’abrogazione o la correzione o il rimontaggio.

2.  La Commissione per la Revisione Legislativa si comporrà di dodici membri, compreso due per ciascuno da scegliere dalla Camera della Popoli, dalla Camera delle Nazioni, dalla Camera dei Consiglieri, dal Collegio dei Giudici Mondiale, dall’Ombudsmus e dal Presidium. I membri della Commissione serviranno i termini di dieci anni e potranno essere rieletti per mandati successivi.  Una metà dei membri della Commissione dopo che la Commissione in primo luogo sia formata sarà scelta ogni cinque anni, con i primi termini per una metà dei membri del Commissione da essere di soltanto cinque anni.  

Articolo 9   L’Apparato Giudiziario Mondiale

Sez. A   Giurisdizione della Corte Suprema Mondiale

1.  Sarà costituita una Corte Suprema Mondiale inseme con quelle Corti Mondiali Regionali e Distrettuali, quando in seguitoo ciò sarà ritenuto necessario.  La Corte Suprema Mondiale comprederà un certo numero di Tribunali.

2.   La Corte Suprema Mondiale e le Corti Mondiali Regionali e Distrettuali, che saranno state costituite, avranno giurisdizione mandataria in tutti i processi, azioni, contese, conflitti, violazioni di legge, cause civili, garanzie dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, interpretazioni costituzionali e altre vertenze sorte nell’interpretazione delle norme della presente Costitutzione Mondiale, della Legislazione Mondiale e del Corpus delle leggi mondiaili approvate dal Parlamento Mondiale.

3.   Le decisioni della Corte Suprema Mondiale saranno vincolanti per tutte le parti in causa in tutti i processi, azioni e vertenze portati dinanzi a qualsiasi Tribunale della Corte Suprema.   Ciascun Tribunale della Corte Suprema Mondiale creerà una Corte di Appello del massimo grado, reanne che nei casi di questioni di importanza pubblica straordinario assegnate o trasferite al Tribunale Superiore della Corte Suprema Mondiale, come previsto dalla Sezione E dell’Articolo 9.

Sez. B   Sezioni della Corte Suprema Mondiale

Le Sezioni della Corte Suprema Mondiale e le loro rispettive competenze saranno le seguenti:

1.   Sezione per i Diritti dell’Uomo, che tratterà delle questioni relativi ai diritti umani sorte nel quadro delle garanzie dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, previste dall’Articolo 12 della presente Costituzione Mondiale e sorte nell’attuazione delle norme dell’Articolo 13 della presente Costituzione Mondiale oppure sorte nel quadro della legislatura e del diritto mondiale approvati dal Parlamento Mondiale.

2.   Sezione per le Cause Penali, che tratterà delle questioni sorte in seguito alla violazione del diritto e della legislazione mondiale da parte di individui, società, gruppi e associazioni, ad esclusione di questioni riguardanti principalmente i diritti umani.

3.   Sezione per le Cause Civili, che tratterà di questioni relativi a processi civili e vertenze tra individui, società, gruppi e associazioni, nel quadro della legislazione mondiale e del diritto mondiale e della loro applicazione.

4.   Sezione per gli Affari Costituzionali, che tratterà dell’interpretazione della Costituzione Mondiale d delle questiioni e delle azioni legali sorte nel contesto dell’interpretazione della Costituzione Mondiale.

5.   Sezione per i Conflitti Internazionali, che tratterà delle vertenze, dei conflitti e delle contestazioni legali sorte tra le nazioni che fanno parte della Federazione della Terra.

6.   Sezione per le Cause Pubbliche, che tratterà delle questioni che non rientrano nella giurisdizione di un’altra Sezione e che sorgono per conflitti, vertenze, cause civili o altre contestazioni legali tra Governo Mondiale e società, gruppi o individui, o tra Governi Nazionali e società, gruppi o individui in cause che interessano la legislazione mondiale e il diritto mondiale.

7.   Sezione di Appello, che tratterà delle questioni riguardanti la legislazione e il diritto mondiale, a cui potranno appellarsi le Corti Nazionali.  Ad essa spetta anche decidere a quale Sezione della Corte Suprema assegnare una causa o un processo, quando sorga un dubbio o un disaccordo in merito alla competenza specifica.

8.   Sezione Consultiva, che ha il compito di esprimere, su richiesta, pareri in merito a qualsiasi questione giuridica sorta nel quadro della legge e del diritto mondiale, ad eccezione di contestazioni o azioni relative all’interpretazione della Costituzione Mondiale. I pareri consultivi potranno essere richiesti da qualsiasi Camera o Commissione del Parlamento Mondiale, dal Presidium, da qualsiasi dipartimento amministrativo, dall’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali, dall’Ombudsmus Mondiale, o da qualsiasi Ente del Complesso Integrativo.

9.   Altre Sezioni potranno essere costituite, raggruppate o soppresse su raccomandazione del Collegio dei Giudici Mondiali, con l’approvazione del Parlamento Mondiale; ma le Sezioni, qui previste ai numeri da uno a otto, non potranno essere né raggruppate, né soppresse, se non per emendamento della presente Costituzione Mondiale.

Sez. C   Sedi della Corte Suprema Mondiale

1.   La sede principale della Corte Suprema Mondiale e di tutte le sue Sezioni sarà la stessa sede della Capitale Mondiale Principale del Parlamento Mondiale e dell’Esecutivo Mondiale.

2.   Le sedi continentali della Corte Suprema Mondiale saranno installate nelle quattro capitali secondarie del Governo Mondiale, situate in quattro diverse Divisioni Cintinentali della Terra, come previsto dall’Articolo 15.

3.   Le seguenti Sezioni permanenti della Corte Suprema Mondiale saranno installate sia nella sede prinicpale sia in ciascuna delle sedi continentali: Sezione dei Diritti dell’Uomo, Sezione delle Cause Penali, Sezione delle Cause Civili e Sezione delle Cause Pubbliche.

4.   Le seguenti Sezioni permanenti della Corte Suprema Mondiale saranno installate solo nella sede principale della Corte Suprema Mondiale:  Sezione delle Cause Costituzionali, Sezione dei Conflitti Internazionali, Sezione di Appello, Sezione Consultiva.

5.   Le Sezione installate permanentemente solo nella sede principale della Corte Suprema Mondiale potranno riunirsi in sessione speciale nelle altre sedi continentali dela Corte Suprema Mondiale, quando cio sia necessario; oppure in caso di bisogno potranno anche costituirsi delle circoscrizioni continentali.

6.   Le Sezioni della Corte Suprema Mondiale che hanno sedi continentali permanenti potranno, se necessario, riunirsi in sessioni speciali in altre sedi o potranno costituire, in caso di necessità delle circoscrizioni regionali.

Sez. D   Il Collegio dei Giudici Mondiali

1.   Sarà costituito dal Parlamento Mondiale un Collegio dei Giudici Mondiali.  Il Collegio sarà formato da un minimo di venti giudici, e potrà, se necessario, essere ampliato puché non superi isessanta membri.

2.   I Giudici Mondiali condidati a formare il Collegio dei Giudici Mondiali saranno desgnati dalla Camera dei Consiglieri ed eletti a maggioranza relativa dalle tre Camere del Parlamento Mondiale riunite in sessione plenaria.  La Camera dei Consiglieri dovrà orioirre un numero di candidati compreso tra il doppio ed il triplo del numero di giudici mondiali da eleggere in una volta.  Un uguale numero di giudici mondiali sarà eletto da ciascuna delle dieci Regioni Magne Elettorali ed Amministrative Mondiali, se non immediatamente, in seguito, per rotazione.

3.   La durata del mandato di un Giudice Mondiale sarà di dieci anni.  Il mandato sarà rinnovabile per periodi successivi senza limiti.

4.   Il Colegio dei Giudici Mondiali eleggerà un Consiglio di Presidenza dei Giudici Mondiali, costituito dal primo Presidente e da quattro Presidenti Aggiunti.  Ciascuna delle cinque Divisioni Continentali della Terra eleggerà un membro del Consiglio di Prisidenza dei Giudici Mondiali.  I membri del Consiglio di Presidenza dei Giudici Mondiali resteranno in carica per cinque anni e potranno prestare servizio per due mandati successivi, ma non in due successivi mandati di primo Presidente.

5.   Il Consiglio di Presidenza dei Giudici Mondiali assenerà alle diverse Sezioni della Corte Suprema Mondiale tutti i Giudici Mondiali,  compresi i suoi propri membri.  Ciascuna Sezione dovrà disporre, in ciascuna sede e per ogni sessione, di un minimo di tre Giudici Mondiali; tuttavia, per i Tribunali degli Affari Costituzionali e dei Conflitti Internazionali e per il Tribunale d’Appello, il numero dei Giudici non dovrà essere inferiore a cinque.

6.   I Giudici membri di ciascuna Sezione sceglieranno annualmente in ciascuna sede un Giudice Presidente, che potrà restare ub carica per due mandati successivi.

7.   La ripartizione dei Giudici nelle varie Sezioni potrà, di tanto in tanto, essere riveduta su decisione del Consiglio di Presidenza dei Giudici Mondiali, quando ciò possa essere ritenuto necessario o consigliabile.  Qualsiasi decisione di rinnovare la composizione di una Sezione sarà soggetta al voto dell’intero Collegio dei Giudici Mondiali, su richiesta di uno qualsiasi dei Giudici Mondiali.

8.   Qualsiasi Giudice Mondiale potrà essere destituito dalla carica per giusta causa, con voto a maggioranza assoluta dei due terzi delle tre Camere del Parlamento Mondiale in sessione plenaria.

9.   I Giudici della Corte Suprema Mondiale dovranno avere almeno dieci anni di esperienza legale o giuridica, età minima di trenta anni, ed evidwent competenza nella legislazione mondiale e nelle scienze umane.

10.   Gli stipendi, le indennità, le remunerazioni e le prerogative dei Giudici Mondiali saranno determinati dal Parlamento Mondiale e riveduti ogni cinque anni, ma non dovrann mai esser modificati a svantagio di alcun Giudice Mondiale nel corso del suo mandato. Tutti i membri del Collegio dei Giudici Mondiali riceveranno lo stesso stipendio, salvo i compensi addizionali, che potranno essere accodati al Consiglio di Presidenza dei Giudici Mondiali.

11.   Su raccomandazione del Collegio dei Giudici Mondiali, il Parlamento Mondiale sarà autorizzato a costituire Corti Mondiali Regionali e Distrettuali sottoposte alla Corte Suprema Mondiale, esso potrà inoltre fissarne le rispettive giurisdizioni e le procedure di appello alla Corte Suprema Mondiale o alle sue diverse Sezioni.

12.   Le norme particolari di procedura per il funzionamento della Corte Suprema Mondiale, del Collegio dei Giudici Mondiale e di ciascuna delle Sezioni della Corte Suprema Mondiale saranno decise emendate dal Collegio dei Giudici Mondiali con voto a maggioranza assoluta.

Sez. E   Il Tribunale Superiore della Corte Suprema Mondiale

1.   Sarà constituito un Tribunale Superiore della Corte Suprema Mondiale per trattare questioni ritenute di interesse pubblico straordinario.  Il Tribunale Superiore sarà formato, per ogni anno civile, dal Consiglio di Presidenza dei Giudici Mondiali, insieme con un Giudice Mondiale designato dal Giudice Presidente di ciascuno dei Tribunali della Corte Mondiale residente nella sede principale della Corte Suprema.  La composizione del Tribunale Superiore può conservarsi immutata per un secondo anno, su decisione del Consiglio di Presidenza dei Giudici Mondiali.

2.   Ogni parte interessata in qualsiasi vertenza, questione, causa o processo che ricada sotto la giurisdizione della Corte Suprema Mondiale, potrà ricorrere ad una qualsiasi Sezione della Corte Suprema Mondiale o al Consiglio di Presidenza dei Giudici Mondiali per l’assegnazione o il trasferimento della causa al Tribunale Superiore, per motivi di interesse pubblico straordinario.  Se il ricorso sarà accolto, la causa sarà discussa e regolata dal Tribunale Superiore.  Inoltre qualsiasi Sezione che tratti qualunque causa particolare, ove ritenga che essa sia di interesse pubblico straordinario, potrà, a sua discrezione, trasferirla al Tribunale Superiore.

Articolo 10   Il Sistema per Imporre el Rispetto del Diritto e della Legislazione Mondiale

Sez. A   Principi Fondamentali

1.   Il Diritto Mondiale e la Legislazione Mondiale si applicheranno direttamente agli individui, e questi saranno tenuti a conformarsi, sotto la loro responsabilità, alle norme del Diritto e della Legislazione Mondiale, sia che agiscano nella propria capacità personale, sia come agenti o funzionari di governi a qualunque livello o di istituzioni governative e come agenti o funzionari di società, organizzazioni, associazioni o gruppi di qualsiasi tipo.

2.   In caso di violazione del Diritto e della Legislazione Mondiale o delle decisioni delle Corti Mondiali, il Sistema per imporre il rispetto della legge mondiale dovrà entrare in funzione per identificare ed arrestare gli individui responsabili delle violazioni.

3.   Qualsiasi azione intrapresa per far rispettare la legge mondiale no dovrà violare i diritti civili e umani garantiti dalla presente Costituzione Mondiale.

4.   Qualsiasi azione volta ad imporre il rispetto del diritto e della legislazione mondiale dovrà aver luogo nel contesto di una Federazione Mondiale non militare, in cui tutte le nazioni che ne fanno parte dovranno aver disarmato, in quanto questa è la condizione per farne parte e beneficiarne, secondo l’Articolo 17 Sezioni C-8 e D-6.  La Federazione Mondiale e il Governo Mondiale in base alla presente Costituzione Mondiale, non dovranno né possedere, né usare armi di distruzione di massa.

5.   Gli Agenti del Sistema per imporre il rispetto della legge mondiale, che avranno la funzione di arrestare e di portare davanti alla giustizia i violatori del diritto e della legislazione mondiale, saranno dotati delle sole armi per l’arresto degli individui responsabili delle violazioni.

6.   Il Sistema per imporre il rispetto del diritto e della legislazione mondiale, secondo la presente Costituzione Mondiale, sarà concepito e svluppato innanzitutto come processo ed affcace mezzo per l’applicazione del diritto e della legislazione mondiale al fine di assicurare il benessere di tutti i popoli della Terra, con equità e giustizia per tutti.

Sez. B   Struttura del Sistema per Imporre il Rispetto della Legge Mondiale

1.   Il Sistema per imporre il rispetto della legge mondiale sarà diretto da un Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali e da una Commissioe di Procuratori Mondiali Regionali.

2.   L’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali sarà composto di cinque membri uno dei quali sarà designato Procuratore Generale Mondiale e ciascuno degli altri quattro sarà designato Procuratore Generale Mondiale Aggiunto.

3.   Le Commissione dei Procuratori Regionali Mondiali consisterà di venti Procuratori Mondiali Regionali.

4.   I candidati all’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali saranno desgnati dalla Camera dei Consiglieri, in ragione di tre candidati per ciascuna delle Divisioni Constinentali della Terra.  I Procuratori Mondiali saranno eletti con voto a maggioranza dei membri delle tre Camere del Parlamento Mondiale in sessione plenaria, in ragione di un procuratore per Divisione Continentale.

5.   La durata del mandato di un membro dell’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali sarà di dieci anni. Un membro può tuttavia prestare servizio per due mandati consecutivi.  La funzione di Procuratore Generale Mondiale sarà esercitata per rotazione biennale fra i cinque membri dell’Ufficio.  L’ordine di rotazione sarà deciso dai cinque membri dell’Ufficio stesso.

6.   L’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali designerà i candidati alla Commi8ssione dei venti Procuratori Mondiali Regionali, scegliendoli fra le venti Regioni Elettorali ed Amministrative Mondiali, in ragione di due o tre candidati proposti da ciascuna Regione.  Tra queste candidature, le tre Camere del Parlamento Mondiale, in sessione plenaria, eleggeranno un solo Procuratore Mondiale Regionale per ciascuna delle venti Regioni.  I Procuratori Mondiali Regionali restaranno in funzione per la durata di cinque anni e potranno essere riconfermati per altri due mandati consecutivi.

7.   Ciascuno dei Procuratori Mondiali Regionali organizzerà e dirigerà un Ufficio del Procuratore Mondiale Regionale. Ciascuno dei Procuratori Generali Mondiali Aggiunti controllerà cinque Uffici di Procuratore Mondiale Regionale.

8.   I Funzionari incaricati di imporre il rispetto della legge mondiale, oltre ai cinque membri dell’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali e ai venti Procuratori Mondiali Regionali, saranno scelti dalle liste dei Funzionari Amministrativi e saranno organizzati per assicurare le seguenti funzioni:

a)  Indagini;

b)  Fermo e arresto;

c)  Incriminazione;

d)  Ricorsi e sanzione; e

e)  Risoluzione dei conflitti.

9.   Le qualifiche richieste per i membri dell’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali e dell’Ufficio dei Procuratori Mondiali Regionali saranno: almeno trenta anni di età, almeno sette anni di esperienza giuridica e una sicura formazione giuridica e umanistica.

10.   Il Procuratore Generale Mondiale, i Procuratori Generali Mondiali Aggiunti e i Procuratori Mondiali Regionali saranno responsabili, in ogni momento, di fronte al Parlamento Mondiale.  Ogni membro dell’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali e ogni Procuratore Mondiale Regionale potrà essere destituito dalla carica per giusta causa mediante votazione a maggioranza assoluta delle tre Camere del Parlamento Mondiali riunite in sessione plenaria.

Sez. C   La Polizia Mondiale

1.   Sarà chiamata “Polizia Mondiale” quella Sezione dei funzionari dell’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali e degli Uffici di Procuratore Mondiale Regionale responsabili del fermo e dell’arresto dei violatori del diritto e della legislazione mondiale.

2.   Il personale della Polizia Mondiale di ogni Regione sarà diretto da un Comandante di Polizia Mondiale Regionale, che sarà nominato dal Procuratore Mondiale Regionale.

3.   L’Ufficioo dei Procuratori Generali Mondiali nominerà un Ispettore di Polizia Mondiale per controllare le attività che oltrepassano le frontiere regionali.  L’Ispettore di Polizia Mondiale dirigerà i Comandanti di Polizia Regionale Mondiale in tutti i casi in cui si richiedano azioni congiunte o coordinate che cuperino le frontiere regionali, e dirigerà ogni azione che richieda l’iniziativa e la direzione dell’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali.

4.   Perquisizioni e arresti da parte della Polizia Mondiale saranno eseguiti solo su mandato dell’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali o di un Procuratore Mondiale Regionale.

5.   La Polizia Mondiale sarà dotada solo delle armi necessarie all’arresto degli individui responsabili della violazione della legge mondiale.

6.   Le funzioni di Comandante della Polizia Mondiale e quelle di Ispettore della Polizia Mondiale saranno limitate a dieci anni.

7.   L’Ispettore di Polizia Mondiale o qualsiasi Comandante Regionale di Polizia Mondiale potranno essere destituiti, per giusta causa, su decisione dell’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali o mediante votazione a maggioranza assoluta dei membri delle tre Camere del Parlamento Mondiale riuniti in sessione plenaria.

Sez. D   Mezzi per Imporre il Rispetto della Legislazione Mondiale

1.    Per imporre il rispetto e l’applicazione del diritto e della legislazione mondiale, il Parlamento Mondiale e l’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali in consulta con la Commissione dei Procuratori Regionali Mondiali, il Collegio dei Giudici Mondiali, il Presidium Mondiale, l’Ombudsmus Mondiale elaboreranno misure non militari. I provvedimenti effettivamente presi saranno subordinati all’azione legislativa specialle del Parlamento Mondiale.

2.    I mezzi non militari di controllo che potranno essere attuati per imporre il rispetto della legge mondiale potranno includere le misure seguenti: rifiuto di concedere crediti finanziari; rifiuto di fornirse risorse materiali e umane; revoca di licenze; contratti o diritti societari; confisca di attrezzature; pagamento di multe e risarcimento danni; imprigionamento o isolamento; e altre misure appropriate a situazioni specifiche.

3.   Per far fronte a situazioni di rivolte potenziali o reali, insurrezioni o ricorsi alla violenza armata saranno messe a punto dal Parlamento Mondiale e dall’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiali, particolari strategie e metodi, in consulta con la Commissione dei Procuratori Regionali Mondiali, il Colegio dei Giudici Mondiali, il Presidium e l’Ombudsmus Mondiale, ove ciò sia necessario per completare particolari norme della presenti Costituzione Mondiale.

4.   Il sistema per imporre il rispetto della legge mondiale dovrà, con tutti i mezzi possibili, creare le condizioni essenziali per prevenire scoppi di violenza, dovrà cioè assicurare udienza imparziale, in condizioni non violente, ad ogni persona o gruppo avente motivi di lagnanze e dovrà parimenti assicurare un’equa possibilità di risolvere con giustizia le cause del reclamo, con il dovuto rispetto per i diritti e il benessere di tutti gli interessati.

Articolo 11   L’Ombudsmus Mondiale (Organismo Mondiale per la Protezione dei Diritti dell’Individuo)

Sez. A   Funzioni e Poteri dell’Ombudsmus Mondiale

Le funzioni e i poteri dell’Ombudsmus Mondiale, che dovrà difendere gli interessi del pubblico, saranno le seguenti (ma non in senso limitativo):

1.   Proteggere la populazione della Terra e tutti gli individui contro la violazione e l’inossorvanza dei Diritti Universali dell’Uomo  e del Cittadino, stabiliti nell’Articolo 12 e in altre Sezione della Presente Costituzione Mondiale.

2.   Proteggere la populazione della Terra contro qualsiasi violazione della presente Costituzione Mondiale da parte di qualsiasi funzionario o ente del Governo Mondiale, compresi i funzionari eletti e nominati od i funzionari pubblici di qualsiasi organo, dipartimento, ufficio, Ente Specializzato, e indipendentemente dal loro grado.

3.   Imporre l’applicazione dei Principi Direttivi del Governo Mondiale definiti nell’Articolo 13 della presente Costituzione Mondiale.

4.   Promuovere il benessere della popolazione della Terra, cercando di assicurare che siano attuate le condizioni di giustizia sociale e di giustizia distributiva nell’applicazione e nel funzionamento della legislazione mondiale e del diritto mondiale.

5.   Vigilare contro i pericolo per l’humanità derivanti dalle innovazioni tecnologiche, dagli squilibri ambientali e da altre diverse cause e promuovere iniziative per corregere o prevenire tali pericoli.

6.   Assicurarsi che l’applicazione di leggi, ordinanze e procedure del Governo Mondiale, di per sé giuste, non diano luogo a ingiustizie o ineguaglianze impreviste, né vengano vanificate dalla burocrazia o dai cavilli dell’amministrazione.

7.   Accogliere e ascoltare rimonstranze, reclami o richieste di aiuto da qualsiasi personna, gruppo, orrganizzazione, associazione, corpo politico o Ente Specializzato riguardante un qualsiasi argomento che rientri nell’ambito di competenza dell’Ombudsmus Mondiale.

8.   Chiedere all’Ufficio dei Procuratori Generali Mondiale o a qualsiasi Procuratore Mondiale Regionale di promuovere azioni penali o procedimenti legali, ogni qualvolta e dovunque, ciò sia considerato necessario o auspicabile a giudizio dell’Ombudsmus Mondiale.

9.   Iniziare direttamente azioni legali e procedimenti penali, ogni qualvolta l’Ombudsmus Mondiale lo ritenga necessario.

10.   Riesaminare il funzionamento di dipartimenti, uffici, servizi, commissioni, istituti, organi ed Enti del Governo Mondiale per controllare che le procedure del Governo Mondiale raggiungano adguatamente il loro scopo e contribuiscano al benessere dell’umanità in modo ottimale e fare raccomandazioni per migliorale.

11.   Presentare una relazione annuale al Parlamento Mondiale e al Presidium sulle attività dell’Ombudsmus Mondiale, insieme con qualsiasi raccomandazione di misure legislative volte a migliorare il funzionamento del Governo Mondiale, allo scopo di meglio contribuire al benessere della Populazione della Terra.

Sez. B   Composizione dell’Ombudsmus Mondiale

1.   L’Ombudsmus Mondiale sarà diretto da un Consiglio degli Ombudsen Mondiali di cinqui membri, uno dei quali sarà chiamato Primo Ombudsman Mondiale, mentre gli altri quattro saranno chiamati Ombudsen Mondiali Aggiunti.

2.   I membri del Consiglio degli Ombudsmen Mondiali saranno designati dalla Camera dei Consiglieri, in ragione di tre candidati per ogni Divisione Continentale della Terra.  Un solo membro del Consiglio sarà eletto da ciascuna delle cinque Divisioni Continentali con voto a maggioranza dei membri delle tre Camere del Parlamento Mondiale riuniti in sessione plenaria.

3.   La durata del mandato di un Ombudsman Mondiale sarà di dieci anni.  Un Ombudsman Mondiale potrà rimanere in carica per due mandati consecutivi. La carica di Primo Ombudsman Mondiale sarà assegnato per rotazione ogni due anni.  L’ordine di rotazione sarà fissato dal Consiglio degli Ombudsmen Mondiali.

4.   Il Consiglio degli Ombudsmen Mondiali sarà assistito da una Commissione di Avvocati Mondiali di venti membri.  I membri della Commissione degli Avvocati Mondiali saranno designati dal Consiglio degli Ombusmen Mondiale nelle venti Regioni Elettorali e Amministrative Mondiali, in ragione di due o tre candidati per ciascuna Regione. Un solo Avvocato Mondiale per ciascuna delle venti Regioni Elettorali e Amministrative Mondiali sarà eletto dalle tre Camere del Parlamento in sessione plenaria.  Gli Avvocati Mondiali resteranno in carica per periodi di cinque anni e potranno restarvi per un massimo di quattro mandati consecutivi.

5.   Il Consiglio degli Ombudsmen Mondiali istituirà venti uffici regionali, oltre all’Ufficio Mondiale Principale residente nella sede principale del Governo Mondiale.  I venti uffici regionali dell’Ombudsmus Mondiale avranno un’organizzazione parallela a quella dei venti Uffici di Procuratore Mondiale Regionale.

6.   Ciascun ufficio regionale dell’Ombudsmus Mondiale sarà diretto da un Avvocato Mondiale.  Ogni gruppo di cinque Uffici Regionali dell’Ombudsmus Mondiale sarà controllato da un Ombudsman Mondiale Aggiunto.

7.   Ogni Ombudsman Mondiale e ogni Avvocato Mondiale potrà essere destituito per giusta causa, mediante votazione a maggioranza assoluta delle tre Camere del Parlamento Mondiale in sessione plenaria.

8.   I membri dell’Ombudsmus Mondiale e di ciascun Ufficio Regionale dell’Ombudsmus Mondiale saranno selezionati ed assunti in base a liste di funzionari statali.

9.   Gli Ombudsmen e gli Avvocati Mondiali dovranno avere i seguenti requisiti: almeno trenta anni di età, un’esperienza legale di almeno cinque anni, preparazione giuridica e/o altra preparazione specifica.

Articolo 12   Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini della Terra

Gli abitanti e i cittadini del Mondo che appartengono alla Federazione Mondiale della Terra godranno dei diritti inalienabili definiti qui di seguito:

Il Parlamento Mondiale, l’Esecutivo Mondiale e tutti gli organi ed enti del Governo Mondiale avranno l’obbligo di rispettare, applicare e far osservare questi diritti.  Anche i Governi Nazionali di tutti i paesi appartenenti alla Federazione della Terra avranno gli stessi obblighi.  Individui o gruppi che dovranno soffrire per violazione o inossevanza di tali diritti dovranno poter ricorrere a pieno diritto all’Ombudsmus, al sistema per imporre il rispetto della Legge Mondiale e alle Corti Mondiali per ottenere riparazione dei torti subiti. I diritti inalienabili comprenderanno:

1.   Uguaglianza di diritti per tutti i cittadini della Federazione della Terra, senza alcuna discriminazione per motivi di razza, colore, casta, nazionalità, sesso, religione, appartenenza politica, condizione economica o stato sociale.

2.   Uguale protezione ed applicazione della legislazione mondiale e del diritto mondiale per tutti i cittadini della Federazione della Terra.

3.   Libertà di pensiero e di coscienza, di parolla, di stampa, di scritti, di comunicazione, di espressione, di pubblicazione, di radiodiffusione, di telediffusione e cinematografia, tranne che nei casi di evidente azione di violenza o di incitamento alla violenza, ai tumulti o ad insurrezioni armate.

4.   Libertà di riunione, associazione, organizazione, petizione e manifestazione pacifica.

5.   Libertà di  voto senza costrizione e libertà di organizzazione e propaganda politica senza rischio di censura o incriminazione.

6.   Libertà di professare, praticare e promuovere religioni e fedi reliziose o di non professare alcuna religione o fede religiosa.

7.   Libertà di professare e promuovere fedi politiche o di non averne.

8.   Libertà di fare inchieste, richerche e di farne rapporti.

9.   Libertà di viaggiare senza passaporti, né visti, né altre forme di registrazione usate per limitare i viaggi fra le nazioni, attraverso le nazioni o all’interno di esse.

10.   Interdizione della schiavità, del servaggio, di servitù sotto costrizione e del lavoro obbligato.

11.   Interdizione di coscrizione militare.

12.   Sicuressa personale contro l’arresto, la detenzione, l’esilio, le perquisizioni o i sequestri arbitrari o non motivati; necessità di mandato per effettuare perquisizioni o arresti.

13.   Interdizione della costrizione fisica o psicologica e della tortura nel corso di ogni ingagine, arresto, detenzione o carcerazione delle punizioni crudeli o insolite.

14.   Diritto di habeas corpus; divieto di retroattività delle leggi;  divieto di sottoporre a nuovo processo un reato già legalmente giudicato; diritto di rifiuto ad incriminare se stessi o altri.

15.   Interdizione di tenere eserciti privati od organizzazioni paramilitari, in quanto costituiscono una minaccia per la pace e la sicurezza comune.

16.   Garanzia della proprietà contro il sequestro arbitrario;  protezione contro l’esercizio del potere di espropio nell’interesse pubblico senza adeguata indennità, ma tenendo conto dei principi della giustizia distributiva.

17.   Diritto alla pianificazione familiare e alla assistenza gratuita necessaria per realizzarla.

18.   Diritto al rispetto della vita privata delle persone, delle famiglie e delle associazioni; Interdizione della sorveglianza a scopo politico.

Articolo 13   Principi Direttivi del Governo Mondiale

Il Governo Mondiale avrà lo scopo di garantire il godimento di alcuni altri diritti per tutti gli abitanti della Federazione della Terra, ma senza tuttavia assicurarne immediatamente il conseguimento e l’applicazione universale.  Questi diritti sono definiti Principi Direttivi, ed obgligano il Governo Mondiale a ricercare, con ogni possibile mezzo, la loro realizzazione e la loro applicazione universale. Tra questi figureranno:

1.   Uguali possibilità per ciascuno di ottenere un lavoro utile con salari e remunerazioni compatibili con le dignità umana.

2.   Libertà di scelta di lavoro, occupazione, impiego o professione.

3.   Pieno accesso all’informazione ed a tutte le conoscenze acquisite dall’umanità.

4.   Istruzione pubblica gratuita e adeguata, accessibile a tutti, estesa fino al livello preuniversitario; uguali possibilità di istruzione superiore per tutti coloro che lo desiderano; uguali possibilità per tutti di istruzione permanente durante l’intero corso della vita.

5.   Pubblici servizi sanitari e assistenza medica gratuita ed adeguata, accessibile a tutti, durante l’intero corso della vita, in condizioni di libera scelta.

6.   Uguale disponibilità di tempo libero per tutti; miglior distribuzione dei carichi di lavoro nella società, in modo che ogni persona possa avere un’equa disponibilità di tempo libero.

7.   Uguali opportunità per ciascuno di godere dei benefici delle scoperte e degli sviluppi scientifici e tecnologici.

8.   Protezione per ogni individuo da rischi e pericoli derivanti da innovazioni e sviluppi tecnologici.

9.   Protezione dell’ambiente naturale, patrimonio comune dell’umanita, contro l’inquinamento, i disastri ecologici o danni che possono mettere in pericolo o peggiorare la qualità della vita.

10.  Conservazione di quelle risorse naturali della Terra che sono limitate, in modo che le generazioni presenti e future possano continuare a godere la vita sul pianeta Terra.

11.   Godimento assicurato ad ognuno di una abitazione adatta, di un rifornimento di prodotti alimentari in quantità e qualità nutritiva adeguate, rifornimenti sicuri e adeguati d’acqua, di aria pura proteggendo il tenore di ossigeno e lo strato d’ozono; e in generale sicura conservazione di un ambiente tale da permettere a tutti una vita salubre.

12.   Diritto assicurato per ciascun bambino ad una piena realizzazione delle proprie capacità potenziali.

13.   Previdenza Sociale per tutti, contro il rischio di disoccupazione, malattia, vecchiaia, difficili situazioni familiari, invalidità, catastrofi naturali, trasformazioni tecnologiche in modo da permettere il collocamento a riposo con reddito sufficiente per vivere in condizioni dignitose durante l’età avanzata.

14.   Rapida eliminazione dei rischi tecnologici e difesa contro di essi e contro gli interventi umani, che si dimostrino pericolosi per la vita sulla Terra.

15.   Realizzazione di programmi intensivi per individuare, sviluppare ed istituire valide alternative e sostituti practici alle tecnologie da eliminare e proibire, a causa dei loro rischi e pericoli per la vita umana.

16.   Incoraggiamento alle diversificazioni culturali e incoraggiamento alle amministrazioni decentrate.

17.   Libertà di autodeterminazione pacifica per minoranze, rifugiati e dissidenti.

18.   Libertà di trasferire la propria residenza in qualsiasi luogo della Terra.

19.   Interdizione della pena di morte.

Articolo 14   Garanzie e Riserve

Sez. A   Garanzie Inderogabili

Il Governo Mondiale prenderà tutte le misure atte ad assicurare a tutte le nazioni e agli individui appartenenti alla Federazione della Terra le garanzie definite qui di seguito:

1.   Garanzia che piena fiducia e credito saranno dati ad atti pubblici, documenti, leggi e procedimenti giudiziari delle nazioni appartenenti alla Federazione della Terra, in conformità con le diverse clausole della presente Costituzione Mondiale.

2.   Garanzia assicurata alle nazioni ed ai paesi membri della Federazione della Terra, della libertà di scegliere il loro sistema politico, economico e sociale interno, comptibilmente con le garanzie e le protezioni previste dalla presente Costituzione Mondiale per assicurare le libertà civili, i diritti dell’Uomo e un sano ambiente di vita, in conformità con le diverse clausole della presente Costituzione Mondiale.

3.   Concessione del diritto di asilo, all’interno della Federazione Mondiale, per coloro che cerchino rifugioe provengano da paesi o da nazioni non ancora inclusi nella Federazione della Terra.

4.   Concessione a individui o gruppi del diritto di sottrarsi pacificamente all’egemonia della Federazione della Terra, quando questa avrà incluso il novanta per cento del territorio terrestre, e di scegliere di vivere in un territorio che sia posto al di fuori della Federazione e in cui il Governo Mondiale non eserciti né costrizione, né protezione. Tale territorio non dovrà estendersi oltre il cinque per cento del territorio abitabile della Terra, dovrà essere tenuto completamente disarmato, non dovrà essere usato come base per incitare alla violenza e alla insurezione entro o contro la Federazione della Terra o contro qualsiasi paese membro, né vi si dovranno svolgere attività tecnologiche e ambientali seriamente dannose per la Terra posta al di fuori di detto territorio.

Sez. B   Riserve di Potere

I poteri non delegati al Governo Mondiale dalla presente Costituzione Mondiale saranno riservati alle nazioni membri della Federazione Mondiale e alla popolazione della Terra.

Articolo 15   Zone Federali Mondiali e Capitali Mondiali

Sez. A   Zone Federali Mondiali

1.   Sarrano istituite venti zone Federali Mondiali all’interno delle Venti Regioni Elettorali e Amministrative Mondiali, al fine di insediarvi i diversi organi del Governo Mondiale e dei Dipartimenti Amministrativi, le Corti Mondiali, gli Uffici dei Procuratori Mondiali Regionali, gli Uffici degli Avvocati Mondiale, gli altri settori, dipartimenti, istituti, servizi, uffici, commissioni, Enti Specializzati e sezioni del Governo Mondiale.

2.   Le Zone Mondiali saranno stabilite a seconda delle esigenze e delle risorse del Governo Mondiale nel corso del suo sviluppo e della sua espansione.  Le Zone Federali Mondiali saranno anzitutto stabilite in ciascuna delle cinque Divisioni Continentali.

3.   L’ubicazione e l’amministrazione delle Zone Federali Mondiali, incluse le prime cinque, saranno fissate dal Parlamento Mondiale.

Sez. B   Le Capitali Mondiali

1.   Saranno create cinque Capitali Mondiali, una in ciascuna delle cinque Divisioni Continentali della Terra; esse si dovranno stabilire in ognuna delle cinque Zone Federali Mondiali create per prime, come previsto nell’Articolo 15 della presente Constituzione Mondiale.

2.   Una delle Capitali Mondiali sarà designata dal Parlamento Mondiale come Capitale Mondiale Principale e le altre quattro saranno designate come Capitali Mondiali Secondarie.

3.   Le sedi principale di tutti gli organi del Governo Mondiale saranno fissate nella Capitale Mondiale Principale, e le altre sedi più importanti dei numerosi organi del Governo Mondiale saranno fissate nelle Capitale Mondiali Secondarie.

Sez. C Procedure di Ubicazione

1.   La scelta dell’ubicazione delle venti Zone Federali Mondiali e delle cinque Capitali Mondiali sarà proposta dal Presidium e successivamente sarà decisa con voto delle tre Camere del Parlamento Mondiale in sessione plenaria.  Il Presidium proporrà, in ognuna delle venti Regioni Elettorali ed Amministrative Mondiali, la scelta di due o tre luoghi per istituirvi le Zone Federali Mondiali e proporrà due scelte alternative per ognuna delle cinque Capitale Mondiale.

2.   Il Presidium, in consulta con il Gabinetto Esecutivo, proporrà quindi quale delle cinque Capitali Mondiali debba essere la Capitale Principale.  Tale proposta verrà poi sottoposta alla decisione con voto delle tre Camere del Parlamento Mondiale in sessione plenaria.

3.   Ciascuno degli organi del Governo Mondiale deciderà sul modo migliore di distribuire e organizzare le sue funzioni e le sue attività tra le cinque Capitale Mondiali e fra le venti Zone Federali Mondiali, sotto riserva delle direttive specifiche del Parlamento Mondiale.

4.   Il Parlamento Mondiale potrà decidere di avvicendare le sessioni a turno tra le cinque Capitale Mondiali e in tal caso definirà la procedura della rotazione.

5.   Per le prime due fase operative del Governo Mondiale, definite nell’Articolo 17, e per il Governo Provvisorio Mondiale, definito nell’Articolo 19, potrà essere scelta come Capitale Mondiale Principale una sede provvisoria.  La sede provvisoria non dovrà necessariamente diventare permanente.

6.   Qualsiasi Capitale Mondiale, o Zona Federale Mondiale, potrà essere trasferita, mediante voto a maggioranza dei 2/3 delle tre Camere del Parlamento Mondiale in sessione plenaria.

7.   Potranno essere designate, se ritenuto necessario, ulteriori Zoni Federali Mondiali, su proposta del Presidium e dopo l’approvazione, con voto a maggioranza assoluta delle tre camere del Parlamento Mondiale in sessione plenaria.

Articolo 16   Territorio Mondiale e Relazioni Esterne

Sez. A   Territorio Mondiale

1.   Qulle aree della Terra e della Luna che non saranno sotto la giurisdizione delle nazioni esistenti al momento della creazione della Federazione della Terra, o che non rientrino per buone ragioni nella sovranità e nell’amministrazione di una nazione, o che siano dichiarate Territorio Mondiale dopo la fondazione della Federazione della Terra, saranno designate Territorio Mondiale e apparterranno all’insieme dei popoli della Terra.

2.   L’Amministrazione del Territorio Mondiale sarà determinata dal Parlamento Mondiale e atttuata dall’ Esecutivo Mondiale.  Essa si applicherà akke seguenti aree:

a)   Tutti gli oceani i mari a carattere internazione o sopranazionale, compresi i fondali marini e le loro risorse, a partire da una distanza di 20 km. dalla costa, esclusi i mari interni tradizionalmente di proprietà nazionale;

b)   Gli stretti e i canali naturali e artificiali di vitale importanza;

c)   L’atmosfera che avvolge la Terra, a partire da un km. al di sopra della superficie terrestre, escluse le depressioni in regioni con notevole variazione di altitudine;

d)   I satelliti arificiali e la Luna;

e)   Le Colonie che scelgano lo Status di Territorio Mondiale; i territori non indipendienti posti sotto l’amministrazione fiduciaria di qualche nazione o delle Nazioni Unite; qualsiasi isola o atollo che non siano rivendicati da alcuna nazione; terre o paesi indipendienti che abbiano scelto lo Status di Territorio Mondiale; terre oggetto di dispute che abbiano scelto lo Status di Territorio Mondiale.

3.   I residenti di qualsiasi Territorio Mondiale, esclusi quelli dichiarati Zone Federali Mondiali, avranno, entre limiti ragionevoli, il diritto di decidere, mediante plebiscito, di divenire una nazione autonoma nell’ambito della Federazione della Terra, sia singolarmente, sia insieme ad altri Territori Mondiali, oppure di unirsi ad una nazione che già faccia parte della Federazione della Terra.

Sez. B   Relazione Esterne

1.   Il Governo Mondiale intratterrà relazioni esterne con quelle nazioni che non siano entrate a far parte della Federazione della Terra.  Le relazione esterne ricadranno sotto l’amministrazione del Presidium e saranno soggette, in qualsiasi momento, alle istruzioni specifiche e all’approvazione del Parlamento Mondiale.

2.   Tutti i trattati e gli accordi aderito alla Federazione della Terra, saranno negoziati dalla Cmera delle Nazioni e dalla Camera dei Popoli con un voto a maggioranza semplice.

3.   Il Governo Mondiale della Federazione della Terra stabilirà e intratterrà relazioni pacifiche con altri pianeti e corpi celesti, dove e quando sia possibile entrare in cominicazione con eventuali loro abitanti.

4.   Tutte le esplorazioni spaziali all’interno o all’esterno del nostro sistema Solare saranno poste sotto la direzione e il controllo esclusivo del Governo Mondiale, e saranno condotte nei modi fissati dal Parlamento Mondiale.

Articolo 17   Ratifica e Attuazione

Sez. A   Ratifica della Costituzione Mondiale

La presente Costituzione Mondiale sarà sottoposta alla ratifica delle nazioni e delle popolazioni della Terra secondo le seguenti procedure:

1.   La Costituzione Mondiale sarà trasmessa all’Assemblea Generale dell’Organizazzione delle Nazioni Unite ed a ciascuno dei Governi Nazionali della Terra, con la richiesta che essa sia sottoposta al corpo legislativo di ogni paese, per la ratifica preliminare, e agli abitanti di ciascuno Stato per la ratifica definitiva, mediante referendum popolare.

2.   La ratifica preliminare da parte di un corpo legislativo nazionale risulterà da un voto a maggioranza semplice.

3.   La ratifica definitiva da parte degli abitanti risulterà da un voto a maggioranza semplice espresso attraverso un referendum popolare, a condizione che nella nazione o nel paese o nei Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali abbia votato almeno il venticinque per cento degli aventi diritto al voto di età non inferiore ai 18 anni.

4.   Nel caso di una nazione priva di un corpo legislativo nazionale, si chiederà al Capo del Governo Nazionale di concedere la ratifica preliminare e di sottoporre la Costituzione Mondiale a referendum popolare per la ratifica definitiva.

5.   Qualora un Governo Nazionale, dopo sei mesi, abbia trascurato di sottoporre la Costituzione Mondiale alla ratifica richiesta, l’Ente Mondiale, responsbile della campagna mondiale per la ratifica, potrà procedere a indire un referendum diretto per far ratificare la Costituzione Mondiale dalla popolazione.  I referendum diretti potranno essere indetti nell’ambito di intere nazioni o paesi o nell’ambito di comunità ben definite esistenti all’interno di una nazione.

6.   In caso di ratifica per referendum diretto, la ratifica definitiva da parte di un’intera nazione o di un Distretto Elettorale ed Amministrativo Mondiale risulterà da un voto a maggioranza, a condizione che i voti siano espressi da un minimo del venticinque per cento degli aventi diritto al voto di quella regione, di età non inferiore ai 18 anni.

7.   Per la ratifica da parte di comunità esistenti nell’ambito di una nazione, si seguirà la procedura di chiedere a ben definite comunità, città, contee, stati, province, cantoni, prefetture, giurisdizioni tribali o altre unità politiche locali, esistenti all’interno di una nazione, de ratificare la Costituzione Mondiale e di sottoporla ad un referendum dei cittadini della comunità o dell’unità politica.  La ratifica si potra ottenere con questa procedura fino a che tutti gli aventi diritto al voto di età non inferiore ai 18 anni, residenti nallla nazione o nel Distretto Elettorale ed Amministrativo Mondiale, non abbiano avuto la possibilità di votare, purché i voti siano stati espressi da un minimo del venticinque per cento degli elettori.

8.   Prima del raggiungimento della fase operativa completa del Governo Mondiale, definita nella Sezione E dell’Articolo 17, le Università e gli Istituti Superiori di istruzione di ogni nazione potranno ratificare la Costituzione Mondiale, qualificandosi in tal modo per partecipare alla designazione dei membri della Camera dei Consiglieri del Parlamento Mondiale.

9.   Nel caso di nazioni attualmente implicate in serie contese internazionali, o nel caso di inimicizie tradizionali o di conflitti cronici tra due o più nazioni, sarà istituita una procedura di ratifica comune, per mezzo della quale le nazioni, coinvolte in dispute internazionali o in conflitto tra di loro, potranno ratificare simultaneamente la Costituzione Mondiale.  In questi casi le nazioni abbinate saranno ammesse alla Federazione della Terra contemporaneamente, con l’obbligo di consegnare al Governo Mondiale tutte le armi di distruzione di massa e di dare mandato al Governo Mondiale per giungere ad un regolamento pacifico del conflitto o delle controversie.

10.   Ogni nazione o unità politica, che ratifichi la presente Costituzione Mondiale con ratifica sia preliminare, sia definitiva, sarà vincolata a non usare mai alcuna forza armata o armi di distruzione di massa contro un altro membro o unità della Federazione della Terra, indipendemente dal temp richiesto per il completo disarmo di tutte le nazioni ed unità politiche che abbiano ratificato la presente Costituzione Mondiale.

Sez. B   Fasi di Attuazione

1.   L’attuazione della presente Costituzione Mondiale e la creazione di un Governo Mondiale, conforme al dettato della presente Costituzione Mondiale, potrà essere realizzata nelle seguenti tre Fasi, oltre alla Fase del Governo Mondiale Provvisorio, come previsto nell’Articolo 19:

a)   Prima Fase Operativa del Governo Mondiale;

b)   Seconda Fase Operativa del Governo Mondiale;

c)   Fase Operativa Completa del Governo Mondiale.

2.   All’inizio di ogni Fase e nel corso di essa, il Parlamento Mondiale e l’Esecutivo Mondiale definiranno insieme gli scopi e i mezzi di azione necessari per la progressiva entrata in vigore della Costituzione Mondiale e dell’applicazione della legislazione promulgata dal Parlamento Mondiale.

Sez. C   Prima Fase Operativa del Governo Mondiale

1.   La Prima Fase Operativa del Governo Mondiale, ai termini della presente Costituzione Mondiale, entrerà in vigore dopo che la Costituzione Mondiale sarà stata ratificata da un sufficiente numero di nazioni e/o di popolazioni, in modo da soddisfare l’una o l’altra delle condizioni seguenti o ad esse equivalenti:

a)   Ratifica preliminare o definitiva da parte di un minimo di venticinque nazioni, aventi ciascuna una popolazione di almeno 100,000 abitanti;

b)   Ratifica preliminare o definitiva da parte di un minimo di dieci nazioni pon più di 100.000 abitanti, insieme con la ratifica per referendum diretto in un minimo di cinquanta Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali supplementari;

c)   Ratifica per referendum diretto in almeno cento Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali, anche nel caso in cui nessuna nazione, come tale, abbia ratificato la Costituzione Mondiale.

2.   Le elezioni dei Membri della Camera dei Popoli del Parlamento Mondiale saranno indette in tutti i Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali dove la ratifica sarà stata ottenuta per referendum popolare.

3.   Le elezioni dei membri della Camera dei Popoli del Parlamento Mondiale potranno aver luogo contemporaneamente ai referendum poplari diretti, sia prima che dopo la realizzazione della prima fase operativa del Governo Mondiale.

4.   La nomina o l’elezione dei Membri della Camera delle Nazioni del Parlamento Mondiale avrà luogo in tutte le nazioni dove sia stata effettuata la ratifica preliminare.

5.   Un quarto dei Membri della Camera dei Consiglieri del Parlamento Mondiale potrà essere eletto in base alle liste dei candidati presentati dalle Università e dagli Istituti di Istruzione Superiore che abbiano ratificato la Costituzione Mondiale.

6.   Il Presidium ed il Gabinetto Esecutivo Mondiale saranno eletti in base alle disposizioni dell’Articolo 6.  Tuttavia, in mancanza della Camera dei Consiglieri, le candidature saranno proposte dai membri della Camera dei Popoli d dalla Camera delle Nazioni in sessione plenaria.  Fino a che queste designazioni non saranno state completate, continueranno a funzionare il Presidium ed il Gabinetto Esecutivo del Governo Mondiale Provvisorio, come previsto dall’Articolo 19.

7.  Una volta costituito, il Presidium distribuirà per la prima fase operativa del Governo Mondiale le cariche ministeriali tra i membri del Gabinetto e del Presidium e creerà immediatamente o confermerà un Ente per il Disarmo Mondiale ed un’Organizzazione per lo Sviluppo Economico Mondiale.

8.   Le nazioni che ratificheranno la presente Costitutzione Mondiale, entrando in tal caso a far parte della Federazione della Terra, dovranno immmediatamente trasferire tutte le armi di distruzione di massa all’Ente per il Disarmo Mondiale, secondo quanto disposto e prescritto dall’Ente stesso (Vedi Articolo 19, Sezioni A-2-d; B-6; E-5).  L’Ente per il Disarmo Mondiale dovrà ritirare immediatamente dalla circolazione tali armi e procedere prontamente a smanterllare, convertire ad usi pacifici e a riciclare questo materiale bellico, o altrimenti a distruggerlo.  Durante la prima fase operativa del Governo Mondiale, le nazioni che avranno ratificato la presente Costituzione, potranno mantenere forze armate provviste di armi diverse da quelle di distruzione di massa, come definito e prescritto dall’Ente per il Disarmo Mondiale.

9.   Contemporaneamente alla riduzione o alla eliminazione di tali armi di distruzione di massa e ad altre spese militari, che potranno essere effettuate nel corso della prima fase operativa del Governo Mondiale, i paesi membri della Federazione della Terra verseranno annualmente alla Tesoreria del Governo Mondiale somme pari alla metà delle somme risparmiate dai loro rispettivi bilanci militari nazionali, nell’ultimo anno precedente all’entrata a far parte della Federazione e continueranno tali versamenti, fino a che non sia stata raggiunta la fase operativa completa del Governo Mondiale.  Il Governo Mondiale utilizzerà il cinquanta per cento dei fondi così percepiti, per finanziare i lavori e i progetti dell’Organizzazione per lo Sviluppo Economico Mondiale.

10.   Il Parlamento Mondiale e l’Esecutivo Mondiale continueranno a potenziare gli organi, i dipartimenti, gli Enti e le attività create sotto il Governo Mondiale Provvisorio, con le riforme giudicate necessarie, e preocedranno alla creazione e al funzionamento dei seguienti organi, dipartimenti ed Enti del Governo Mondiale (ove essi non siano già in corso di organnizzazione), oltre a altre Istituzioni, dipartimenti, ed enti ritenuti auspicabili e realizzabili nel corso della prima fase operativa del Governo Mondiale:

a)   La Corte Suprema Mondiale;

b)   Il Sistema per Imporre il Rispetto della Legge Mondiale;

c)   L’Ombudsmus Mondiale;

d)   L’Amministrazione Mondiale della Funzione Pubblica;

e)   L’Amministrazione Finanziaria Mondiale;

f)   L’Ente per la Ricerca e la Pianificazione;

g)   L’Ente per la Valutazione Tecnologica ed Ambientale;

h)   Un sistema Universitario Mondiale sotto l’autorità del Ministro dell’Educazione;

i)   Un Ufficio Mondiale della Società sotto l’autorità del Ministro dell’Industria e del Commercio;

j)   I Corpi per il Servizio Civile Mondiale;

k)   L’Amministrazione Mondiale degli Oceani e dei Fondali Marini.

11.  All’inizio della prima fase operativa, il Presidium, in consulta con il Gabinetto Esecutivo, formulerà e presenterà una proposta di programma per risolvere i più urgenti problemi che l’umanità si troverà a dover affrontare.

12.  Il Parlamento Mondiale elaborerà soluzioni per i problemi mondiali.  Il Parlamento Mondiale e l’Esecutivo Mondiale, operando congiuntamente dovranno, attraverso i numerosi organi, sezioni ed Enti del Governo Mondiale, individuare i sistemi più adatti e realizzabili per far applicare la legislazione e il diritto mondiale e la Costituzione Mondiale e imporne il rispetto; in particolare prederanno alcuni provvedimenti decisivi per il benessere di tutte le popolazioni della Terra e applicabili in tutto il mondo, tra cui vi saranno i seguenti, anche se non in senso limitativo:

a)   Proposta di un programma planetario per lo sviluppo e l’utilizzazione della energia solare e di altre fonti di energia sicura;

b)   Proposta di un programma planetario per la produzione agricola, al fine di raggiungere la massima e continua ressa compatibile con sane condizioni ecologiche;

c)   Creazione delle condizioni favorevoli alla libertà di commercio, all’interno della Federazione della Terra;

d)   Ricerca e reperimento dei mezzi per attuare una moratoria riguardante: progetti delle centrali nucleari, finché non siano stati risolti tutti i problemi relativi alla sicurezza, alla eliminazione dei resiui tossici e ai pericoli dell’uso di tali materiali o della loro utilizzazione per produrre armi nucleari;

e)   Messal al bando della produzione di armi nucleari e di tutte le armi di distruzione di massa e ricerca dei mezzi per sopprimerle in maniera definitiva;

f)   Proposta di programmi per assicurare adeguati rifronimenti di acqua non inquinata e di aria pura per tutti gli abitanti della Terra;

g)   Proposta di un programma globale per conservare e riciclare le risorse della Terra;

h)   Sviluppo di un programma accettabile per giungere a controllare la crescita demografica, specialmente migliorando il tenoro di vita delle popolazioni.

Sez. D   Seconda Fase Operativa del Governo Mondiale

1.   La seconda fase operativa del Governo Mondiale si realizzarà quando il cinquanta per cento o più delle nazioni della Terra avranno dato la loro ratifica preliminare o definitiva alla presente Costituzione Mondiale, a condizione che tale ratifica sia stata espressa almento dal cinquanta per cento della popolazione totale della Terra, compresa in un insieme di nazioni che avranno ratificato.  Ove tale percentuale non si sia raggiunt, si prenderanno in considerazione nazioni che avranno ratificato con l’aggiunta dei Distretti Elettorali e Amministrativi Mondiali, i cui abitanti avranno ratificato la Costituzione Mondiale per referendum diretto.

2.   L’elezione e la nomina dei membri delle diverse Camere del Parlamento Mondiale si effettueranno nello stesso modo specificato per la prima fase operativa, nelle Sezioni C-2, 3, 4 e 5 dell’Articolo 17.

3.   Il mandato dei membri del Parlamento Mondiale, eletti o nominati per la prima fase operativa del Governo Mondiale, si estenderà alla seconda fase operativa, a meno che essi non abbiano già prestato servizio per cinque anni; in tal caso saranno predisposte nuove elezioni o nomine.  Il mandato dei membri del Parlamento Mondiale, il cui servizio sia stato esteso alla seconda fase operativa, sarà modificato in modo da decorrere contemporaneamente con i mandati di coloro che siano stati eletti nuovamente all’inizio della seconda fase operativa.

4.   Il Presidium Mondiale e el Gabinetto Esecutivo saranno ricostituiti o riconfermati, secondo necessità all’inizio della seconda fase operativa del Governo Mondiale.

5.   Il Parlamento Mondiale e l’Esecutivo Mondiale continueranno a potenziare gli organi, i dipartimenti, gli enti e le attività già avviate nella prima fase operativa del Governo Mondiale, apportandovi i miglioramenti ritenuti opportuni.  Essi procederanno inoltre ad istituire ed a gestire tutti gli altri organi, dipartimenti, enti più importanti del Governo Mondiale, secondo quanto sarà ritenuto utile durante la seconda fase operativa.

6.   Tutte le nazioni, che avranno aderito alla Federazione della Terra per il raggiungimento della seconda fase operativa del Governo Mondiale, consegneranno immediatamente tutte le armi di distruzione di massa e tutte le altre armi ed attressature militari all’Ente per il Disarmo Mondiale, che immediatamente dovrà ritirarle dalla circolazione e procedere a smantellare, a convertire per usi pacifici ed a riciclare tali materiali o altrimenti a distruggerli.  Durante la seconda fase operativa, tutte le forze militari e paramilitari delle nazioni, che avranno aderito alla Federazione della Terra, dovranno essere completamente disarmate e congedate oppure inserite nei Corpi di un Servizio Civile Mondiale non militare, per decisione volontaria.

7.   Contemporaneamente alla riduzione o alla eliminazione di tali armi, attrezzature e di altre spese militari che potranno essere attuate durante la seconda fase operativa del Governo Mondiale, i paesi membri della Federazione della Terra verseranno annualmente alla Tesoreria del Governo Mondiale la metà delle somme risparmiate, dai loro rispettivi bilanci militari nazionali, nel corso dell’anno precedente alla entrata nella Federazione e continueranno ad effettuare tali pagamenti fino a che non sia stata raggiunta la fase operativa completa del Governo Mondiale.  Il Governo Mondiale utilizzerà il cinquanta per cento dei fondi così percepiti per finanziare progetti e lavori dell’Organizzazione per lo Sviluppo Economico Mondiale.

8.   All’atto della formazione del Gabinetto Esecutivo per la seconda fase operativa, il Presidium inviterà l’Assamblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e ogni Ente Specializzato dell’ONU, come pure le altre organizzazioni internazionali, a voler traserire il loro personale, gli aiuti, le attrezzature e le risorse alla Federazione della Terra ed al Governo Mondiale, assicurandoi la loro piena fedeltà.  Gli enti e le funzioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, dei suoi Istituti speciaizzati e delle altre organizzazioni internazionali, che possono essere in questo modo trasferiti, saranno rigorganizzati, secondo la necessità, e integrati nei diversi organi, sezioni, dipartimenti, uffici ed enti del Governo Mondiale.

9.   Poco prima dell’inizio della seconda fase operativa, il Presidium, in consulta con il Gabinetto Esecutivo, formulerà e promuoverà un programma per risolvere i problemi mondiali più urgenti, che travagliano attualmente i popoli della Terra.

10.   Il Parlamento Mondiale procederà ad elaborare la legislazione necessaria a realizzare un programma completo, atto a risolvere i problemi mondiali più urgenti del momento.

11.   Il Parlamento Mondiale e l’Esecutivo Mondiale, operando congiuntamente, elaboreranno, attraverso i diversi organi, dipartimenti ed enti del Governo Mondiale, tutti quei mezzi ritenuti opportuni e realizzabili, per attuarne la legislazione volta a risolvere i problemi mondiali; e in particolare intraprederanno alcune azioni decisive per il benessere di tutti gli abitanti della Terra, tra dui saranno comprese le seguenti, ma non in senso limitativo:

a)   Dichiarare che tutti gli oceani, i mare ed i canali a carattere sopranazionale e tutti i relativi fondali marini (ad esclusione dei mari interni, tradizionalmente appartenenti a particolari nazioni) saranno, a partire da venti chilometri dalla costa, proprietà della Federazione della Terra, in quanto patrimonio comune dell’umanità, e saranno soggetti al controllo e alla gestione del Governo Mondiale;

b)   Dichiarare che le calotte polari e le circostanti regioni polari, compresa tutta l’Antartide, (escluse le aree che fanno tradizionalmente parte di particuolari nazioni), saranno territori mondiali appartenenti alla Federazione della Terra in quanto patrimonio comune dell’umanità e soggetti quindi al controllo ed alla gestione del Governo Mondiale;

c)   Mettere fuori legge il possesso, lo stoccaggio, la vendita e l’uso di tutte le armi nucleari, di tutte le armi di distruzione di massa e di tutte le altre armi ed attrezzature militari;

d)  Stabilire un sistema di approvvigionamenti costani di cereali e di altri prodotti alimentari per la popolazione della Terra;

e)   Creare un sistema mondiale monetario e creditizio, soggetto all’Amministrazione Finanziaria Mondiale.

Sez. E    Fase Operativa Completa del Governo Mondiale

1.   La fase operativa completa del Governo Mondiale entrerà in vigore quando la presente Costituzione Mondiale avrà avuto la ratifica, sia preliminare, sia definitiva, in modo da soddisfare l’una o l’altra delle condizioni a) o b):

a)   Ratifica da parte dell’ottanta per cento o più delle Nazioni della Terra comprendenti almeno il novanta per cento della popolazione terrestre, oppure,

b)   Ratifica da parte del novanta per cento della popolazione totale della Terra, inclusa sia nell’insieme delle nazioni che hanno ratificato, si nell’insime formato dalle nazioni che hanno ratificato, con l’aggiunto di altri Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali, dove la ratifica sia stata ottenuta mediante referendum diretto, come stabilito nell’Articolo 17, Sezione A.

2.   Quando sarà stata raggiunta la fase operativa completa del Governo Mondiale, si dovranno realizzare le seguenti operazioni:

a)   Elezione dei membri della Camera dei Popoli in tutti i Distretti Elettorali ed Amministrativi Mondiali, dove tali elezioni non siano state ancora svolte; elezione o designazione dei membri della Camera delle Nazioni da parte dei Parlamenti dei Governi Nazionali di tutte le nazioni, in cui non siano state ancora attuate;

b)   Il mandato dei membri della Camera dei Popoli e della Camera delle Nazioni, che ereano già in servizio durante la Seconda Fase Operativa, sarà prorogato nella fase operativa completa, eccetto che per coloro che avranno già prestato servizio per cinque anni, nel qual caso si procederà alle elezioni o designazioni necessarie;

c)   Il mandato dei membri della Camera dei Popoli e della Camera delle Nazioni, in servizio da meno di cinque anni, sarà modificato in modo da coincidere con quello dei membri del Parlamento Mondiale, eletti all’inizio della fase operativa completa;

d)   Il secondo contingente di 100 membri della Camera dei Consiglieri sarà eletto, secondo le procedure preciate nella Sezione E dell’Articolo 5.  Il mandato dei membri, già in carica nella Camera dei Consiglieri, verrà prorogato per altri cinque anni dall’inizio della fase operativa completa, mentre coloro che assumeranno la loro carica con la fase operativa completa la conserveranno per 10 anni;

e)   Il Presidium ed il Gabinetto Esecutivo saranno riorganizzati conformemente alle disposizioni dell’Articolo 5;

f)   Tutti gli organi del Governo Mondiale diventeranno pienamente operativi e sarano completamente organizzati, per amministrare efficacemente e applicare la legislazione e il diritto mondile della presente Costituzione Mondiale;

g)   Tutte le nazioni, che non lo abbiano già  fatto, dovranno trasferire immediatamente tutte le armi e le attrezzature militari all’Enti per il Disarmoo Mondiale, che le ritirarà immediatamente dalla circolazione e procederà subito a smantellare, a trasformare per usi pacifici e a riciclare tali materialim altrimenti a distruggerli;

h)   Tutti gli eserciti e le forze militari di ogni genere saranno completamente disarmati e sciolti o riconvertiti e integrati, per decisione volontaria, nei Corpi non militari del Servizio Civile Mondiale;

i)   Tutti gli enti più efficienti dell’organizzazione delle Nazioni Unite e gli altri enti internazionali più efficaci, creati tra i Governi Nazionali, saranno trasferiti al Governo Mondiale con il loro personale, i loro mezzi e le loro risorse e saranno ristrutturati e intergrati, secondo le necessità, negli organi, diparimenti, uffici, istituti, commisioni, servizi ed Enti del Governo Mondiale;

j)   Il Parlamento Mondiale e l’Esecutivo Mondiale continueranno a sviluppare le attività e i programmi già avviati durante la seconda fase operativa del Governo Mondiale, apportandovi i miglioramenti ritenuti opportuni e procederanno ad elaborare un programma completo e di ampio respiro, per risolvere i problemi mondiali e contribuire al benessere di tutti gli abitanti della Terra, in conformità con le norme della presente Costituzione Mondiale.

Articolo 18   Emendamenti

1.   Dopo la conclusione della prima fase operativa del Governo Mondiale, potranno essere proposti degli emendamenti alla presente Costituzione Mondiale in due modi:

a)   Con voto a maggioranza semplice di ciascuna Camera del Parlamento Mondiale;

b)   Con petizioni sottoscritte da un totale di 2.000.000 di persone aventi diritto al voto delle elezioni mondiali, appartenenti ad almeno venti Distretti Elettorali e Amministrativi Mondiali, in cui la Costituzione Mondiale abbia ottenduto la ratifica definitiva.

2.   L’approvazione di un qualsiasi emendamento proposto da una delle Camere del Parlamento Mondiale richiederà innanzitutto un voto a maggioranza assoluta dei due terzi dei votanti di ciascuna delle tre Camere del Parlamento Mondiale in sessione separata.

3.   Un emendamento proposto mediante petizione popolare richiederà innanzitutto un voto a maggioranza  semplice della Camera dei Popoli, la quale sarà obbligata a pronunciarsi in merito.  L’adozione di tale emendamento richiederà poi una maggioranza assoluta dei 2/3 dei votanti di ciascuna delle tre Camere del Parlamento Mondiale in sessione separata.

4.   Periodicamente i membri del Parlamento Mondiale si riuniranno in sessioni speciali; la prima avrà luogo al più tardi dieci anni dopo la prima riunione del Parlamento Mondiale e le seguenti si riuniranno al più tardi ogni dieci anni.  Tali sessioni speciali includeranno una convenzione costituzionale destinata a rivedere la presente Costituzione Mondiale ed a studiare e proporre eventuali emendamenti, la cui adozioni dovrà allora effettuarsi secondo quanto previsto dal comma 2 dell’Articolo 18.

5.   Nessuna parte della presente Costituzione Mondiale potrà essere eliminata, sospesa o sviata dai suoi fini, né in caso di emergenza, né per arbitrio, né per convenienza, se non geguendo le suddette procedure di emendamento.

Articolo 19   Governo Provvisorio Mondiale

Sez. A   Provvedimenti spettanti all’Assemblea Costituente Mondiale

All’atto dell’adozione della Costituzione Mondiale da parte dell’Assamblea Costituente Mondiale, l’Assamblea e l’Ente o gli enti permanenti da essa istituiti, prenderanno i seguenti provvedimenti, ma non in senso limitativo:

1.   Lanciare un appello a tutte le nazioni, comunità e abitanti della Terra, perché ratifichino la presente Costituzione Mondiale per il Governo Mondiale.

2.   Creare le seguenti commissioni preparatorie:

a)   Commissione per la Ratifica;

b)   Commissione per le Elezioni Mondiali;

c)   Commissione per lo Sviluppo Mondiale;

d)   Commissione per il Disarmo Mondiale;

e)   Commissione per i Problemi Mondiali;

f)   Commissione per le Candidature;

g)   Commissione per le Finanze;

h)   Commissione per la Ricerca e l’Educazione alla Pace;

i)    Commissioni Speciali per ciascuno dei diversi problemi mondiali più urgenti;

j)   Ogni altra Commissione giudicata auspicabile per il funzionamento del Governo Provvisorio Mondiale.

3.  Convocare un Parlamento Provvisorio Mondiale non appena siano state realizzate le seguenti condizioni:

a)   Che almeno 500 delegati siano pronti a parteciparvi, con le credenziali definite dall’Articolo 19 Sezione C;

b)   Che i fondi minimi, necessari ad organizzare le prime sessioni del Parlamento Provvisorio Mondiale siano disponibili o siano stati garantiti con un impegno formale;

c)   Che sia stato trovato un paese ospite adatto, ove esista un forte comitato locale, per svolgere in loco i preparativi e le formalità necessarie.

Sez. B   Attività delle Commissioni Preparatorie

1.   La Commissione per la Ratifica intraprenderà una campagna mondiale per la ratifica della Costituzione Mondiale, sia per ottenare la ratifica preliminare dei Governi Nazionali, compresi i corpi legislativi nazionali, sia per ottenere la ratifica definitiva degli abitanti, comprese le comunità. La Commissione per la gratifica proseguirà la sua attività finché non sia stata raggiunta la Fase Operativa Completa del Governo Mondiale.

2.   La Commissione per le Elezioni Mondiali preparerà una carta globale provvisoria dei Distretti e delle Regioni Elettorali ed Amministrative Mondiali che potrà essere corretta durante la Prima o la Seconda Fase Operativa del Governo Mondiale, e preparerà  anche e attuerà dei piani, per giungere all’elezione dei membri della Camera dei Popoli e della Camera dei Consiglieri del Parlamento Mondiale.  La Commissione per le elezioni mondiali sarà, a temp debito, trasformata nell’Amminisatrzione delle frontiere e delle elezioni mondiali.

3.   Dopo sei mesi, in quei paesi dove i Governi Nazionali non avranno risposto favorevolmente alla richiesta di ratifica, la Commissione per la ratifica e la Commissione per le Elezioni Mondiali potranno procedere congiuntamente per ottenere la ratifica della Costituzione Mondiale, mediante referendum popolare diretto, e contemporaneamente organizzeranno l’elezione dei membri del Parlamento Mondiale.

4.   La Commissione per la Ratifica potrà anche sottoporre alle università e istituti superiori di istruzione di tutto il mondo la Costituzione Mondiale per la ratifica.

5.   La Commissione per lo Sviluppo Mondiale preparerà i progetti per la creazione di una Organizzazione per lo Sviluppo Economico Mondiale, al servizio di tutte le nazioni e dei popoli che avranno ratificato la Costituzione Mondiale, e, in particolare, dei paesi meno sviluppati; essa entrerà in funzione non appena sarà stato costituito il Governo Provvisorio Mondiale.

6.   La Commissione per il Disarmo Mondiale preparerà i progetti per organizzare l’Ente per il Disarmo Mondiale, che entrerà in funzione non appena il Governo Provvisorio Mondiale sarà stato costituito.

7.   La Commissione per i Problemi Mondiali preparerà un elenco dei problemi Mondiali più urgenti, con la relativa documentazione, per eventuali iniziative che possano essere intraprese dal Parlamento Provvisorio Mondiale e dal Governo Provvisorio Mondiale.

8.   La Commissione per le candidature preparerà, prima della convocazione del Parlamento Provvisorio Mondiale, un elenco di candidati per il Gabinetto Esecutivo del Governo Provvisorio Mondiale.

9.   La Commissione per le Finanze studierà le vie e i mezzi per finanziare il Governo Provvisorio Mondiale.

10.  Le diverse commissioni incaricate di studiare particolari problemi mondiali lavoreranno alla preparazione di proposte di legge e di attività mondiali su ciascun problema al fine di presentarle al Parlamento Provvisorio Mondiale quando questo si riunirà.

Sez. C   Composizione del Parlamento Provvisorio Mondiale

1.   Il Parlamento Provvisorio Mondiale sarà convocato appena possibile, in data e nel luogo fissati dall’Assamblea Costituente Mondiale.

2.   Il Parlamento Provvisorio Mondiale sarà composto dei seguenti membri:

a)   Tutti i delegati accreditati all’Assemblea Costituente Mondiale del 1977 e che avranno confermato il loro impegno per il Governo Provissorio Mondiale;

b)   I delegati che avranno ottenuto il numero richiesto di firme nelle petizioni elettorali, o di voti convalidati nelle elezioni e che siano stati comunque accreditati, conformemente alle modalità specificate nell’appello per la ratifica della presente Costituzione Mondiale;

c)   I membri del Parlamento Mondiale appartenenti alla Camera dei Popoli, eletti dai Distretti Ellettorali e Amministrativi Mondiali, fino al momento della convocazione del Parlamento Provvisorio Mondiale.  Nuovi membri del Parlamento Mondiale, eletti alla Camera dei Popoli, potranno continuare ad essere inclusi nel Parlamento Provvisorio Mondiale, finché non sarà stata raggiunta la prima fase operativa del Governo Mondiale.

d)   I membri della Camera delle Nazioni del Parlamento Mondiale, eletti da assamblee legislative nazionali o nominati dai governi nazionali fino al momento della convocazione del Parlamento Provvisorio Mondiale.  Nuovi membri del Parlamento Mondiale, eletti alla Camera della Nazioni, potranno continuare ad essere inclusi nel Parlamento Provvisorio Mondiale, finché sarà stata raggiunta la prima fase operativa del Governo Mondiale.

e)    Le Università e gli Istituti di Istruzione superiore, che avranno ratificato la Costituzione Mondiale, potranno proporre dei candidati alla Camera dei Consiglieri del Parlamento Mondiale.  La Camera dei Popoli e la Camera delle Nazioni, riunite insieme, potranno allora eleggere, fra tali candidati, un massimo di 50 membri del Parlamento Mondiale, per i seggi della Camera dei Consiglieri del Governo Provvisorio Mondiale.

3.   I membri del Parlamento Provvisorio Mondiale delle categorie a) e b), sopra definite, resteranno in funzione solo fino alla dichiarazione della prima fase operativa del Governo Mondiale, ma potranno essere debitamente eletti, per continuare il loro mandato come membri del Parlamento Mondiale nel corso della prima fase operativa.

4.   I membri del Parlamento Mondiale delle categorie c), d) ed e), sopra definite, in funzione nel Parlamento Provvisorio Mondiale, continueranno a restare in carica nel Parlamento Mondiale, durante la prima fase operativa del Governo Mondiale, e il loro mandato regolamentare decorrerà a partire dalla proclamazione della prima fase operativa.

Sez. D   Formazione dell’Esecutivo Provvisorio Mondiale

1.   Non appena il Parlamento Provvisorio Mondiale sarà stato riunito, esso eleggerà il Presidium del Governo Provvisorio Mondiale tra i candidati proposti dalla Commissione per le candidature.

2.   Il Presidium potrà proporre candidature supplementari per il Gabinetto Esecutivo.

3.   Il Parlamento Provvisorio Mondiale elegerà successivamente i membri del Gabinetto Esecutivo.

4.   Il Presidium ripartirà allora gli incarichi ministeriali tra i membri del Gabinetto Esecutivo e del Presidium stesso.

5.   Quando saranno state completate le fasi da 1) a 4) della presente Sezione D, il Governo Provvisorio Mondiale sarà dichiarato in funzione al servizio del benessere dell’umanità.

Sez. E   Primi Provvedimenti del Governo Provvisorio Mondiale

1.   Il Presidium, dopo aver consultato il Gabinetto Esecutivo, le Commissioni incaricate dei problemi mondiali particolari e il Parlamento Mondiale, definirà un programma di azione per i problemi mondiali più urgenti.

2.   Il Parlamento Provvisorio Mondiale si metterà all’opera, seguendo il programma fissato per risolvere i problemi, e intraprenderà tutte le azioni ritenute appropriate e realizzabili, conformemente alle clausole della presente Costituzione Mondiale.

3.   L’applicazione e il rispetto della legislazione, promulgata dal Parlamento Provvisorio Mondiale, verranno ottenute, per adesione voluntaria, in vista dei vantaggi che se ne potranno ottenere.  L’autorità del Governo Provvisorio Mondiale andrà, nel frattempo, rafforzandosi mediante la progressiva ratifica della Costituzione Mondiale.

4.   Il Parlamento Provvisorio Mondiale e l’Esecutivo Provvisorio Mondiale potranno intraprendere alcune delle azioni previste nella Sezione C-12 dell’Articolo 17 per la prima fase operativa del Governo Mondiale, nella misura in cui esse siano ritenute appropriate e realizzabili.

5.  L’Organizzazione per lo Sviluppo Economico Mondiale e l’Ente per il Disarmo Mondiale saranno istituiti tenendo conto delle loro azioni correlate.

6.   Il Parlamento Mondiale e il Gabinetto Esecutivo del Governo Provvisorio Mondiale procederanno alla creazione, in via provvisoria, di altri organi e enti del Governo Mondiale ed in particolare di quelli previsti dalla Sezione C-10 dell’Articolo 17, nella misura in cui ciò parrà auspicabile e realizzabile.

7.   Le varie commissioni preparatorie per i problemi mondiali più urgenti, potranno essere trasformate in Dipartimenti Amministrativi del Governo Provvisorio Mondiale.

8.   In tutti questi suoi lavori e attività, il Governo Provvisorio Mondiale agirà in conformità con le disposizioni della presente Costituzione per la Federazione della Terra.

*  *  *  *  *  *  *  *  *  *

Testo adottato nelle sedute plenarie dell’Assamblea Costituente Mondiale

a Innsbruck, Austria, il 23 ed il 25 giugnio 1977.

La cerimonia per l’apposizione delle firme ha avuto luogo nel pomeriggio del 27 Giugnio 1977 in cui la Costituzione è stata sottoscritta da circa 135 partecipanti di 25 paesi.

Il Articolo 19 esto adottato nelle sedute plenarie dell’Assamblea Costituente Mondiale

a Colombo, Sri Lanka, in gennaio 1979.

Luogo 59 emendamenti esto adottato nelle sedute plenarie dell’Assamblea Costituente Mondiale a Troia, Portugal, in  maggio 1991.

INDICE

Preambolo

Articolo 1   Funcioni Generali del Governo Mondiale

Articolo 2   Struttura Fondamentale della Federazione Mondiale e del Governo Mondiale

Articolo 3   Organi del Governo Mondiale

Articolo 4   Assegnazione de Poteri Specifici al Governo Mondiale

Articolo 5   Il Parlamento Mondiale

Sez. A   Funzioni e Poteri del Parlamento Mondiale

Sez. B   Composizione del Parlamento Mondiale

Sez. C   La Camera dei Popoli

Sez. D   La Camera delle Nazioni

Sez. E   La Camera dei Consiglieri

Sez. F   Procedure del Parlamento Mondiale

Articolo 6   L’Esecutivo Mondiale

Sez. A   Funzione e Poteri dell’Esecutivo Mondiale

Sez. B   Composizione dell’Esecutivo Mondiale

Sez. C   Il Presidium

Sez. D   Il Gabinetto Esecutivo

Sez. E   Procedure dell’Esecutivo Mondiale

Sez. F   Limiti dell’Esecutivo Mondiale

Articolo 7   L’Amministrazione Mondiale

Sez. A   Funzioni dell’Amministrazione Mondiale

Sez. B   Struttura e procedure dell’Amministrazione Mondiale

Sez. C   Dipartimenti dell’Amministrazione Mondiale

Articolo 8   Il Complesso di Integrazione Mondiale (Complesso Integrativo)

Sez. A   Definizione

Sez. B   L’Amministrazione della Funzione Pubblica Mondiale

Sez. C   L’Amministrazione Mondiale delle Frontiere e delle Elezioni Mondiali

Sez. D   L’Instituto per le Procedure Governative e per i Problemi Mondiali

Sez. E   L’Ente Specializzato per la Ricerca e la Pianificazione

Sez. F   L’Ente Specializzato per la Valutazione Tecnologica e Ambientale

Sez. G  A’Amministrazione Finanziaria Mondiale

Sez. H

Articolo 9   L’Apparato Giudiziario Mondiale

Sez. A   Giurisdizione della Corte Suprema Mondiale

Sez. B   Sezioni della Corte Suprema Mondiale

Sez. C   Sedi della Corte Suprema Mondiale

Sez. D   Il Collegio dei Giudici Mondiali

Sez. E   Il Tribunale Superiore della Corte Suprema Mondiale

Articolo 10   Il Sistema per Imporre el Rispetto del Diritto e della Legislazione Mondiale

Sez. A   Principi Fondamentali

Sez. B   Struttura del Sistema per Imporre il Rispetto della Legge Mondiale

Sez. C   La Polizia Mondiale

Sez. D   Mezzi per Imporre il Rispetto della Legislazione Mondiale

Articolo 11   L’Ombudsmus Mondiale (Organismo Mondiale per la Protezione dei Diritti dell’Individuo)

Sez. A   Funzioni e Poteri dell’Ombudsmus Mondiale

Sez. B   Composizione dell’Ombudsmus Mondiale

Articolo 12   Carta dei Diritti dei Cittadini della Terra

Articolo 13   Principi Direttivi del Governo Mondiale

Articolo 14   Garanzie e Riserve

Sez. A   Garanzie Inderogabili

Sez. B   Riserve di Potere

Articolo 15   Zone Federali Mondiali e Capitali Mondiali

Sez. A   Zone Federali Mondiali

Sez. B   Le Capitali Mondiali

Sez. C Procedure di Ubicazione

Articolo 16   Territorio Mondiale e Relazioni Esterne

Sez. A   Territorio Mondiale

Sez. B   Relazione Esterne

Articolo 17   Ratifica e Attuazione

Sez. A   Ratifica della Costituzione Mondiale

Sez. B   Fasi di Attuazione

Sez. C   Prima Fase Operativa del Governo Mondiale

Sez. D   Seconda Fase Operativa del Governo Mondiale

Sez. E    Fase Operativa Completa del Governo Mondiale

Articolo 18   Emendamenti

Articolo 19   Governo Provvisorio Mondiale

Sez. A   Provvedimenti spettanti all’Assemblea Costituente Mondiale

Sez. B   Attività delle Commissioni Preparatorie

Sez. C   Composizione del Parlamento Provvisorio Mondiale

Sez. D   Formazione dell’Esecutivo Provvisorio Mondiale

Sez. E   Primi Provvedimenti del Governo Provvisorio Mondiale

Existential Risk to the Future of Humanity

Glen T. Martin

27 January 2023

Whether Human Beings have a future is in serious doubt. There is a small but growing literature about the imperiled future of humanity.  Some thinkers are asking whether we have any credible future at all given the ever-growing possibilities of extinction or the collapse of civilization.  Some are beginning to propose arguments as to why these questions are of supreme importance. Just as during the Cold War with its awareness of the possibility of nuclear holocaust some people were building bomb shelters, so today, as Donald Wallace Wells in The Uninhabitable Earth (2019) points out, there is a growing movement of “environmental nihilists” where people withdraw into their private worlds assuming that our human future is destined for failure on an ecologically ruined planet.

A number of environmental writers have envisioned a planet ruined for higher forms of life given the current trajectory of rising greenhouse gas emissions worldwide and the consequences of this in the rise of planetary temperatures by about 6 degrees Celsius within the next century. I discuss some of this literature in my 2021 book, The Earth Constitution Solution: Design for a Living Planet. However, climate collapse and/or nuclear holocaust are but two of the major threats to human existence. An obvious third possibility, very real and growing more dangerous daily, is that of a bioweapon causing a global, unstoppable pandemic that wipes out all or most of humanity.

In his 2020 book The Precipice: Existential Risk and the Future of Humanity, British philosopher Toby Ord reviews a number of ways that human civilization might collapse back to primitive levels or end entirely due to species extinction caused either by human activities or by natural forces (such as a large meteor hitting the Earth). He declares that “the world is waking up to the importance of existential risk” (p. 57), and that we are in a “transition period” from national or other group-oriented values to “civilizational virtues” (p. 53).

Ord presents arguments as to why reflection on existential risks to humanity is morally extremely important.  Just as we consider it a terrible tragedy if some adolescent boy or girl with great potential for his or her life is cut short by an early death, so human civilization is still in its adolescence with tremendous potential for future generations. It would be a cosmic tragedy if we were to allow human civilization to cut off the future thereby wasting all the struggles, aspirations, and hopes of past generations that brought us to the present with its immense possibilities.

In geological or evolutionary terms, the rise of human civilization was just yesterday, just a blip on the graph. Human civilization is still in its adolescence, just beginning. After reviewing in some detail the possibilities for the demise of humanity due to either natural or anthropogenic causes, Ord plots out “the path forward” concerning how we should be addressing these existential risks. His informative and scholarly book is about how we can assess and respond to these possibilities.

A significant portion of the path forward involves taking seriously the task of calculation and analysis of risks. Ord goes into the dynamics of this domain of calculation in some detail. Thinkers about the future can derive some guidance here about how we can approach the task of assessing risk and dealing with the range of possibilities for survival and flourishing. We need to be taking “the Long Reflection,” looking at human civilization itself as a cosmic phenomenon and developing “civilizational virtues” that can be cultivated and enhanced as we envision our vast potential over millennia or even millions of years to come.

We need to turn civilization around from the destroyer of the Earth to its savior and contemplate future generations as moving into the galaxy and beyond as part of “the potential of human civilization in its full maturity.” We must be “patient, prudent, compassionate, ambitious and wise” (p. 217). We need to consider our own highest “peak” experiences of flourishing, of living fully “amidst the beauty of the world” as pointers to “modes of thought” that may include a fullness of being “beyond our present understanding” (p. 237).

Yet for all this Toby Ord offers very little that is concrete or liberating with respect to the present mess within which humanity finds itself. On a personal level, his book relates that he has admirably committed 10% of his income to helping people in Africa survive and flourish. He is committed to the human civilizational project and our common human dignity. But his recommendations concerning how we proceed from here appear to accept the world’s dominant institutions without serious analysis of how these institutions inhibit and contradict the human civilizational project. One wonders if he has ever read Karl Marx or Emery Reves?

He is largely silent about the curse of sovereign-state militarism and nationalism. He is largely silent about the exploitative and destructive aspects of global capitalism. It is as if, as a research fellow in the elegant and “civilized” environment at Oxford University, the vast benefits and ability to flourish he has received from centuries of exploitation and domination have created a blind spot in his mind for these on-going institutions of war, domination, and exploitation.

His recommendations for how we are to survive into the future are deeply non-revolutionary. He rejects world government as “a slippery idea” opening dangerous possibilities for tyranny and advocates only some greater international authority that can work to abolish nuclear weapons (not all war and militarism) (pp. 201-202). He quotes a 1997 UNESCO Declaration on our Responsibilities Toward Future Generations—a mere declaration, not advocating any institutional changes that could really make a difference. And Ord’s bibliography contains almost nothing from the literature about world government making it appear as though he has not seriously investigated this civilizational option.

Neither does his bibliography contain many references to the vast literature on the stages of human growth toward cognitive, moral, and spiritual maturity. He mentions “peak experiences” but never cites Abraham Maslow, Eric Fromm, Ken Wilber, Lawrence Kolberg, Carol Gilligan, nor Jürgen Habermas. Nor does he cite the literature from those thinkers who consider the cosmic context of human life as we grow toward a greater world-centric and cosmic consciousness, thinkers such as Teilhard de Chardin, Jean Gebser, Raimon Panikkar, Maurice Bucke, Sri Aurobindo, or Ervin Laszlo.

This makes his final chapter, on “Our Potential,” strangely empty and lacking in the visionary and revolutionary possibilities that human beings encounter everywhere today in the interstices of the dominant systems and reactionary modes of consciousness ravaging our world. Contrast this with the recommendations for transformative change in my 2021 book, The Earth Constitution Solution: Design for a Living Planet. The kind of personal and institutional changes needed to avoid human self-extinction and create a flourishing, just, and sustainable civilization are nonviolently revolutionary.

The recommendations in Toby Ord’s book, well-meaning as they may be, constitute a prescription for failure. The Earth Constitution Solution revolves around five concrete accomplishments that humankind must achieve in the reasonably near future if we want a future at all:

  1. Internalize Holism. We must become deeply aware of the emergent holistic paradigm that derives not only from contemporary science but resonates with traditional wisdom about the cosmos and our place within it. This paradigm includes understanding the interdependence and interrelationship of all things in the universe, including the geosphere, biosphere, and noosphere of Earth. This awareness must inform all our design efforts.
  2. Establish Ecological Economics. We must build an economy that benefits everyone while living within the parameters of the laws of entropy, renewability, and steady-state prosperity. We will examine [in this book] what several ecological economists have to say about sustainable economics.
  3. Promote Spiritual Growth. We must design a world system that promotes cognitive, moral, and spiritual growth that nurtures those aspects of human nature that transcend selfishness, egocentrism, fear and hate, while promoting those aspects that include love, compassion, dialogue, mutual respect, and concern.
  4. Institutionalize Planetary Applied Science. We must create institutions – at the regional, national, and planetary level – that study and monitor Earth as a whole and that can respond in a timely fashion to maintain stability. Climate scientists must be empowered to manage our environment for health and stability. As [Buckminster] Fuller says, this means seeing our spaceship as a whole. The good news is that we now have the expertise and technology to implement regenerative and sustainable practices.
  5. Give Earth a Brain. We must generate a world noosphere (mind-sphere) that includes a coordinating center, a brain, and a common consciousness that is representative of humanity and capable of planning and acting for a stable, prosperous, and resilient future. To date, the world has no such coordinating self-awareness singularly focused on creating a decent and secure future for humanity. (Ibid., pp. 2-3)

The Earth Constitution Solution goes into each of these domains in some detail and shows that they cannot be achieved without ratification of the Constitution for the Federation of Earth.  The Earth Constitution puts the democratically elected representatives of the people of Earth in charge for the first time in history—not wealthy banking cartels like the IMF and World Bank, not multinational corporations, and not imperial militarized nation-states.  This is why the Constitution is absolutely necessary. It bases the democratic world government on our common human dignity and the unity in diversity of all civilization, no longer one portion of humanity dominating or struggling against another.

The Constitution, therefore, is already an incarnation of holism, and its ratification would promote holism worldwide. The Constitution is mandated to establish ecological economics which involves most fundamentally a debt-free public banking system directed toward sustainability and not toward endless growth and private profit for bankers and corporations.  Similarly, a worldwide educational system that is the right of every person on Earth is premised on the same unity in diversity that is at the heart of the democratic world system established by the Constitution. It intrinsically promotes “love, compassion, dialogue, mutual respect, and concern.”

Several of the agencies in the Integrative Complex created by the Earth Constitution are designed to implement planetary applied science within the world government.  Environmental scientists would no longer have to compete with millions of dollars in anti-environmental propaganda now funded by the fossil fuel corporations and other capitalist entities dedicated to reaping billions of dollars in profits from destroying our planetary environment.  Environmental scientists rather than special interest lobbyists would now be advising legislators with detailed studies, computer analyses, and real environmental information.

Finally, perhaps the most fundamental gift of the Earth Constitution to humanity is to give it a brain. Today human civilization has no brain.  It is a chaotic collection of rival nations, businesses, and interest groups vying for influence, ascendency, or survival.  This chaos has us heading toward ultimate disaster.  Toby Ord does not appear to recognize the need to provide the Earth with a brain. 

Such a brain is brilliantly supplied by the Earth Federation Government under a World Parliament drawn from every corner of the planet with subsidiary institutions dedicated to assessing the state of civilization and projecting the best possible futures for humanity. The world, for the first time, will have an authoritative body concerned for the well-being and future of the whole of civilization. That is the function of a brain.

The Constitution for the Federation of Earth provides for all these dimensions of nonviolent revolutionary transformation necessary for human survival and flourishing: It is founded on holism and the internalizing of the principle of holism. It provides for a comprehensive ecological program for sustainability that includes ecological economics.  It promotes cognitive, moral, and spiritual growth for all of humanity. It institutionalizes climate science so that legislators have all the necessary information for making good decisions. And, finally and most comprehensively, it gives the Earth the brain that it so badly needs.  We need to ratify this Earth Constitution.

The Earth Constitution and Our Divine-Human Destiny

Integrating the United Nations toward Our Common Human Future

Glen T. Martin

World Philosophy Day, Kuala Lumpur, Malaysia, 18 November 2022

Here we are in Kuala Lumpur, in the year 2022, 13.7 billion years from the beginning, products of a 13.7-billion-year evolutionary upsurge become conscious of itself in us. World philosophy day celebrates the immense collective wisdom of humankind. Our bodies are made of energy from the sun, our sun was born at the heart of our Milky Way Galaxy, and our galaxy emerged from the cosmic ground of being that exploded into existence 13.7 billion years ago. Our lives, our planet, our sun, our galaxy, and the cosmos are all gifts of God.  In World Philosophy Day we celebrate these gifts of God. We look forward to the realization of our divine-human destiny in a world of peace, freedom, justice, and sustainability.

Yet our present moment in history teeters on possible apocalypse.  China, Russia, and the USA struggle as lawless nuclear weapons-wielding nation-states over economic, political, and territorial power in a world system that brokenly believes it can accommodate endless economic growth in concert with endless sovereign-state military expansion.  The result is the nightmare we are living within at this minute—at any second the entire human project and all human civilization could go down the drain, never to arise again. 

An anthropomorphically conceived God remains silent at this immense sin of high-tech war and militarism, and at the corresponding global sin of the community of nation-states together remaining silent in the face of this apocalyptic absurdity. Smaller nations do not want to cross the great imperial powers.  These powers have the capacity to do real damage to smaller states, both economically and militarily.  Some states, like Iran and North Korea, aspire to become nuclear powers themselves, understanding that this may be the only way to preserve their autonomy against the gigantic forces of superpower imperialism.

Nations may call themselves “non-aligned,” that is, they want to keep their heads down, deal with their internal issues, and hope that the big powers leave them alone. But in a globalized world economy there are no more strictly “internal issues.”  We are all in this mess together and keeping one’s head down will not prevent nuclear apocalypse or other weapons of mass destruction from being used. Nor will it prevent the on-going destruction of our planetary climate, which, according to many environmental experts, is rapidly heading toward an uninhabitable planet and possible human species extinction (cf. Martin 2021).

Many claim that the United Nations is meant to address this situation, and that a strengthened United Nations may be able to steer humanity beyond this apocalyptic crisis. But the UN is a very complex reality, itself not a unity but a multiplex of conflicting forces, some pointing forward to a new civilization, others pointing backward and leading to the demise of our common human project. Some scholars have distinguished three UNs, not just one (Weiss, et al. 2017). 

The First UN includes the system of so-called sovereign nation-states involving the General Assembly with the Security Council and operating under the UN Charter.  The Second UN includes the Secretariat and the many agencies working worldwide for ending poverty, promoting transition to sustainability, or protecting human rights.  The Third UN includes thousands of NGOs worldwide that work with the UN or are registered has having “consultant status” with the UN.  The Second and Third UNs often look forward to a global civilization of peace, justice, and sustainability, which is also the vision behind the Constitution for the Federation of Earth.

Of course, politics and conflicting interests play a part in the paralysis of all three UNs in attempting to deal with the descent of our world into ever-greater chaos, misery, and possible human extinction. Nevertheless, the lion’s share of the problems of superpower conflict, possible apocalyptic war, and environmental destruction lies with the First UN that slavishly adheres to the outdated UN Charter. This Charter takes its stand on “nation-state sovereignty.”

The First UN is premised on a Charter whose roots go back to the Peace of Westphalia in 1648 when the concept of “sovereign” nation was outlined at the end of the 30-years war in Europe.  A nation was defined as having absolute territorial boundaries and autonomy over both its internal affairs and in its foreign affairs.  This structural model for “nation-states” is nearly four centuries old and comes from a paradigm long ago transcended by all contemporary sciences. In the face of the current threat of apocalyptic death, to slavishly cling to these absolute boundaries appears as madness.

The metaphysical assumptions behind 17th century thinking are often called “Newtonian” as these were synthesized in the Principia Mathematica of Sir Isaac Newton, published in 1687. The universe at that time was believed to be atomistic, mechanistic, and deterministic, so it only made sense that human beings should organize themselves into atomistic “sovereign” social entities called independent nations. Today, this paradigm has been entirely supplanted by the Einsteinian-Quantum Physics Paradigm (see Harris, 2000). Yet the thinking of most of us in the 21st century remains solidly Newtonian, unable to move forward into the new integral holism at the foundation of the cosmos and human existence.

The new paradigm emerging out of 20th century physics is 100% holistic. There are no independent atomic parts to anything. Neither is the new paradigm mechanistic or deterministic. The new paradigm provides a holistic vision in which everything is interrelated and interdependent with everything else. All parts are necessarily part of greater wholes. There are no wholes without parts and no parts without wholes (cf. Laszlo 2007).  Human beings have evolved within this astonishing cosmic evolutionary process, 13.7 billion years in the making, as a single species, a single human community, as a vast, sacred holism of unity in diversity. As evolutionary scientist Brian Swimme declares: “Our human destiny is to become the heart of the universe that embraces the whole of the Earth community” (2011, 115).

The concept of “sovereign nation-states” is not only anachronistic. It is a monstrous assumption destroying our planet and its future, whether through climate collapse or nuclear holocaust. What is real under the new paradigm includes persons within communities. A person is always part of community. Persons are not an atomistic reality, and neither are communities.  The Islamic religion is strong on this point. And as Islamic scholars like Rashid Shaz (2021) have pointed out. For the Blessed Prophet Mohammed, the ultimate community is the entire human community before God.

Under the holistic paradigm, my local community within which I am embedded is in turn embedded in a regional and national community which is in turn embedded within the human community, just as the human community itself is not autonomous on planet Earth but is embedded in a planetary biosphere that sustains human and all life on this planet. Ultimately, we are embedded within the 13.7 billion years of cosmic evolutionary upsurge. It is the attitude that we are autonomous and separate, both from one another in sovereign nation-states, and from our environment in our greed for economic expansion and exploitation of nature, that is leading us rapidly toward human extinction.

Many well-meaning people within the Second UN and the Third UN believe that the Sustainable Development Goals (SDGs) will save us if only we can motivate the nations to adhere to their promised goals.  However, the conceptual framework of the SDG Document is seriously flawed and cannot lead to success. The SDG document frames these goals without challenging the capitalist assumption of the “right” to unlimited accumulation of private wealth, nor does it challenge the assumption of nation-state atomism.  Item 18 of the SDG Introduction declares: “We affirm that every State has, and shall freely exercise, full permanent sovereignty over all its wealth, natural resources and economic activity” (cf. Martin 2021, Chap.6).

With this foundational assumption we have assured the failure of the SDGs and the accelerating destruction of our planetary ecosystem.  Take, for example, the “Lungs of the Earth.”  Everyone knows that the lungs of the Earth exist in the vast Amazon rain-forest basin that produces much of the oxygen needed by living creatures, adsorbs vast amounts of carbon dioxide, and, in a multiplicity of ways, moderates the moisture in the atmosphere and the climate of our planet. Under this SDG principle, Brazil, Columbia, Venezuela, or other nations hosting the lungs of the Earth have the legal right to cut down and destroy the lungs of the Earth, which the present government of Brazil is busy doing as we speak.

Similarly, everyone knows that the lion’s share of the billions of tons of carbon dioxide poured into the Earth’s atmosphere every year come about almost equally from the United States and China. Everyone knows that the atmosphere over the US and China is the same atmosphere that circulates around the globe that we all need to get under control in order to mitigate global warming.  Yet under the UN system, China and the US have the legal right to pour as much CO2 as they want into our planetary atmosphere because they are “sovereign nations” and somehow “own” the atmosphere over their territories. And the so-called First UN, the one slavishly following the UN Charter, is going to cling to this notion even as it leads us to the brink of human extinction.

The Constitution for the Federation of Earth is premised on the holistic paradigm of unity in diversity arising from the scientific revolutions of the 20th century (cf. Martin 2016). It recognizes the people of Earth as sovereign, and the nations are communities within the holism of human civilization, not autonomous parts capable of egotistically bringing down the whole as a consequence of their ethnocentric greed and power struggles.  The UN needs to replace the outdated UN Charter with the Earth Constitution, which brings the Second and Third UNs into its embrace, along with all the nations of the world as members of a legally encompassing human community.

Under the Earth Constitution, our global commons—that is, the atmosphere, the oceans, and the great rainforests of Earth—belong to the people of Earth (Article 4).  They are not the “private property” of corporations, nation-states, nor individual persons. As the 2015 Encyclical Letter from Pope Francis declared, “The climate is a common good, belonging to all and meant for all” (Laudato Si’, 23). Hence, according to Pope Frances and the Earth Constitution, the climate belongs to the people of Earth, a truth that we can only actualize through ratification of the Constitution. According to the UN SDG document, our planetary climate is fragmented into some 193 parts, each belonging to some “sovereign” nation.

Secondly, under the Constitution, the nations will be fairly and systematically disarmed in a cooperatively planned program over a reasonable period of time (cf. PWP’s World Legislative Act 53). Civilian police, armed only with weapons necessary to apprehend individuals, are all that is necessary under a system of democratically legislated world laws, enforceable not over nations but over all individual persons. The SDG document is glaringly silent on militarism. It never mentions the 1.5 trillion US dollars poured by the “sovereign” nations of Earth annually down the toilet of militarism. No militaries are necessary if we really aspire to be civilized human beings with democratic input into the planetary laws that govern us.

Third, global public banking is instituted by the Constitution in order to assure a universal sustainable development that ends extreme poverty without growth beyond the carrying capacity of our planet. No longer would the supply of money created as debt (whether debt for nations, businesses, or individual persons) demand unending growth in order to service that debt and retain solvency (Article 8.7, cf. Heinberg 2011). So-called “free enterprise” becomes truly free when it is no longer enslaved by the debt-system predicated on the unlimited accumulation of private wealth by the 1% of humanity who today own 50% of the wealth on this planet. Finally, through global public banking and debt-free money creation, the synergistically united people of Earth will be able to address climate crisis in effective ways impossible under today’s UN system.

How do we devote ourselves to the well-being of the larger human community, thereby fulfilling our divine-human destiny? The Constitution for the Federation of Earth does not abolish the nations or their borders. But it takes its stand on the unity in diversity of the entire human community, for the first time making it truly possible to dialogue with one another as human beings, as children of the divine ground of Being, and not as mere mouthpieces of this or that nation, race, or religious dogma. The UN Universal Declaration of Human Rights of 1948 assumes and embodies this very principle.

Its Preamble states correctly the basis for all government. It reads: “recognition of the inherent dignity and of the equal and inalienable rights of all members of the human family is the foundation of freedom, justice and peace in the world.” All legitimate government derives from this foundation of human dignity. Article 2 of the Declaration states that “everyone is entitled to the rights and freedoms set forth in this Declaration, without distinction of any kind, such as race, colour, sex, language, religion, political or other opinion, national or social origin, property, birth, or other status.”  “Nations” are excluded as a source of our rights and freedoms. Our common human dignity is the source. Individual dignity and our common humanity are inseparable (cf. Martin 2018, Chap. 2).

If the dignity of human beings in community is truly the source of all legitimate governing, then we know why the world since the Second World War suffered more than 150 wars, with many millions dead or displaced, and with on-going human rights violations for hundreds of millions of the Earth’s citizens (cf. Glover 1999). The answer is implicit in the UN Universal Declaration’s recognition that respect for human dignity (and not sovereign-nation statehood) is the foundation for freedom, justice, and peace in the world. Clearly, this inference is recognized in Article 28, which states: “Everyone is entitled to a social and international order in which the rights and freedoms set forth in this Declaration can be fully realized.”

The world lacks this order.  The world defeats the rights and freedoms listed in the UN Declaration. What could be more obvious?   Democracy is a universal.  Human rights are universal.  The human community needs to be universal.  Yet the world is divided into apparently incommensurable fragments that constitute a war-system, an immorality and corruption system, and ultimately an omnicidal system. Nation-states as such have no rights. The idea of nation-state sovereignty is an abomination; it religious terms, it is idolatry.

The Earth Constitution integrates and enhances the United Nations system by drawing together the three UNs into a truly universal federation of planetary unity in diversity. The entire universe as we know it is an evolving dynamic integration of individuals within wholes on multiple levels having (necessarily) internal relations to all other such wholes (see, e.g., Currivan 2017).  The actions I take always affect others in the system and beyond. There are no purely external relations.

A system of independent national units with the right to militarize (autonomy over internal affairs) in external relations to other such units (including the so-called right to go to war) is a conceptual and moral absurdity (cf. Reves 1946). No wonder the world has been in chaos since this system was invented in 1648.  A true federation must be based on a principle of unity in diversity such that the unity bears on all the doings of the groups and individuals within that diversity

Human beings can never solve our most fundamental problems unless we base our planetary organizations on realities, not fantasies. Human persons are a primary reality, and our common humanity (embracing universal dignity and human rights) is the other dimension of that primary reality. These two poles or dimensions are inseparable—individual human beings and the entire human community. Human beings create groupings and all kinds of “boundaries” between themselves, including all so-called “sovereign nation-states.”  These are all strictly secondary realities, none of which are or can be legitimately sovereign (cf. Harris 2008, Chap. 7). In the Earth Constitution, sovereignty belongs to the whole, to the people of Earth (Article 2).

The Federation of Earth, therefore, does not make nations primary in government. It recognizes their historical existence (there is no whole without parts) without falling into the fallacy that we have to build the future on that radically flawed and incoherent past. There will be about 1500 votes in the World Parliament (and only about 300 for the nation-states) for the Earth Federation is primarily a federation of people directly from 1000 World Electoral Districts, that is, it is primarily a democracy, not a compromise with the undemocratic notion of false territorial sovereignty.

Under the Earth Constitution, “federation” means that the parts recognize that they only have their reality as parts of a whole and therefore unite as a whole that protects the limited autonomy of each of the parts, creating an indivisible coherence for humanity as constituted through an enforceable democratic legal authority. This recognition constitutes the paradigm-shift away from the illusory Newtonian atomism to the holism of a truly new age, precisely because it is based on the reality of our human, planetary, and cosmic situation as revealed by all post-Einsteinian sciences. The concept of a “sovereign nation-state” is a false-god, an idol that is holding humankind back from right relationship among ourselves and with the blessed groundless-ground of Being.

Our divine-human-cosmic adventure takes its next step through the emergent unity of humankind via ratification of the Earth Constitution. The telos behind our cosmic adventure is surely such a world community characterized by peace, freedom, justice, and sustainability. True democracy, true self-government for humanity, can only happen at the global level, when all are embraced and all invited to participate. The Earth Constitution allows us to realize our “ontological vocation” to become ever more fully human and ever more fully expressive of the creative source of all Existence.

Works Cited

Constitution for the Federation of Earth. Online at www.earthconstitution.world.  In print from the Institute for Economic Democracy Press, Appomattox, VA, 2010 and 2014.

Currivan, Jude (2017). The Cosmic Hologram: In-formation at the Center of Creation. Rochester, VT: Inner Traditions.

Francis, Pope (2015). Encyclical Letter Laudato Si’ of Holy Father Francis: https://www.vatican.va/content/francesco/en/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

Glover, Jonathan (1999). Humanity: A Moral History of the 20th Century. New Haven: Yale University Press.

Harris, Errol E. (2000). Apocalypse and Paradigm: Science and Everyday Thinking. Westport, CT: Prager Publishers.

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Heinberg, Richard (2011). The End of Growth: Adapting to Our New Economic Reality. Gabriola Island, BC: New Society Publishers.

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Martin, Glen T. (2016). One World Renaissance: Holistic Planetary Transformation through a Global Social Contract. Appomattox, VA: Institute for Economic Democracy Press. See Martin’s website at www.oneworldrenaissance.com.

Martin, Glen T. (2018). Global Democracy and Human Self-Transcendence: The Power of the Future for Planetary Transformation. London: Cambridge Scholars Publishers.

Martin, Glen T. (2021). The Earth Constitution Solution: Design for a Living Planet. Independence, VA: Peace Pentagon Press.

Provisional World Parliament (PWP): passing World Legislative Acts (WLAs).  The Parliament has met 15 times between 1982 and 2021).  See https://oneworldrenaissance.com/2022/07/27/overview-and-history-of-the-provisional-world-parliament/

Reves, Emery (1946). The Anatomy of Peace. New York: Harper & Brothers Publishers.

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Shaz, Rashid (2021). Islam: Another Chance? A Rashid Shaz Reader. New Delhi: Milli Publications.

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Weiss, Thomas G., David P. Forsythe, Roger A. Coate, and Kelly-Kate Pease (2017). The United Nations and Changing World Politics. Eighth Edition. Boulder, CO: Westview Press.

Thought and Action for a Sustainable Future

The World Constitution and Parliament Association (WCPA) in association with the Earth Constitution Institute (ECI) in the USA and the Earth Federation Institute (EFI) in India.

The Background of WCPA

The World Constitution and Parliament Association was founded in 1958 at the same time Sri Aurobindo’s World Union was founded.  These organizations worked together to write the Constitution for the Federation of Earth.  Their main goals were to end war and establish world peace, protect universal human rights, reduce poverty, foster human prosperity and protect our planetary environment.

The Constitution for the Federation of Earth was completed in 1991 through a collaborative process involving many world citizens.  At this Fourth Constituent Assembly in Troia, Portugal, this Earth Constitution was declared finished and ready for ratification.  Since that time WCPA has sponsored study and ratification of the Earth Constitution as the only practical solution to our human planetary descent into perdition and possible species extinction.

The understanding of the thinkers and leaders who designed the Constitution was the same understanding that the UN Sustainable Development Goals (SDGs) came up with in 2015—that the saving our planetary environment required transformation of economics, politics, and planetary culture across a broad spectrum that holistically includes ending poverty, establishing peace, protecting universal human rights, and converting humanity to sustainable, ecologically sound, ways of living.

Environmental Understanding

Our Global President of WCPA, Dr. Glen T. Martin, published a scholarly study of our planetary environmental crisis in 2021 called The Earth Constitution Solution: Design for a Living Planet.  In this book he reviews the latest scientific information put out by the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) and other experts concerning what is required for survival and sustainability. (The IPCC is a collaboration of some 1000 climate scientists from around the planet.) He shows in depth how and why the Constitution for the Federation of Earth is the ultimate solution to our current, apparently suicidal trajectory.

Martin also shows how and why the SDGs must necessarily fail—because the UN system remains predicated on both obsolete classical economics and a system of militarized “sovereign” nation-states that collectively spend 1.5 trillion US dollars annually on militarism and war—the two human activities most destructive of the environment and most opposed toward the collective cooperation and harmony (peace) that human beings require if we are to survive the climate crisis.

His book also reviews the work of the many sustainability economists.  With one voice these economists declare that “you cannot have infinite growth on a finite planet.”  We are today far beyond the sustainable carrying capacity of our planet both in terms of population (8 billion persons and growing) and economic activities (still predicated on growth of GDP—Gross Domestic Product).  In 1972 a major study was published by Donna Meadows, et.al., entitled Limits to Growth explicating this principle that the growth-fetish of planetary economics is destroying our planetary ecosystem. In 1996, well-known economist Hernan E. Daly published Beyond Growth: The Economics of Sustainable Development. In 2011, sustainability expert Richard Heinberg published The End of Growth: Adapting to Our New Economic Reality.

In 2017, British economist Kate Raworth published Doughnut Economics: How to Think Like a 21st Century Economist in which, like all the other economists cited here, she shows that traditional economists (as still entrenched at the World Bank, IMF, and the World Trade Organization) have it exactly backwards. They treat the economy as independent of the planetary ecosystem rather than as a subset of our planetary ecosystem. They are under the reductionist illusion that there are” iron laws of economics” when in fact economics is about how we want to design management of our planetary household. In 2019, the Intergovernmental Panel on Climate Change issued its Sixth Assessment Report with truly frightening and dire descriptions of the reality on the ground and predictions that include our trajectory toward possible human extinction. We are literally destroying the ecosystem of the planet that makes human life possible.

Herman E. Daly defines “sustainable development” succinctly: “development without growth beyond environmental carrying capacity, where development means qualitative improvement and growth means quantitative increase.” The implications of this simple definition are immense. We can no longer operate on the principle of private investment and expected return on this investment through growth of business or industry. This will not solve the problem of global poverty, nor will it end war, and even “green investment” will have to be done on different assumptions than the traditional ones of maximizing private wealth return contributing to perpetual growth of private and corporate wealth.

In her 1997 book The Violence of the Green Revolution, Indian environmental activist Vandana Shiva writes:

Not till diversity is made the logic of production can diversity be conserved. If production continues to be based on the logic of uniformity and homogenization, uniformity will continue to displace diversity. ‘Improvement’ from the corporate viewpoint, or from the viewpoint of western agricultural research is often a loss for the Third World, especially the poor in the Third World. There is therefore no inevitability that production acts against diversity. Uniformity as a pattern of production becomes inevitable only in a context of control and profitability.

Patents and intellectual property rights are at the center of the protection of the right to profits. Human rights are at the center of the protection of the right to life, which is threatened by the new biotechnologies, which are expanding the domain of and drive for capital accumulation, while introducing new risks and hazards for citizens. (pp. 256 and 261)

For Mahatma Gandhi the spinning wheel became a system for Sarvodaya (holistic community self-sufficiency). Similarly, the environmental crisis requires local empowerment for communities worldwide along with the development of durable, repairable, and recyclable products for use within local, self-sustaining, ecologically friendly communities. Globalization of trade and focus on foreign exports and imports is fundamentally dependent on burning fossil fuels to send products half-way around the world, fuels that contribute to CO2 pollution of the atmosphere and thereby global warming.  Corporate globalization imposes massive mono-systems worldwide directed toward market profit rather than human and biological diversity and well-being. The crisis of clean water is addressed through corporate production of untold numbers of single-use plastic bottles priced beyond the reach of the poor and designed for corporate control of both water (a human right) and profits.

The Legislative Work of WCPA for Sustainability

Under the authority of Article 19 of the Earth Constitution, WCPA has organized some 15 sessions of the Provisional World Parliament (PWP).  In these sessions, citizens who are signatories of the Earth Constitution from around the world come together to model for the world what the world should be doing: that is, coming together in a World Parliament to address the many global problems that are beyond the scope in individual nation-states to address. The 15th session of the PWP met in New Delhi, India, in December 2021 and passed additional World Legislation directed toward empowering people at the grassroots level to convert to largely self-supporting ecological communities.

Since its first session in Brighton, England in 1982, the PWP has passed some 72 provisional World Legislative Acts (WLAs), many of these directed toward protecting the global environment. Indeed, WLA 6 creates an Earth Emergency Rescue Agency (EERA) to spearhead the global changes necessary to save our planetary environment.  Many of these necessary changes are ignored by the UN SDGs because the SDGs are excellent goals posited within the global framework of militarized nations states, an exploding planetary population, and a worldwide debt-based banking system (none of which the SDG document even mentions) that make attainment of these goals in time to save the planet for future generations impossible.

At the 15th session of the PWP in New Delhi in 2021, the Parliament passed a new article to the EERA mandate entitled the “Grassroots Empowerment and Family Planning Act.”  Here are some selections from this Act:

The optimum situation requires integrating top-down (the necessity of governance to empower all levels of human flourishing beyond the smallest units such as families) and bottom-up grassroots empowerment and community involvement. The global grassroots regenerative initiatives activate integrative methods to maximize the synergistic, regenerative effect of dealing with the planetary climate disaster.  Regenerative science is quite advanced and knows the chemistry of soils and the methods of preserving and enhancing soil, protecting against insect pests in non-toxic ways, and creating excellent results. At the same time, many indigenous and traditional cultures understand similar ways of enhancing soil and producing positive results through growing “complementary” crops together with plants that repel certain insects, etc.

Enhancing planetary community spirit and grassroots empowerment is also essential to deal with the other “broad functions” mandated by the Earth Constitution such as protecting human rights, diminishing social differences, and ending war. For these reasons, the creation of these regenerative projects is foundational to the entire transformative spirit of the Earth Constitution.  Grassroots empowerment of the people of Earth is perhaps the most fundamental key to the Constitution’s goal of creating a peaceful, just, and sustainable planetary civilization.

 District Officers and Liaisons may establish positive relationships especially with those who are accorded local respect and authority or governance patterns.  In India, for example, this would likely involve working with the Panchayat, the council of five elders and local self-government that operates in many rural village communities. Liaisons may also establish a positive relationship with the teachers in the schools, and other community leaders or influencers, to mobilize community participation in the regenerative transformative project, from which, ultimately, everyone (including future generations) will benefit.

Regenerative commissions shall encourage families to limit their size to two children, particularly by ensuring health education and availability of birth control.  New families participating in these programs will make an agreement (the wording of which may vary according to culture, language, etc.) to limit their children to 2. Already existing larger families may participate in the program with the agreement not to have any more children.

One clear area of overlap between rural and urban regeneration is the “green cities” movement that began in the 1970s and has spread to many cities around the world.  Abandoned lots, rooftops, terraces, former rail lines, any unused urban areas can be planted, cultivated, and turned “green,” thus improving the air quality of the city, the ambience, the food-supply, as well as community spirit. Expertise in how to facilitate this will clearly be part of the knowledge base of Commissioners and Liaisons.

Government and local communities need to work together to create the fundamental changes necessary for a sustainable future. And this needs to be done, clearly, worldwide, which means ultimately ratification of the Constitution for the Federation of Earth.

Two Concrete Environmental Projects in India (and Nepal) now being developed under the umbrella of WCPA:

The Global Green Mission under the leadership of Jyotirmay Goswami (WCPA Distinguished Advisor):

(1)

Glob-cal (Global-Local) Green Mission aspires to address major issues like crisis in the environment, employment, and agriculture by utilizing all kinds of unutilized or underutilized resources lying within any community.

This grassroot initiative, as it becomes more widespread, will be one of the most effective vaccines for combating three major issues mentioned above, while at the same time  invoking peace by cultivating a viable socio-spiritual connectedness in the context of the destructive isolation created by modern civilization, a civilization that is NOW ultimately being threatened with a possibility of a huge collapse.

At present, we have projects in Gaidakot Gaon Palika (local government) in Nepal along with few other adjacent Palikas. We are also working with a few Panchayats (local governments) in the district of Chamba, Himachal Pradesh, India.

(2)

The World Parliament University and Ecological Community in Noida near New Delhi under the leadership of Guruji Arun Kumar (WCPA Distinguished Advisor):

This unique project of WCPA in Noida sector 150 near Delhi, India, will include WCPA Global University, Media Centre, Conference Halls and rooms, Global Marriage Destination, World Bird Sanctuary, World Animal Sanctuary, Vertical Hydroponic Organic farm of 5 acres, World Organic/Natural Multi-cuisine Restaurant with attached vegetables/herbs Garden, World Cultural/Religious Harmony Centre and eco-friendly cottages besides many other unique spaces in this most beautiful twenty-one acres campus on the bank of one of the holiest and ancient rivers named Yamuna.

This entire space (currently 700 acres) will be eco-friendly and non-biodegradable plastic free. 2 MW or more energy/electricity will be generated from the Solar energy plant which will be commissioned on the roof of the pathway on the bank of Yamuna (government permission to be taken) so that entire energy requirements of the project can be taken care of, and excess energy will be shared with the neighborhood. The water energy department of India will be motivated to work with us to clean and deepen the Yamuna for further development and ethical use of the holiest water body.

This is our project, now under development, for our planned World WCPA Village/Hub@Noida.

Ideals Alone Spell Disaster for Humanity

Glen T. Martin

  24 December 2022              www.oneworldrenaissance.com

                   

The world likely has many millions of ‘world citizens’ in it. This is perhaps a good sign that we are moving past the age of “egoism” toward an age in which people live from their common humanity, which is deeper and more fundamental than the superficialities of ego.  Such people appear to have begun to develop what I called in my 2005 book, Millennium Dawn, “planetary maturity”.

They have are diminishing their identity with nationality and beginning to identify with our planet and with human civilization as a whole. Often, loosening identity with nationality also means loosening identity with race, class, religious dogma, etc.  It means a growing recognition of our common humanity. More than simply “recognition,” it may mean the beginning of living from our common humanity, from that deeper dimension within all of us. This, of course, is a wonderful development, but it is very unlikely to prevent our rapid descent toward ever-growing planetary chaos and ultimately human extinction.

Well documented books like Daniel Ellsberg’s The Doomsday Machine: Confessions of a Nuclear War Planner, remind us that humanity has been on the brink of being wiped out by nuclear war a number of times since the 1960s.  Books by environmental experts such as David Wallace-Wells’s The Uninhabitable Earth: Life After Warming show the likelihood of humanity making itself extinct within a century if we keep going on our present path of endless war, endless economic growth, and endless population growth.  The millions of world citizens who espouse ideals of peace, harmony, justice, and sustainability decry these phenomena, of course, but neither their protests, nor their endless Zoom and Google meetings in which they groove with one another and reiterate and reenforce their wonderful ideals, will have much of an effect on our bleak future.

The reason this will have little effect is because they stick to culture and personal growth only and fear antagonizing the real power structures of the world entrenched in global capitalism and sovereign militarized nation-states. They may make changes in their personal lives such as recycling as much as possible or avoiding single-use plastics, but these actions, even if performed by millions of people, have only a minimal effect on the overall environmental picture.  For a long time, people have been espousing loyalty to the famous Earth Charter, or, more recently, to the Earth-Wise Constitution.

These loyalties may give their lives meaning and purpose, and people may live under the illusion that they are doing a great deal to save the Earth, but ultimately this is not the case.  Their popularity may be widespread; the bank accounts of these organizations may be replete with donations, but ultimately they will fail—they will fail the Earth, humanity, and the divine nisus at the heart of our Cosmos.  The reason may be a combination of a lack of courage and a lack of insight that is behind the collective failure of these millions of ‘world citizens.’ But it is a failure, nevertheless.

Such world citizens intuitively know better than to threaten the pillars of power behind the world system, pillars that are extremely dangerous and homicidal. These world citizens are very muted when it comes to challenging the criminal cabals behind the superpower governments of the world: China, Russia, and the USA.  They are indirect and circumspect in their criticisms of the global economic system that fosters planetary exploitation and domination.  Economically, by and large, their members are from the lower levels of the Bourgeoisie, that is, they are financially comfortable.  For them, the hundreds of millions of people who lack even the most basic necessities may be merely an abstraction, a set of numbers. They are not willing to risk much to save or liberate these suffering masses.

Some of these organizations may list specific proposals for changes in economic policies or the United Nations or the world political system. But their recommendations address a world system already in place and include no credible ways of transforming that world system to include the truly fundamental changes needed.  People have been proposing reforms to the UN since it was founded in 1945 and very little has changed, including the seriously outdated Charter, which remains the same. 

Nevertheless, what is needed are not limited proposals to change this or that policy of nations, the International Monetary Fund-World Bank, or the UN.  What is needed is a world system premised on the dignity and welfare of human beings. Neither the UN, nor the system of militarized nation-states, nor the World Bank and IMF are based on this premise. One and all they are based on power relations among militarized sovereign entities, as well as systems of economic competition and exploitation among corporate, banking, and national entities.

Others among these World Citizen organizations may claim to be “religious” or in some way spiritually advanced, yet few would likely comprehend deeper meaning and be able to act upon Eric Fromm’s profound description of religion:

We consider people to be “religious” because they say they believe in God. Is there any difficulty in saying this? Is there any reality in it, except that the words are uttered? Obviously, I am speaking here about an experience which should constitute the reality behind the words. What is this experience? It is one of recognizing oneself as part of humanity, of living according to a set of values in which the full experience of love justice, truth, is the dominant goal of life to which everything else is subordinated; it means a constant striving to develop one’s powers of life and reason to a point at which a new harmony with the world is attained; it means striving for humility, to see one’s identity with all beings, and to give up the illusion of a separate, indestructible ego. (1962: 156)

Can I attain “love, justice, and truth” in my personal life while seeing all around me a civilization based on hate, fear, injustice, and untruth? Does it really work that way?  Can I be separate from society in my pristine quest for happiness or enlightenment while children beg on street corners in nations all around the world?  Can I tell “sacred stories” or hold “world unity week” or belong to a “global harmony association” or “uniting for peace” or engage in intellectual discussions boldly labeled “the great transition” while organizing my personal life for comfort, economic security, pleasant family gatherings, or other forms of what the Marxists call “bourgeois self-indulgence”?

These strategies do not work because, whatever the bourgeois mentality may think, we are all in this together. The present global economic and nation-state system is premised on fragmentation. It destroys unity and cultivates scarcity, hate, fear, and exploitation of both persons and nature.  Yet my financial investments (and I may have tried to make them “green”) and my personal financial security, or my job, depend on this broken and immoral system. Hence, my criticisms of this system become muted and indirect. I may fool myself by arguing that “warmth” and “inclusion” make more friends than “explicit criticism.” But at the same time, I am well aware that the powerful administrators of this world system have devised really nasty names for anyone they believe is seriously challenging their system. I may support union organizing, but heaven forbid if they were to start calling me a “communist” or a “socialist” or a “traitor” or a “terrorist.”

Even if I argue that I am promoting a “paradigm-shift” through my exposition of these ideals, this will not be sufficient to address our fundamental global problems sufficiently to avoid planetary disaster and possible human extinction. The paradigm-shift from the medieval to the early modern worldviews that spanned (at the very least) the 15th to 18th centuries, engendered not only immense social confusion and conflict but also significant areas of resistance. The fact remains that a consistent sent of transformative ideals, together comprising a true paradigm-shift, requires a concrete embodiment in the form of a blueprint that can actualize the new paradigm within the dynamics of our world system. We simply do not have time for several centuries of social confusion and resistance.

Holding regular inspirational gatherings or celebrations of the current solstice on the internet will not solve our global problems, nor will belonging to a “pathwork” group dedicated to personal awakening.  Nor will non-governmental world citizen groups formed to discuss and support the Sustainable Development Goals (SDGs) of the UN, of which there are many.  The world system behind those goals (assumed and barely mentioned by the goals) makes their achievement impossible. For example, the SDG document never mentions the 1.5 trillion US dollars spent annually worldwide on weapons and wars. This by itself will prevent these goals from being attained by their target year of 2030. 

Second, the SDG document never mentions the crisis of the world population explosion, now at 8 billion people and climbing.  This by itself will prevent these goals from being realized by the target year.  There should be another SDG goal (say, number 18) declaring “reduce the birth rate and substantially slow down population growth by the year 2030.” Instead, the population crisis is never mentioned.  Hence nations are supposed to “end hunger” (Goal number 2) at the same time that their burgeoning populations require ever more mouths to feed. 

Third, the SDG document never mentions the “limits to growth,” which has been an incessant theme of environmentally awake economists since the beginning of the environmental movement in the late 20th century.  The assumption behind the SDG document is that nations will pay for much of achieving these goals through taking loans from the World Bank, IMF, etc., at “fair” and “reasonable terms” (see Goal 17) and that the repayment of the loans or use of other funds to achieve these goals will necessarily require growth in Gross Domestic Product (GDP), exactly what must be questioned if we are to achieve a sustainable world economic system for our planet.

There are other serious problems with the SDGs and no space to go into them here.  If you wish to read these, see Chapter Six of my 2021 book, The Earth Constitution Solution: Design for a Living Planet. The present article is about why social movements from World Unity to One World to World Parliament to Global Harmony Association to Earth-Wise Constitution, to Evolutionary Leaders Voice-America broadcasts, etc., etc., cannot possibly achieve the changes necessary for human survival and flourishing.  None of them dare to directly address the issue of the system of militarized “sovereign” nation-states, and none of them dare to really address the issue of globalized capitalism.

To authentically address these issues requires presenting a concrete process for their transformation and a blueprint for what will replace them. It takes the courage to be willing to stand for something besides abstract values.  Nations, big corporations, and global banking cartels are not about to throw away their procedures to transform into “something they know not what.”   We say we want “peace” but peace often only means signing a treaty between, say, Ukraine and Russia, and the cessation of hostilities.  It never means going to the root causes of the world’s war system and transforming the world war system into a peace system. For the latter to happen, we need (to repeat) a blueprint that lays out specifically what the law will be and how and why the law can prevent war and maintain peace and a plan about how we can get from here to that actually existing, enforceable set of laws.

The Constitution for the Federation of Earth provides such a blueprint for a world peace system, justice system, and sustainability system. Supporters of its ratification certainly agree with the litany of values professed by the global values spokespersons who promote their ideas in many venues online.  Sure, we must conserve and respect the Earth and its resources.  But the world system as we now know it structurally trashes the Earth and its resources. Where is the blueprint for changing this competitive economic system that privatizes profits and socializes its losses onto society and the environment?  They offer none.

The Constitution for the Federation of Earth goes right to the heart of the global problems of this competitive economic system. Not only does it not require the travesty of infinite growth on a finite planet, it establishes a debt-free money system that makes possible the real financing of the transformation to sustainability. Sure, we must strive for world peace and compassionate mutual understanding. But the world system of secretive, militarized “sovereign” nation-states structurally trashes compassion and understanding (as does global capitalism)—making these nearly impossible for effecting truly transformative change under this world system.  Where is the blueprint for changing this war system to a peace system that promotes compassion and understanding?  They offer none.

The Earth Constitution creates a democratic world system through a dynamically designed World Parliament and contributing agencies that clearly has the institutional capacity to end war and disarm the nations, protect universal human rights, create social justice, and protect our planetary environment. It provides a blueprint for precisely those world system features that the SDG document ignores and covers up: it ends militarism and arms-races; it provides for a worldwide campaign for voluntarily reducing the global population; and it provides global debt-free banking within which growth of GDP is no longer required.

The World Constitution and Parliament Association (WCPA) and the Earth Constitution Institute (ECI) both work for the dissemination and ratification of the Earth Constitution.  The ECI website presents a list of 10 global ethical principles that we support: (https://earthconstitution.world/ten-principles-of-global-ethics-and-world-citizenship/). The website describes each of these, but I will simply list them here to illustrate the central point of this article:

Ten Principles of Global Ethics affirmed by WCPA and ECI

  1. Dialogue directed toward mutual understanding
  2. Nonviolence respecting everyone involved
  3. Human rights and dignity for all
  4. Democratic laws protecting equality before the law
  5. Compassion and kindness cultivated everywhere on Earth
  6. Unity in diversity: respecting all precisely because we are also all one
  7. Justice-making for all and dismantling unjust systems
  8. Sustainability and harmony with our planetary ecosystem
  9. Global education free for all and emphasizing the above principles
  10. Ratification of the Earth Constitution, which makes all the above possible, while they remain impossible under the current world system.

Here is the absolutely fundamental difference between WCPA, ECI and all these wildly popular movements promoting global unity, tolerance, love, and other values.  WCPA and ECI understand that the present world system defeats these values at every turn, and these organizations have the courage and wisdom to offer a brilliant blueprint that makes possible the actualization of these values.  Other groups may promote the first 9 of these values, but only our movement understands that this promotion is self-defeating unless the world system itself is transformed according to principle 10—the brilliant democratic blueprint for an Earth Constitution.

Below is a diagram presenting this thesis. (This diagram is also printed on p. 30 of my book Global Democracy and Human Self-Transcendence. Its basic form, before my editing modifications, is drawn from Ken Wilber’s The Integral Vision. Boston: Shamballa, 2007, pp. 72 and 180.)

[The image is not available here for now, but the following discussion should make sense nevertheless]

This chart uses Ken Wilber’s famous AQAL (All quadrants all levels) chart to illustrate the thesis of this article. All of our experienced world is divided into these four quadrants.  The upper left is about selfhood.  Wilber includes levels of growth on the line that moves up through each quadrant diagonally.  The lower left represents cultures and includes a similar growth model.  I have added a highest level of growth for both these quadrants: a holistic selfhood and a holistic world culture. 

The upper right represents the growth of science, which, of course, is experienced worldwide, and the lower right represents the evolution of “social, economic, and governmental systems.”  There is growth here also and I have added near the pinnacle of growth “Earth Federation under the Earth Constitution.”  The yellow rectangles with red borders, along with the red and purple arrows, represent my thesis.  Our selfhood, our cultures worldwide, and sciences worldwide are colonized by global capitalism and the system of militarized sovereign nation-states.

From the “militarized nations and global capitalism rectangle emanates these three arrows of influence. In the lower left of culture, the result is “cultures of fear and insecurity.” In the upper left rectangle, the result is a selfhood of “inner hate, fear, and uncertainty.” In the upper left sphere of science, the result is “science directed toward war research and nuclear weapons.”

The scholarship documenting the effects described in this chart is overwhelming.  We all know much about these facts.  Why are we then not willing to do something real and effective about it?  Affirming an Earth Charter or a merely Earth-wise Constitution (despite the intriguing names) will simply not change these empirical facts. The world system as we know it blocks our human ascent to a humanly based civilization.  The Constitution for the Federation of Earth replaces global capitalism and militarized nations in the lower right quadrant. By doing so it removes these impediments to growth and not only frees our selfhood, culture, and science to fulfill their potential, but actually promotes our rapid growth toward planetary maturity within these quadrants.

Ideals alone, without a means to institutionalize them in real system transformation, change little or nothing. They spell disaster for humanity. The key lower-right quadrant is precisely the one mostly ignored by the world citizen value movements so popular today. Indeed, we must join hands behind all these values. But we also absolutely need to make them real—to actualize them through working for the ratification of the Constitution for the Federation of Earth.

The Complementary Realities of Time and Timelessness:

Civilizational Reason and the Quest for Incarnation

Glen T. Martin

23 December 2022

  

I first read Krishnamurti’s Freedom from the Known (as well as many of his other books) many years ago when I was an undergraduate in college. During the late 1970s and early 80s I also heard him speak twice in person at Madison Square Garden in New York City.  He is justly famous for his powerful insights into the complex dynamics of human consciousness and the fundamental awakening that can happen when we break out the confusions caused by language and duality.

Later, in graduate school, I was studying the philosopher Ludwig Wittgenstein who declared: “Human beings are entangled all unknowing in the net of language.”[i] In his early book, Tractatus Logico-Philosophicus, Wittgenstein declared that “eternal life belongs to those who live in the present,” and he concluded that, “There are, indeed, things that cannot be put into words. They make themselves manifest. They are what is mystical.”[ii]

I did my Ph.D. dissertation on the problem of truth and value, and how human beings can move beyond the “nihilism” that philosopher Friedrich Nietzsche had declared to be the central problem of modernity. The modern world, he declared, was in the throes of nihilism—the devastating loss of meaning and value, the total relativity of all ideas along with the conclusion that there is “no truth” (“es gibt keine wahrheit”). I found in the work of Wittgenstein a solution to that problem. Wittgenstein engaged in a lifelong philosophical quest to understand the nature and limits of language.

By understanding the nature and limits of language it becomes possible to encounter the unsayable fullness of the present moment—just what Krishnamurti was pointing to. Here is the concluding paragraph of my first book, From Nietzsche to Wittgenstein: The Problem of Truth and Nihilism in the Modern World (1989):

At this level [of the immediacy of the ‘now’ beyond thought and language] no explanations are possible, nor desired anymore. The sense of “nothingness” and despair, arising through entanglement within the net of language, has been radicalized to the existentially realized “emptiness” of Śūnyatā. Through a deepened awareness of the nature and functioning of language, we come upon an inexpressible silence at its heart. We break through to a new immediacy where the phenomena reside in pristine integrity. We are no longer lonely egos apart from our world, resentful and frustrated by its seemingly obdurate features and longing for an illusory ground behind its spontaneity and immediacy. Our being-in-the-world is transformed through the emptiness, and the sufficiency, of the non-conceptual present.[iii]

Krishnamurti’s talks and writings helped me to this insight and conclusion. The overwhelming fullness-emptiness of the present moment (Śūnyatā) is available everywhere and always. Similarly, when I later, as an academic, studied the work of the 2nd century South-Indian Buddhist philosopher, Nāgārjuna, I understood him to be creating a philosophical treatise to show that: “There is nothing whatever which differentiates samsara from nirvana.”[iv] Nāgārjuna, from a Buddhist perspective, had done more or less exactly what Wittgenstein later also accomplished, both resonating with what Krishnamurti was saying. Krishnamurti, amazingly, was a person spontaneously awakened to the oneness that encompasses us, everywhere and nowhere—the One beyond language, words, and concepts—the unsayable Infinity at the heart of presentness.

Nevertheless, the very writing of my first book, From Nietzsche to Wittgenstein, reflected our common human (and often unrecognized) understanding of the power and reality of Civilizational Reason. Through philosophical reflection (the use of reason) one can see how language works, discern its limits, and encounter the infinite unsayability beyond its limits. My 1991 article “Deconstruction and Breakthrough in Nietzsche and Nāgārjuna” showed just this.[v] One can draw on the history of human civilizational thought to become clearer about the roles of both Reason and the unspeakable presence of things. Both dimensions of our human situation address the problem of nihilism.

Our profoundest thinkers, like Raimon Panikkar, reflect on this mystery of time and timelessness that encompasses our human situation.[vi] In their reflections, they are using Reason. Perhaps “Intelligibility” would be a better word. Our human capacity for intelligibility has emerged with self-awareness of the astonishing ability we have to comprehend the world. The ancients called human beings “microcosms” for this reason. Our human reason can mirror the intelligibility of the cosmos, at least to a large extent.  Beyond this intelligibility, there is the absolute mystery of the One beyond thought and language. Both dimensions characterize out human condition.

Reason is as much a gift of God as is the Infinity at the heart of the present moment. Reason can also penetrate to the workings of the space-time-energy field known as our universe. Reason can set liberating, democratic principles for society and civilization. It can analyze the complexity of our human problems and discern causes, effects, and solutions. Reason is not the problem. The problem, as Nāgārjuna put it, is our “psychological clinging to our own thought-constructions.”  As Krishnamurti affirms:

There is no outer and inner process; there is only one unitary process, it is a whole, total movement, the inner movement expressing itself as the outer and the outer reacting again on the inner. To be able to look at this seems to me all that is needed, because if we know how to look, then the whole thing becomes very clear, and to look needs no philosophy, no teacher. Nobody need tell you how to look. You just look… To come upon it the mind has to learn to look at life, which is a vast movement, without the bondage of time, for freedom lies beyond the field of consciousness.[vii]

Krishnamurti is brilliant concerning one half of our human condition—the timeless present, the infinite depths of the nunc stans, the eternal now that confronts us as a possible realization during every moment of our lives. But he dismisses almost entirely the movement inherent in human civilization surrounding the power of Reason to understand our universe and our human place within it. When Krishnamurti declares that thought is ‘desire’ and causes fragmentation between what is and what should be, he is correct in one very real sense, but he misses the necessary gift of transpersonal Reason in human thought and civilization and therefore misses a fundamentally important dimension of existence—the dimension of temporality and evolution.

Numerous great thinkers throughout Western philosophical history (from Plato and Aristotle to Habermas and Einstein) have recognized the universal power and significance of Reason. Civilizational Reason arises through the dialogue, debate, and collaboration of thoughtful persons throughout history. As Einstein and others emphasized, it also embraces the power of the imagination to envision ideas that are truly new and liberating. As Ernst Bloch emphasized, we have a “principle of hope” built right into the transpersonal dimensions of our minds.[viii]

This dynamic is independent of any particular individual person’s thoughts, opinions, or perceptions. Philosopher Errol E. Harris argues that the fundamental principle of organization at the heart of the universe itself has come to self-consciousness in us and provides our consciousness with its rational principle.[ix] Nevertheless, this transpersonal principle demands civilizational incarnation. We all feel this imperative to some degree. Civilizational Reason, while transpersonal, is not transtemporal. It exists under an evolutionary and historical demand that we achieve, or at best help make possible, incarnation.

Philosophers such as Henri Bergson and Martin Heidegger pointed out forcefully that all human beings live in a perpetual dynamic present that incorporates the past through memory and projects itself into an as-yet unrealized future.[x] This is known as our “temporal structure.” We are deeply historical and temporal beings. Our awareness of the timeless present should not lead us to dismiss the reality of the temporalized universe and our place within it.

We all live within a dynamic ‘present’ in which we appropriate the past through memory and project possible futures for ourselves and our world based on our knowledge of the past, our wisdom, etc.  The future we project is nearly always an attempt to evolve a future “now” that is better than past “nows”—more pleasant, more just, more loving, more harmonious, more joyful, more fulfilling, or more meaningful, a future not just for ourselves but simultaneously for our world.  I call this structure of futurity, and the values located in our sense of the future, our “Utopian Horizon.”[xi] 

The future in human history is the anticipation and call to humanity to actualize our human potential for a just, free, equitable, and sustainable world system. Heidegger emphasized the priority of the future over the past and present—we live toward, and in terms of, a future that is bounded by awareness of our own death. Jürgen Moltmann applies this priority to history as well: “The criticism of past reality takes place in the name of past and present possibilities for the future. The criticism of origins serves the future. The criticism of tradition and institutions seeks freedom for the new.”[xii] This priority of the future lays upon us our great responsibility and world-historical task: to truly actualize on Earth the reality of human dignity in a common human community of justice, freedom, peace, and sustainability.

This constitutes our finitude and well as our great blessing and task—the utopian horizon values generated by Reason and imagination call us to truth, beauty, justice, peace, freedom, and sustainability. The gift of temporality is also the demand for incarnation—to bring the divinely inspired ideals of Reason into the concrete reality of history as well as the immediate reality of our individual lives. In Christianity, there is the existential demand at every minute of temporal existence to open ourselves to the “New Being” that can become incarnate in our lives. In the Christianity of Pierre Teilhard de Chardin, there is the existential demand to incarnate the Omega holarchy into human evolutionary history.

Yet Civilizational Reason under the holistic paradigm that emerged during the 20th century has yet to have a substantial impact on today’s irrational, fragmentated, and antiquated planetary economic and political institutions. These institutions go back 4 and 5 centuries to a discredited and antiquated “early-modern” paradigm.[xii] Today, we know that Civilizational Reason, recognizing our common humanity and universal dignity, must unify humanity within an equitable and peaceful democratic world system such as that embodied in the Constitution for the Federation of Earth.[xiii]

Our cosmos, like our physical lives, is structured temporally.  As contemporary thinkers such as Hans Jonas, Errol E. Harris, or Raimon Panikkar[xiv] have pointed out in different ways, the universe has become conscious of itself in us for precious and important reasons that we struggle to discern. Freedom has emerged from the cosmic evolutionary process demanding that we engage in conscious evolution directed toward a transformed future. It is here that time and temporality become absolutely important. Our little temporal lives come and go in 80 or so years, but the evolutionary process inherent in our Reason and complementary imagination participate in and contribute to the Cosmic upsurge toward freedom, peace, harmony, and coherence. Can we incarnate these values on planet Earth?

Harris, with great perspicuity and extensive knowledge of contemporary science and cosmology, argues that the principle of order intrinsic to the universal evolutionary process of the cosmos has come to consciousness of itself in us.[xv] It is Reason that comes to this conclusion, drawing upon science, historical wisdom, and metaphysical insight.  Harris shows us the power of Reason to elucidate our cosmos and our place within it and he concludes that this requires ratification of the Constitution for the Federation of Earth.[xvi] Hegel had attempted to do something similar in the early 19th century even before the 20th century paradigm shift toward holism. This is not mysticism but the power of Civilizational Reason drawing upon its ultimate criteria of coherence, harmony, and the quest for a future better than the past.

In the cosmos and human civilization as articulated by science and philosophy, there are levels of holistic fields, what evolutionary thinker Ervin Laszlo calls “holarchies.”[xvii]  We must understand the ‘field’ of civilization, of our common humanity, discern its dynamics and needs, and establish a world system reflecting those needs. The organizational result should not be “hierarchies” but “holarchies.” We need to organize the whole of humanity with direct participation and integration from the grassroots of people worldwide into democratic, planetary economic and political structures.[xviii]

How are we going to feed, clothe, educate, and provide healthcare for all the people of Earth? Reason gives us the ability to design our economics, politics, and cultural lives for the common good of all (as economist Kate Raworth, among others, has pointed out[xix]). We require Civilizational Reason to integrate justice, human rights, material prosperity, freedom, and peace.  Kant and Hegel also believed in the power of Reason manifest in such holarchies. For Kant, as for many others, there is a moral obligation to live under the holarchy of a planetary “federation of free nations.”[xx]

Our so-called global problems of war, disarmament, human rights protections, environmental crisis, and the need to create a just world system do not merely stem from our fragmented minds endlessly pursuing desires and finding sorrow.  We also need to look at the natural systems by which our planetary ecosystems work, and we need to create human economic and political systems that conform to these planetary biosystems so that we can feed everyone, end war, protect universal rights and restore our rapidly deteriorating environment. For this, our best, civilizational, collective rationality is required, but something else as well—historical and civilizational incarnation.

The Constitution for the Federation of Earth falls into this latter category. Indeed, in my writings going back to the 1990s, I have argued that ratification of the Earth Constitution will help promote and encourage spiritual awakening of the sort that Krishnamurti describes.  I have argued that it is foolhardy to say we must somehow wait for the spiritual awakening of humanity before we can have peace. The ontological priority of the future in history and consciousness demands actualization. The temporal structure of our lives demands incarnational action, and the Earth Constitution replaces the unworkable UN Charter and incorporates all viable UN agencies into the holarchical, democratic world government.

There are perhaps two main forms of evasion of this responsibility among concerned people: (1) to claim that the Infinite at the heart of the present solves all our problems, as Krishnamurti tends to do, or (2) to endlessly reiterate the ideals found at our utopian horizon without ever taking the concrete actions necessary to incarnate these ideals. Philosopher James L. Marsh declares: “reflection and freedom and praxis are essentially utopian in their full, unfolding life. Denial of utopia mutilates freedom and reason.”[xxi] The demand for the incarnation of our ideals is inherent within our concrete human situation. Authentic freedom and reason are essentially utopian in their nature.

I have pointed out repeatedly the ways the systems we live under today militate against both peace and spiritual awakening.[xxii] These systems breed nationalism, racism, exploitative competition, endless propaganda, deception, and environmental degradation.  The Earth Constitution by contrast gives us a peace system, freedom system, justice system, prosperity system, and sustainability system.[xxiii] We need a concrete, practical organization of Civilization if we are to survive and flourish.  Mere sets of ideals like the famous “Earth Charter” or the “Earth Wise Constitution” fail to give us anything but more ideals, forever postponing the needed incarnation of our utopian horizon values into the concrete affairs of human life.

The vision of this nexus of liberating systems arises on our utopian horizon as goals demanding incarnation within human history. Time and human temporality are not a curse but a divine gift. And the concrete temporality of our lives and human history intrinsically carry this incarnational imperative. In Teilhard de Chardin’s thought, we need a concrete embodiment of the evolutionary Omega Point of unity in diversity, of truth, of the self-actualization of Civilizational Reason, which is a fundamental aspect of the divine demand at the heart of the cosmic incarnational process.

Our individual lives, bound within time, come and go, but the evolutionary process of the cosmos, with its divine upsurge, continues at the Heart of Reality, and each of us can and should participate in this cosmic journey which is also the concrete journey of human history. But concrete reality, and the finitude of our temporality, demand from us real action, real incarnation, not just endless ideals.

For Sri Aurobindo (and his World Union movement that worked with the World Constitution and Parliament Association (WCPA) from 1958 to 1991 to write the Earth Constitution[xxiv]), the universe has created a “self-conscious concentration of the All through which it can aspire.”[xxv] Aspire to what?  Incarnation. Real change, a real holarchy of a transformed human condition under a ratified Earth Constitution opening for humanity a much greater opportunity for spiritual awakening.

The Earth Constitution is based on the collective use of reason to comprehend our global problems and respond with proper social, political, and economic arrangements. We need Civilizational Reason, gifted to us from the very foundations of the universe, and we need real incarnation, rather than endless equivocating, endless brooding about ideals, or equivocations like “mankind is not yet ready.”

The Constitution for the Federation of Earth offers us the possibility of a real incarnation of our divinely gifted Civilizational Reason within human history. It offers us the possibility of genuine liberating action and authentic incarnational conscious evolution. In my view, this constitutes by far the greatest “Categorical Imperative” for our 21st century.


[i]  Ludwig Wittgenstein. Philosophical Grammar, Trans. Anthony Kenny. Berkeley: University of California Press, 1978, p. 462.

[ii] Ludwig Wittgenstein. Tractatus Logico-Philosophicus, Trans. D.F. Pears and B.F. McGuinness, New Jersey: Humanities Press, 1974, sects. 6.4311 and 6.522, respectively.

[iii] Glen T. Martin. From Nietzsche to Wittgenstein: The Problem of Truth and Nihilism in the Modern World. New York: Peter Lang Publisher, 1989, p. 376.

[iv] Nagarjuna’s Mūlamadhyamikakārikās (MMK) is found in Federick J. Streng, Emptiness: A Study in Religious Meaning. Nashville, 1967.  The quote is from MMK, sect. 25.19.

[v] In Graham Parkes, ed. Nietzsche and Asian Thought. Chicago: University of Chicago Press, 1991, pp. 91-111.

[vi] See, e.g., Raimon Panikkar, Myth, Faith, and Hermeneutics: Cross-Cultural Studies. New York: Paulist Press, 1979, pp. 448-50.

[vii] J. Krishnamurti. Freedom from the Known. New York: Harper & Row, 1969, pp. 16 & 71.

[viii] Ernst Bloch. The Principle of Hope. Three Volumes. Trans. Neville Plaice, Stephen Plaice, and Paul Knight. Cambridge, MA: The MIT Press, 1986.

[ix] Errol E. Harris, The Reality of Time. Albany: State University of New York Press, 1988, pp 104-105.

[x] Henri Bergson. An Introduction to Metaphysics: The Creative Mind. Trans. Marbelle L. Andison. Totawa, NJ: Littlefield, Adams, & Co., 1975. Martin Heidegger. Being and Time. Trans. Macquarrie and Robinson. New York: Harper & Row Publishers, 1962.

[xi] Glen T. Martin. “Utopian Horizon Value Theory: A Transformative Power at the Heart of Human Futurity,” in the American International Journal of Humanities and Social Science. Vol. 7, No. 1, February, 2021: aijhss.cgrd.org/index.php/54-contact/115-vol-7-no-1-february-2021.  A short, popular version of this essay is called “The Utopian Horizon of Objective Human Values” found in the Letters section of www.academia.edu.

[xii] Jürgen Moltmann. Human Dignity: Political Theology and Ethics. Trans. M. Douglas Meeks. Minneapolis: Fortress Press, p. 99.

[xiii] See Errol E. Harris. Apocalypse and Paradigm: Science and Everyday Thinking. Westport, CT: Praeger Publishers, 2000.

[xiii] Constitution for the Federation of Earth. Online at www.earthconstitution.world. In print from Institute for Economic Democracy Press, 2010 and 2014.

[xiv] Hans Jonas. The Imperative of Responsibility: In Search of an Ethics for the Technological Age. Chicago: University of Chicago Press, 1984. Errol E. Harris. The Restitution of Metaphysics. Amherst, NY: Humanity Books, 2000. Raimon Panikkar. The Rhythm of Being: The Unbroken Trinity. Maryknoll, NY: Orbis Books, 2010.

[xv] Errol E. Harris. Cosmos and Theos: Ethical and Theological Implications of the Anthropic Cosmological Principle. New Jersey: Humanities Press, 1992, p. 12.

[xvi] Errol E. Harris, Earth Federation Now! Tomorrow is Too Late. With an Introduction by Glen T. Martin. Appomattox, VA: Institute for Economic Democracy Press, 2014.

[xvii] Ervin Laszlo. A Systems View of the World: A Holistic Vision for Our Time. Cresskill, NJ: Hampton Press, 2002, pp. 51-52.

[xviii] For elaboration of this concept, see Glen T. Martin. The Earth Constitution Solution: Design for a Living Planet. Independence, VA: Peace Pentagon Press, 2021.

[xix] Kate Raworth. Doughnut Economics: 7 Ways to Think Like a 21st Century Economist. White River Junction, VT: Chelsea Green Publishing, 2017.

[xx] Immanuel Kant. Perpetual Peace. Trans. Louis White Beck. New York: Macmillan, 1957.

[xxi] James L. Marsh. Critique, Action, and Liberation. Albany: State University of New York Press, 1995, p. 333.

[xxii] E.g., Martin, op. cit., The Earth Constitution Solution.

[xxiii] See my Introduction to the Earth Constitution. Appomattox, VA: Institute for Democracy Press, 2014.

[xxiv] See Samar Basu. The UNO, The World Government, and the Ideal of World Union as Envisioned by Sri Aurobindo. Sri Aurobindo Ashram, Pondicherry, India, Publishers, 1999.

[xxv] Sri Aurobindo, Sri (1973). The Essential Aurobindo. Ed. Robert McDermott. New York: Schocken Books, 1973, p. 49.

Freedom, Law, and the Earth Constitution

Glen T. Martin

(Lecture at Government Law College, Mumbai, India, 5 December 2022)

Part One: Evolutionary Holism

Humankind has experienced a paradigm-shift of momentous proportions in the 20th and 21st centuries. This is the shift to holism.  Science has understood that the entire universe is a single, integrated whole and encompasses ever descending wholes within wholes. The Cosmos is a whole, our galaxy is a whole, our solar system is a whole, our planetary ecosystem is a whole, and humanity is a whole.

The outdated, early-modern paradigm derived from the 17th and 18th centuries in Europe and was synthesized by the work of Sir Isaac Newton, which appeared in 1687. This was the philosophy of atomism, mechanism, and determinism. It was thought that the universe was composed on independent building-blocks, known as atoms.  Everything could be reduced to its separate, independent parts.  Today, we know this is not true. 

There are no parts separate from the wholes that encompass them and make then what they are.  All things are interdependent with all other things within the holism of the new paradigm, which can be called the Einsteinian-quantum physics paradigm. In my own books, I have called it evolutionary holism.

Our planetary ecosystem is an interdependent whole that embraces thousands of smaller ecosystems and living creatures along with an evolving planetary geology. Life on earth is approximately 3.8 billion years old.  Life evolved from simple cells to complex organisms and, finally, into the most complex form of life that we know, human beings. The very complexity and integration of our human bodies, integrated within human cultures, has given rise to self-awareness.

We are the only known creatures that are self-aware, which means we are also aware of the cosmos, our planetary home on Earth, and human civilization that has colonized our planet. Human beings have themselves evolved through several stages of consciousness. We emerged from the womb of nature in which there was no self-consciousness. The process of self-awareness began with the ancient cave-paintings some 15-40,000 years ago, often called the “Age of Magic.”

Around 10,000 BCE human consciousness changed into a “mythological” consciousness. During this era the great river valley civilizations of the very ancient world flourished along the Nile River, the Yellow River, the Tigris-Euphrates River, and the Ganga River in India.  During the famous Axial Period in human history (from the 8th to the 2nd century) BCE, human consciousness again mutated. We emerged as self-aware creatures who could distinguish knowledge from belief, who could ask fundamental questions about the meaning of life and the nature of the cosmos.  We became the self-aware human beings that now have colonized our entire planet.

Rabindranath Tagore wrote: “It is the mission of civilization to bring unity among people and establish peace and harmony” (2011, 214).  Since the Axial Period in human history, self-aware beings have flourished around the Earth in thousands of local cultures, languages, religions, and ways of life. Yet we are all the same. Today, we are on the cusp of ascending to a worldcentric level of consciousness.

We share the same deep human intelligence, we all speak some language (and all languages are translatable into one another); we all create laws for our nations to keep civil order and regulate human interactions, we all have the same basic needs; we are all integrally related to the communities that produced us, and we all understand the great philosophical concepts of love, justice, freedom, truth, beauty, and goodness. Ultimately, we all share a common human dignity and universal human rights. Why, then, do we not see the rule of law in the same universal way?

Tagore declares that it is “the mission of civilization to bring unity and establish peace and harmony.”  Yet today we are fragmented, divided from one another by wealth and class, and also by imprisonment within the system of sovereign nation-states. We are not a unity but are fragmented into some 193 militarized sovereign states, each suspicious of the others, each ready to go to war, each insisting on its independence and autonomy vis-à-vis the others.

This system of militarized sovereign nation-states structurally denies our human unity. It fragments humanity and brings with it war and injustice rather than peace and harmony.  The UN Universal Declaration of Human Rights of 1948 declares that respect for human dignity and universal human rights is the foundation for freedom, justice, and peace in the world. Yet the fragmented system of militarized sovereign states puts human rights last—last after national security and militarism, last after economic competition and wealth accumulation. No wonder human-rights and dignity continue to be violated everywhere on Earth.

“Legal Holism” is the philosophy of law that overcomes this fragmentation. All law derives from a single source, our common human intelligence and need to regulate human interactions within complex societies. The doctrine of sovereign nation-states goes back to the Peace of Westphalia in 1648, some 350 years ago. It is a product of the early-modern paradigm of atomism and fragmentation. It assumes that you can divide humanity and the world into independent parts called sovereign nation-states.

Today we are reaping the whirlwind of this false ideology. In the 17th century nations were fighting with swords and riding horseback. Today they have intercontinental missiles and nuclear weapons. To continue to fragment humanity under this outdated ideology today is madness, legal, philosophical, and moral madness. The legitimacy of government arises from the people and is responsible to the people. Today, “the people” can only mean the whole of humanity.

Part Two: Negative Freedom versus Positive Freedom

In the discipline of peace studies, a distinction is made between negative peace and positive peace.  Negative peace takes place when a conflict is ended, through a peace treaty of some other means. Yet the peace is negative because the causes and conditions of the conflict have not been removed. Nearly all so-called peace through the history of the modern era has been merely negative peace. This history has been one of perpetual wars. The underlying conditions that make war possible have never been removed.

Positive peace takes place when the underlying causes and conditions of war and conflict have been removed. The same kind of distinction can be made with regard to freedom. There is negative freedom and positive freedom. Negative freedom means I am always struggling to protect and preserve my freedom against forces that would diminish or destroy my freedom. Persons may need to struggle against social and political conditions that threaten freedom. Nations need to struggle against other nations that threaten their so-called freedom.

Positive freedom occurs when conditions and social forces empower my free flourishing as a human being or my nation’s flourishing as part of a world peace system. When the social order, economic order, and political order provide the proper conditions for my flourishing and growing as a human being within community, then my freedom is positive freedom. It is the same with nations.

British Philosopher Thomas Hill Green spoke of positive freedom in this way. For him, the end or goal of society “is what I call freedom in the positive sense, in other words the liberation of all the powers of men equally for contributions to the common good” (1964, 53). For Green, we need to develop a conception of well-being as common to oneself and others, “for the right is one that belongs to everyone in virtue of his human nature” (ibid., 139). Every person on Earth as a right to positive freedom.

Similarly, British philosopher Earnest Barker writes “We can imagine a high level of general liberty under a system of national societies and national states. We can imagine a perfect liberty only in a world system and a world state” (1967, 28). American philosopher John Dewey writes that democracy is the highest ethical ideal because it sees the evolution of human relationships as transcending race, class, nationality, and social discrimination toward the free association and cooperation of mature personalities working together for the common good across our planet.

For these three thinkers, the system of militarized sovereign nation-states inhibits our human ability to develop positive freedom. If we live within militarized sovereign states requiring that we are always ready for war or conflict in order to defend our freedom, that is merely negative freedom. We can only lay the conditions for positive freedom for people and nations by transcending the system of militarized sovereign states through creating a federation of nations that ends war and creates the conditions for both positive peace and positive freedom.

Journalist and peace thinker Emery Reves wrote in 1945:

The founders of modern political democracy understood that freedom…for which man has been struggling for 5000 years, means in practice, only the proper regulation of interdependence of individuals within a society….  Human freedom is created by law and can only exist within a legal order, never without or beyond…. At the present stage of industrial development, there can be no freedom under the system of sovereign nation-states. This system is in conflict with fundamental democratic principles and jeopardizes all our cherished individual freedoms.  (1945, 34, 66, 163)

Like Green, Barker, and Dewey, Emery Reves understands that the system of militarized sovereign nation-states violates the ideal of democracy. Democracy means the free cooperation and flourishing within community for every person on Earth. Democracy means a world system based on our common human dignity and equality. Democracy means a system based on the rights and freedoms of each within the common good of all.

The Constitution for the Federation of Earth actualizes the above principle that all law derives from a single source: that is our common humanity. This Earth Constitution establishes positive peace on Earth along with positive freedom for all the Earth’s citizens. The present world system, predicated on unlimited economic competition and militarized sovereign nation-states blocks both positive peace and positive freedom. By moving humanity to the higher level of our true unity within diversity, the Earth Constitution fulfills our 5000-year quest for the right of every person to flourish within a framework of positive peace and freedom.

Part Three Conclusion: “A World Federation of Free Nations”

In his 1795 essay on “Perpetual Peace,” German philosopher Immanuel Kant affirmed that human beings have a moral obligation to live within a framework of positive peace and freedom. Our moral right and duty is to be flourishing citizens within a planetary human community that supports and empowers each person to fulfill his or her potential.

Kant observed that the system of militarized sovereign nation-states violated this moral imperative. He called this system “savage and barbaric.” Kant called for a federation of “free nations” in which the nations unite under a super-national Earth Constitution.  For Kant, this is a fundamental moral command—our moral imperative is to unite under a democratic constitution for the Earth.

In 1942, during the Second World War, Mahatma Gandhi introduced the following resolution into the Indian National Congress:

The committee is of the opinion that the future peace, security, and ordered progress of the world demand a world federation of free nations, and on no other basis can the problems of the modern world be solved. Such a world federation would ensure the freedom it its constituent nations, the prevention of aggression and exploitation of one nation by another, the protection of national ministries, the advancement of all backward areas and peoples, and the pooling of the world’s resources for the common good of all. (In Hudgens, 1986, 14)

What Gandhi is describing is exactly what is embodied within the Constitution for the Federation of Earth, a document written by hundreds of world citizens working together and completed in 1991. The Earth Constitution pools the Earth’s resources—its oceans, atmosphere, and major natural resources into a global commons to be used and protected for the common good of all. Most fundamentally, the Earth Constitution establishes a federation of free nations that “ensures the freedom of its constituent nations” precisely because the causes of war and violations of national freedom are removed. Nations become truly free only when the conditions for positive freedom have been established through the advent of democratically legislated, enforceable world law.

Sovereignty belongs to the people of Earth, not to national territories, and the rule of democratically legislated law governs all individual persons on Earth within a framework of advancement of the common good founded on positive peace and positive freedom. The inherent dignity and equality of all persons is at last realized by the Federation of Earth with each person’s right to flourish within a supportive community regulated by democratic laws.

Under a ratified and actualized Earth Constitution, the true meaning of law is realized for the first time in human history. Law is and always has implied the rule of democratic world law.  And the true meaning of freedom is realized for the first time. Positive freedom has always meant the right of each to flourish within a framework of the common good of all. 

The way systems are designed have consequences. The consequences of the present fragmented law-system in our world are war, poverty, and environmental destruction. We need to ratify the Constitution for the Federation of Earth. It provides a world system of law the consequences of which are clearly peace, prosperity, and ecological sustainability. It serves as the model for all authentic law and as the means to actualize our highest human potential for living in a world of freedom, justice, and peace for all humankind.

Works Cited

Barker, Earnest (1967). Reflections on Government. London: Oxford University Press.

Gandhi, Mahatma (1986), in Tom A. Hudgens, Lets Abolish War. Denver: BILR Corporation.

Green, T.H. (1964). Political Theory. John R. Rodman, ed. New York: Appleton Century-Crofts.

Reves, Emery (1945). The Anatomy of Peace. New York: Harper & Brothers.

Tagore, Rabindranath (2011). The Essential Tagore. Alam & Chakravarty, eds. Cambridge: Harvard University Press.

Today’s Truly Big Questions

New Article at Meer Magazine 14 NOVEMBER 2022 

GLEN T. MARTIN

If a man is walking alone in nature, is he truly alone?
If a man is walking alone in nature, is he truly alone?

In the late 1970s through the early 1980s I was a graduate student in Philosophy in New York City. I did not have plans to become a professor of philosophy or any such thing. Rather, I was simply interested in the “big questions,” and philosophy seemed to me to be the discipline most suited to addressing these big questions. “What is a human being?” “What is the ultimate nature of the universe?” “Is the ultimate nature of the universe connected with what it means to be a human being?” In other words, “What is the meaning and purpose of human life?”

These are the questions that I was concerned with on a very personal, existential level. I hoped the study of philosophy could help me address them because I believed these questions bore directly on my personal search for meaning and truth. I had also pursued these questions during my undergraduate years (in the tumultuous 1960s) but in a more idiosyncratic, haphazard fashion—reading books that promised to address these big questions, mostly on my own, apart from my formal class assignments. I read books on Buddhism, psychology, economic theory, liberation philosophy, and spiritual enlightenment. My understanding of the complexity, difficulty, and nuances of the questions deepened, but the questions remained—“What is the meaning and purpose of our existence on this Earth?”

I discovered that the quest for wisdom, insight, clarity, and understanding was not an easy task but rather a lifelong quest. Early on, I embraced Friedrich Nietzsche’s formulation of the problems I felt: “the threat of nihilism,” that is, of meaninglessness, of nothingness, of life without direction or purpose. My quest in graduate school in New York City was to overcome this nihilism and discover answers and a deeper meaning to existence. Fortunately, I had some professors in graduate school who addressed these questions and contributed to my search for answers.

But also, unfortunately, at that time, much philosophy within the United States had been affected by movements known as “Positivism” and “Analytical Philosophy.” These movements declared that the big questions were unanswerable and even meaningless. The business of philosophy was to stick to scientifically demonstrated facts and to analyze arguments. Philosophers did an analysis of texts to show their logical structure and cogency of arguments. It also attempted to show that arguments regarding these “big questions” were both futile and meaningless. Philosophy no longer had any business trying to address these big questions.

This is illustrated by an encounter I had with one of the examiners who read my Ph.D. dissertation. This dissertation was a huge piece of writing in which I attempted to deal with Nietzsche’s problem of nihilism by using the insights provided through the philosophy of language developed by Ludwig Wittgenstein. The dissertation gave a complete interpretation of Nietzsche’s philosophy and a complete interpretation of Wittgenstein’s thought and showed why the latter addresses the problem of nihilism in the former. This examiner was from the Analytical tradition.

He thought it was OK to write interpretative accounts of historical thinkers (like Nietzsche or Wittgenstein), but actually attempting to address the big questions with possible solutions or wisdom was not acceptable. He argued that my dissertation was really two dissertations—a study of Nietzsche and a study of Wittgenstein, but there was no sense in putting them together in this way. I replied that putting them together was exactly the point because my juxtaposition illuminated the big philosophical question of how to address nihilism. He thought that my answer was incomprehensible and had nothing to do with the discipline of philosophy.

Despite his criticisms, I graduated and continued to pursue the big questions and integral solutions to our most fundamental human problems. Since that time humanity has been facing ever more severe crises, and even ever greater challenges to its survival (see Martin 2021). The threat of a planetary life-ending nuclear war did not abate after the collapse of the Soviet Union, and the threat of climate collapse has continued to accelerate since that time.

Do these apparently suicidal tendencies on the part of human beings have to do with the big questions? I think that they do. Would human beings continue to act in ways that destroy our beautiful Earth, civilization as a whole, and the life prospects of future generations unless they were lost in nihilism—in the belief that there is no meaning or purpose, no infinity, no sacredness to life, no deep meaning to existence? Today, the big questions are more important than ever. If we are to have a future on this planet, we need to discover a way out of nihilism.

Ancient civilizations, for example, in China, India, and Europe, always believed in a higher meaning and purpose to human life. In one way or another, each civilization believed that human beings were a microcosm of the macrocosm, that is, human beings contained within themselves all the constitutive elements of being and therefore were bearers of the sacred foundations of existence itself. In each of these civilizations, there was the understanding that the inner life must be cultivated to become ever more resonant with the foundations of existence, capable of experiencing union with the divine ground of Being, the sacred source of all existence.

But the rise of early-modern science in Europe during the 16th and 17th centuries rapidly changed all of this. In the year of his death (1543) Nicholas Copernicus published On the Revolution of Heavenly Bodies and began the process of reframing the meaning of human life that has continued to the present. His shift from a geocentric to a heliocentric cosmology soon blossomed into a paradigm shift of immense proportions. Humanity’s claim to being the center of the universe evaporated almost overnight. We soon appeared merely as tiny, insignificant creatures orbiting a remote star within a vast universe of incomprehensible size and emptiness, a universe mute to our demands for meaning and apparently in contradiction to our religious sense that this universe was a divine drama of which we were the center and main player. At the same time the human mind was no longer considered a microcosm of the divine mind. It was reduced simply to the egoistic impulses of tiny, individualistic creatures inhabiting the third planet from the sun. In the 18th century, the philosophy of David Hume epitomized this reduction.

In the 19th century, Nietzsche summed up the implications of this collapse of those ancient cosmological worldviews. He wrote: “Since Copernicus, man seems to have got himself on an inclined plane—now he is slipping faster and faster away from the center into—what? Into nothingness? Into a “penetrating sense of his nothingness”?” (1969, 155). Man had entered the era of nihilism—the old meanings have evaporated, and no new meaning appears, only the cold, endless regions of a universe apparently unaware of our existence. If there is no transcendent meaning to our existence, what is left? Only egoism, the personal life of self-indulgence, power, and greed. “I care only about relations in which I and my kind dominate others in order to keep the means of life under our control. We take as much as possible for ourselves in the short lifespan we possess simply to use it all and use it up.” The world at that time also gave birth to the modern system of nation-states in which power, war, and exploitative market relations become supreme and to modern capitalism in which my profit and ascendency supersede all respect of the quality of life and well-being of others. “My power and profit” emerge as the supreme goals of the capitalist, and national power and military prowess as the supreme goals of the nation-state (as Kant pointed out in his 1795 essay on Perpetual Peace).

No longer are we microcosms of the sacred macrocosm but rather agents of what Nietzsche called a “will to power” operating “beyond good and evil” in societies of isolated human egos characterized by the “general inclination of all mankind of a restless desire of power after power that ceaseth only in death” (as Thomas Hobbes declared in his Leviathan of 1651). The world is now composed of collective egos eager for power (nation-states) and individual egos pursuing power and wealth (capitalists), and not much else. The old sacredness is finished, and the stage is set for World War One and World War Two—the industrialized destruction of all peoples, one against another, a world militarized to the teeth with gigantic forces dedicated to one another’s ultimate destruction (see Glover 1999).

Is this how we answer the big questions today? Collective and individual egos in a war of all against all? Is there no meaning to existence beyond the mad will to power of nations and capitalists? No wonder we are facing an omnicidal process of self-extinction. What does it matter if we destroy all life in thermonuclear war or total climate collapse? Just a tiny, insignificant power-crazed creature struggling meaninglessly within the infinite reaches of space. Is this the paradigm assumption behind the collective egoism of nation-states and the individualist egoism of capitalist greed?

However, our civilizational paradigm has shifted again, beginning some 122 years ago. The new paradigm is often called the “counter-Copernican revolution.” Copernicus moved us out of the center; the new paradigm places us back in the center, a center now very different, because it is no longer a physical center but rather a spiritual, cognitive, and moral center. The new paradigm shift began with Quantum Physics and Einstein’s Relativity Theory in the early 20th century and has continued to deepen and expand since that time.

The new paradigm can be termed “cosmic holism.” The entire range of sciences, beginning with physics, has discovered the oneness of the universe, the oneness of our planetary ecosystem, and the oneness of human beings on planet Earth. And quantum physics has discovered that our universe is a “conscious universe” (Kafatos and Nadeau 1990). Mind is not just the little egoistic self-awareness of human individuals; it informs the entire universe and human minds are awakened and animated insofar as they participate in the cosmic mind. Human beings can ascend to “cosmic consciousness” (Bucke 1974). Quantum experts conclude that the universe evolves with a cosmic memory, and is imbued with “entanglement, coherence, correlation and resonance.” Their article expressing this holism concludes and sums up the new paradigm with this ancient Sanskrit proverb:

God sleeps in the minerals, awakens in plants, walks in animals and, thinks in man

(Mitchell & Staretz 2011, 219-20).

Not that the dominant institutions on our planet have been influenced. They have not, and power-hungry nation-states and greedy capitalists remain dominant. But around the world, millions of individuals and non-governmental societies have evolved who are dedicated to promoting and actualizing this new paradigm. The old, early-modern paradigm is embodied in the UN Charter, based upon militarized sovereign nation-states. The new paradigm is embodied in the Constitution for the Federation of Earth, based on the unity and dignity of all persons in one planetary civilization.

The Earth Constitution, of course, does not directly address the big questions of the meaning and purpose of existence. It provides a brilliant set of rules for governing ourselves on the Earth—for ending war, protecting universal human rights, diminishing social differences, and protecting the planetary ecosystem. But once we comprehend the holism of the emergent paradigm of the 20th and 21st centuries, we also understand that this holism needs to be embodied in our institutions. We need a system of democratic government that works for everyone on Earth and an economic system that promotes the common good while protecting the planetary environment.

Militarized nation-states and unrestrained capitalism can do neither. They are key causes of the suicidal trajectory that human beings find everywhere in the world. The Earth Constitution is premised on holism from beginning to end. If we adopt the new paradigm of holism, we also need to actively support the ratification of the Earth Constitution. Life once again has meaning, significance, and sacredness.

These answers to the big questions inspire us with the immense meaning and significance of our own lives and human project. But this meaningfulness must be turned into transformative action before it is too late. The Earth Constitution brings the coherence and harmony of the cosmos directly into human economics and governance. Today, the truly big questions are addressed through definitive action. We embody holism within our planetary institutions and thereby create a truly redeemed future for humanity.

Notes

Bucke, Maurice (1974, orig.pub. 1900). Cosmic Consciousness: A Study in the Evolution of the Human Mind. New York. Causeway Books.
Constitution for the Federation of EarthWCPA. In print with Institute for Economic Democracy Press, Appomattox, VA, 2010 and 2014. Glover, Jonathan (1999). Humanity: A Moral History of the 20th Century. New Haven. Yale University Press.
Hobbes, Thomas (1963, first pub. 1651). Leviathan. New York. Meridian Books.
Kafatos, Means and Robert Nadeau (1990). The Conscious Universe: Part and Whole in Modern Physical Theory. New York. Springer-Verlag.
Kant, Immanuel (1983, first pub. 1795). Perpetual Peace and Other Essays. Trans. Ted Humphreys. Indianapolis. Hackett Publishing Company.
Martin, Glen T. (2021). The Earth Constitution Solution: Design for a Living Planet. Independence, VA. Peace Pentagon Press.
Mitchell, Edgar and Robert Staretz (2011). The Quantum Hologram And the Nature of Consciousness in Quantum Physics of Consciousness. Cambridge. Cosmology Science Publishers.
Nietzsche, Friedrich (1969, first pub. 1887). On the Genealogy of Morals and Ecce Homo. Trans. Walter Kaufmann. New York. Vintage Books.

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Glen T. Martin

Glen T. Martin

Glen T. Martin, Ph.D., is an author of twelve books and hundreds of articles concerning global issues, human spirituality, and democratic world government. A recipient of many peace awards, he is the longtime President of the World Constitution and Parliament Association (WCPA).

Divine-Human Spirituality and the Sovereignty of Humankind. Quotations from Great Thinkers, with Commentary

Glen T. Martin

3 November 2022         www.oneworldrenaissance.com

Earth Constitution Mandala

Prologue

The human phenomenon has emerged out of the cosmic process some 13.7 billion years in the making. The most fundamental scientific paradigm-shift of the 20th and 21st centuries has been to shift to an evolutionary model of cosmic development. In the 19th century Hegel provided an abstract philosophical vision of a progressive development of the divine principle through human history, and in 1859 Charles Darwin published On the Origin of Species showing the biological evolution of all species and hence the interconnectedness of all species in the “immense journey” of life. But it was not until Einstein’s Theory of Relativity and Edwin Hubble’s providing empirical evidence for an expanding universe during the 1920s that it began to dawn on scientists everywhere that everything evolves, even the universe as a whole.

Our universe has evolved through distinct stages, as Brian Swimme and many others have pointed out, and each stage involves a transformation of the whole and could not happen except for the groundwork laid by previous stages—the primal flaring forth, the birth of the first stars, the formation of galaxies, then supernova explosions within galaxies creating and distributing all the heavy elements of the atomic spectrum necessary to life, then these heavy elements being captured in the formation of third generation stars (such as our Sun), and the following evolutionary incorporation of these atomic elements into the process of the evolution of life on planets orbiting these third generation stars, and then, finally, life ascending to ever-greater levels of complexity and corresponding higher levels of consciousness. 

Under this evolutionary paradigm, many discoveries have been made such as the “Anthropic Principle” that attempts to show that the very early conditions in the universe already contained the evolution of self-conscious creatures that now observe them.[i] The growing consensus today is that human beings are in some fundamental sense “intended” by the cosmos, that we are born from the series of sequential cosmic processes going back 13.7 billion years. What is this meaning of human life?  What is the purpose of this cosmic emergence?

This evolutionary paradigm has also been widely applied to human development across several dimensions. Ken Wilber, for example, provides a model of development he names “AQAL” (all quadrants, all levels), which outlines evolutionary development in human life across the subjective quadrant (or zone), the cultural zone, the institutional zone, and the scientific zone. In Integral Spirituality he also compares the developmental models from a number of major thinkers to illustrate the impressive consensus of their findings.[ii]

One developmental line, for example, presents the growth of human “self-identity” through the following stages: Symbiotic, Impulsive, Self-protective, Conformist, Conscientious, Individualistic, Autonomous Construct-Aware, Ego-aware, Transpersonal. We all begin at a “symbiotic” level and human growth normally does not progress far along within these developmental stages, with the majority largely at conformist and/or conscientious levels. The higher levels in this list of stages of human development have been attained by perhaps a few persons and/or cultures in history, but these levels can be mapped because of the immense congruent records of philosophical and religious traditions going back several thousand years. Another model presents a simpler developmental sequence from an egoistic stage, through an ethnocentric stage, to a worldcentric stage, to an integral or cosmic stage.

All these models lead beyond personal egocentric consciousness to “transpersonal” levels. At these levels, it is no longer ego, personal self-interest, or cultural identifications that are operating but rather holism, the whole of humanity, the whole of the planetary biosphere, the whole of the cosmos, or the whole of God, world, and cosmos together. The higher levels involve “cosmic consciousness” in which it appears that the Cosmos, or perhaps the “heart” of the Cosmos (God) is thinking and acting, rather than the isolated ego.

As Wilber’s AQAL model points out, growth at the individual subjective level is, and needs to be, paralleled by cultural, institutional, and scientific growth. Our own development is connected with that of humanity because each of us is, in fundamental ways, humanity. As Indian-born spiritual thinker Jiddu Krishnamurti expressed this: “If you don’t know how your mind reacts, if your mind is not aware of its own activities, you will never find out what society is…. Your mind is humanity, and when you perceive this, you will have immense compassion. Out of this understanding comes great love.”[iii]

We will see Zen Buddhist scholar Abe Masao and many others emphasize these same connections. If the cosmos and humanity are whole, why are human institutions inevitably fragmented and atomistic?  What are the institutional and cultural levels that parallel awakening to the “great Self” in Zen Buddhism?  Could it be recognition of the “sovereignty of mankind”?

Human beings from all cultures, races, religions, and parts of the globe go through such stages of development, and perhaps nearly all have the potential to move to the highest stages. One may argue about how to delineate the stages, but the general principle appears solid.  Our bodies, we now know, are made possible only by incorporating stardust (the heavier elements created and scattered by Supernova star explosions).  Our minds, we now know from Quantum physics, act as receivers of the consciousness inherent in all aspects of the cosmos.[iv]  Our entire lives are only made possible through a profound participation in these and many other dimensions of the cosmos. 

Chapter 5 of my 2005 book, Millennium Dawn: The Philosophy of Planetary Crisis and Human Liberation, examines the literature of and about “mysticism” at some depth. The classic studies of mysticism such as The Teachings of the Mystics by Walter Stace or Mysticism East and West by Rudolf Otto, argue that the core of mysticism is exhibited by those in meditation who entirely lose consciousness of the world and its diversity and, in non-dual ecstasy, experience absolute oneness. In that chapter I argue that this is not correct, since it leaves out the immediacy of the world. Non-duality and diversity are not incompatible. The world is an integrated whole present to us at every moment.

The highest form of mysticism, therefore, is “integrative mysticism” in which we encounter the fullness-emptiness of the world directly, with this unity experienced within the depths of its diversity. As Chapter 5 declares: “Our situation at the dawn of the twenty-first century is that we must take the next step into fundamental transformation, or we will destroy ourselves and our planet. We must move beyond dependence on science, knowledge, and language to a living-in-oneness with the overwhelming immediacy prior to language and reason that encompasses our lives from the beginning…. This is planetary maturity, as well as the realization of freedom and fulfillment on our precious planet.”[v]

In his book entitled Cosmic Humanism and World Unity (1975),Professor Oliver L. Reiser writes: “The darkening clouds of social disaster curving over the great mass fields of the human drama cannot be dispelled until we synthesize a world outlook in which religion, science, art, and philosophy are coordinated with economic-political mechanisms to give common life meaning and purpose.”[vi]  Why are we here?  What is our purpose?  I believe the quotations below (from a broad spectrum of major thinkers) give important indications of this.

The Processes of Emergence, Recognition, and Responsibility

Henri Bergson was a very influential French philosopher active during the first half of the 20th century. In one of his major books called Creative Evolution, Bergson characterized the being of the universe in just this way: as truly “creative” evolution.

Henri Bergson— Thanks to philosophy, all things acquire depth—more than depth, something like a fourth dimension which permits anterior perceptions to remain bound up with present perceptions, and the immediate future itself to become partly outlined in the present. Reality no longer appears then in the static state, in its manner of being; it affirms itself dynamically…. Everything comes to life around us, everything is revivified in us. A great impulse carries being and things along. We feel uplifted, carried away, borne along by it. We are more fully alive.

Intuition, bound up to a duration which is growth, perceives in it an uninterrupted continuity of unforeseeable novelty; it sees, it knows that the mind draws from itself more than it has, that spirituality consists in just that, and that reality, impregnated with spirit, is creation.[vii]

In the 18th century, Immanuel Kant had conceived of the mind as processing the world through immutable “categories of understanding or conception” that made apprehending “noumenal” ultimate reality impossible. Bergson uncovers an awareness in us more immediate than “categories of understanding” or any conceptions whatsoever. He calls this “pure duration” that experiences the flow of existence, a flow in which the past does not determine the future causally (one of Kant’s “categories of understanding”) but allows for genuine novelty to emerge from the process.

The cosmos is a process, not a static reality, and we emerge from its flow and are constituted by that flow. The flow is an immediacy prior to thought, cognition, and language. This may well be what Buddhism has long understood and is at the heart of its anatta (no self) and anicca (no things or impermanence) doctrines. The flow is simultaneously the whole, emerging ceaselessly in the ever-present now at the heart of all things and the totality of the cosmos.

20th century physicist David Bohm explains this “implicate order” from which emerges the “explicate order” studied by the sciences and experienced by the majority of human beings. Bohm made major contributions to quantum physics and became a well-known writer and speaker concerning the revolutionary implications of these scientific breakthroughs. The following quotes are from his major book, Wholeness and the Implicate Order (1980).

David BohmThe widespread and pervasive distinctions between people (race, nation, family profession, etc., etc.), which are now preventing mankind from working together for the common good, and indeed, even for survival, have one of their key factors of their origin in a kind of thought that treats things as inherently divided, disconnected, and ‘broken up’ into yet smaller constituent parts. Each part is considered to be essentially independent and self-existent. When man thinks of himself in this way, he will inevitably tend to defend the needs of his own ‘Ego’ against those of the others, or, if he identifies with a group of people of the same kind, he will defend his group in a similar way.

He cannot seriously think of mankind as the basic reality, whose claims come first…. If he thinks of the totality as constituted of independent fragments, then that is how his mind will tend to operate, but if he can include everything coherently and harmoniously in an overall whole that is undivided, unbroken, and without a border (for every border is a division or break) then his mind will tend to move in a similar way, and from this will flow an orderly action within the whole.[viii]

This can be seen especially clearly in terms of groupings of people in society (political, economic, religious, etc.). The very act of forming such a group tends to create a sense of division and separation of the members from the rest of the world but, because the members are really connected with the whole, this cannot work.

One might then suggest that in intelligent perception, the brain and nervous system respond directly to an order in the universal and unknown flux that cannot be reduced to anything that could be defined in terms of knowable structures. Intelligence and material process have thus a single origin, which is ultimately the unknown totality of the universal flux. In a certain sense, this implies that what have been commonly called mind and matter are abstractions from the universal flux and that both are to be regarded as different and relatively autonomous orders within the one whole movement… It is thought responding to intelligent perception which is capable of bringing about an overall harmony or fitting between mind and matter….

The reason why these forms are related could only be in the ground from which they arise, but there can be no way of discussing relative correspondence in this ground, because relative correspondence implies knowledge, while the ground is beyond what can be assimilated in the content of knowledge.

Such a projection can be described as creative rather than mechanical, for by creativity one means just the inception of new content, which unfolds into a sequence of moments that is not completely derivable from what came earlier in this sequence or set of sequences. What we are saying is, then, that the movement is basically such a creative inception of new content as projected from the multidimensional ground. In contrast, what is mechanical is a relatively autonomous sub-totality that can be abstracted from that which as basically a creative movement of unfoldment.

Bohm raises a number of crucial points. Like Bergson, he distinguishes the creative rather than “mechanical” nature of the cosmos.  Genuinely new things are energies, perpetually emerging, that are not determined by past events nor any pervasive, deterministic causality. Ordinary thinking is fragmented thinking because it identifies borders and distinguishes among groupings assumed to be “real” apart from its descriptions. 

Philosopher of Language Ludwig Wittgenstein wrote his early book Tractatus Logico-Philosophicus (1921) exploring the possibility of the linguistic description of things corresponding to, or pictorially representing, features of the world. He discovered that this was impossible and, in his later philosophy, converted his entire way of thinking to the view that all language is purely “conventional,” that it does not “correspond” to any extra-linguistic ontological realities.

The last sentence of the Tractatus declares: “What we cannot speak about we must pass over in silence.”  David Bohm confirms this principle from the point of view of a physicist; matter and mind themselves are aspects of a single holistic process: “the ground that is beyond what can be assimilated in the content of knowledge.” We cannot “know” it scientifically. We encounter reality through silence.

Bohm points out that our fragmented human condition is the source of war, violence, and possible coming human self-destruction.  When people make borders and boundaries, and take them as realities, they in principle are denying the primacy of the whole and its integral flux beyond distinctions and boundaries.  Because of this they do not see that the common good of humanity takes priority over the plethora of parts. Indeed, they fail to fully encounter the reality of “one humanity” at all, and remain bound in fragmentation, chaos, and wars.

Another scientist, evolutionary biologist, and cosmological thinker, Brian Swimme, emphasizes wonder, and astonishment at the awesome truths of “the universe story” uncovered by science.  Swimme is professor of evolutionary cosmology at the California Institute of Integral Studies. One of his major publications was coauthored by poet Thomas Berry called The Universe Story: From the Primal Flaring Forth to the Ecozoic Era. A Celebration of the Unfolding of the Cosmos (1992). The quotes below are from two of his subsequent books.

Swimme emphasizes that this awesome process of emergence over 13.7 billion years of ever-greater complexity and coherence must sink in, become part of our being and our living.  Doing this will mean the “transformation of humanity” and our rebirth to become creatures of the cosmos, becoming self-conscious living embodiments at the cusp of the universal process.

Brian Swimme— It is easy for someone to become momentarily fascinated or titillated by the wild data of the new story of the universe, but it is another thing altogether to absorb its meaning into the center of one’s being. What is needed is embodiment. What is needed is the transformation of humanity from the form it takes today into forms congruent with the ways of the universe. Such a transformation will take place in those individuals who have the courage, imagination, and energy necessary to make the journey.

An omnicentric universe is filled with voices calling us into deep activation. When we find our way into alignment, the energy that constructed the galaxies flows in our veins. We were a part, now we are whole. Our fulfillment is to become the heart of the universe in the form of a human being.[ix]

We are enveloped in something like a dream. And today we are beginning to imagine that we might have a particular role to play in this dream. With each passing decade, the life-process is increasingly affected by the influence of human consciousness. Perhaps human consciousness has a much larger significance within evolution than earlier philosophers could imagine. Could it be that our deeper destiny is to bring forth a new coherence within the planet as a whole, as the human community learns to align itself with the underlying dynamics of the Earth’s life.[x]

There is little validity to the idea that humans are isolated individuals, for each of us arises out of an ocean of experience and understanding acquired by our species as a whole. As we learn to draw upon aspects of this accumulation of knowledge we begin to participate in a collective process that has developed for some two hundred thousand years…. Because of our symbol-making skills, we became, overnight, a planetary species.

Rather than viewing time as the movement of the hands of a medieval clock or the digital display from a vibrating crystal, we can begin to reflect on the way in which time in a cosmological sense is the creativity of the universe itself.  There was a time for bringing forth hydrogen atoms. There was a time for bringing forth galaxies. There was a time when Earth became ignited with life.  These are indicated not by anything mechanical, but by the deepest processes of the universe itself. There was likewise a time for the universe to bring forth the human species. We live not in any mechanical time, but in this enveloping cosmological time. We live in that time when Earth itself begins its adventure of conscious self-awareness.

We arise from the “ocean of experience and understanding” that comprises the whole of human history and our species evolution for the past 200,000 years.  Early humans were as just awestruck by the stars and the cosmos as we are, perhaps more so, because we have descended into a false Newtonian cosmology, thinking of things atomistically, mechanically, and deterministically, rather than recognizing the amazing, creative eruptions of the cosmos and the unity of all these processes within the cosmic whole.

There is no way that we can be conceived as “isolated individuals” today, divided from our species as a whole. When we awaken to “cosmological time” we become the eyes and ears of the cosmos experiencing the whole process and its emergence in a single, self-aware species, destined to live in harmony and coherence with one another and our planet as a whole.

Like Brian Swimme, philosopher Karl Jaspers emphasizes encounter with the mystery. Swimme emphasizes awe at the astonishing cosmic processes that gave rise to the human phenomenon. Jaspers, coming more from the point of view of philosophy rather than science, underlines that “the world and everything that occurs in it is a mystery.” This is what might be called “ontological astonishment.” Everything and at all times is utterly astonishing. Philosopher Ludwig Wittgenstein understood this deeply. It affected his whole life as his 1929 “Lecture on Ethics” attests.  He describes his primary experience, his “experience par excellence” as “wonder at the existence of the world.”  Wittenstein is astonished that anything at all exists.

This experience illuminates “ethics” for him. From this astonishment derives all of ethics, Wittgenstein declares, and “ethics is the enquiry into the meaning of life, or into what makes life worth living, or into the right way of living.” An immense realization occurs here. For Wittgenstein, the utter and absolute disjunction between everyday “facts” and everyday uses of the word “good” (e.g., “he is a good tennis player) points to the deep meaning of human life. Wittgenstein continues: “I can only describe my feeling by the metaphor, that, if a man could write a book on Ethics which was really a book on Ethics, this book would, with an explosion, destroy all the other books in the world.”[xi]  We cannot really say it; we can only point to it with metaphors and gestures. Yet the meaning of life arises directly from the depths of the cosmos. It arises through astonishment, through direct experience prior to language and cognition.

Jaspers was a world-renowned philosopher and psychiatrist who left clinical practice in medicine to become a philosopher, teaching first in Germany and later in Switzerland. He is famous, among other things, for defining (in his 1949 book The Origin and Goal of History) the “Axis Period in human history” that took place during the first millennium BCE. Jaspers’ writings exhibit something of this same ontological astonishment as that of Brian Swimme. For Jaspers, this astonishment is not a contingent human experience predicated on our subjective idiosyncrasies. It is—should be—fundamental to our response to living.

Karl Jaspers— The world and everything that occurs in it is a mystery. The crudeness of finding everything to be self-evident through force of habit and the mania for mystery to the point of the sensational and the superstitious must disappear where genuine astonishment begins. Philosophy illuminates the mystery and brings it completely into consciousness. It begins with astonishment and increases the astonishment…. Then the world as a whole and in every individual feature shows infinite depth. This mystery is quiet; in flaring up it becomes revealed in an unfoldment. And this mystery is essential; in it Being itself speaks.[xii]

As philosophy “illuminates” the mystery, our astonishment only increases. Once the mystery is experienced, it never decreases. For in the mystery “Being itself speaks.”  In our knowledge-systems, we lay out vast networks of concepts, but these never touch the “mystery of existence.”[xiii]  It requires what we have seen Bergson call “direct intuition” prior to our conceptual lives.

Errol E. Harris was also a major philosopher and cosmologist who taught at several prominent universities and published more than 30 books during his long career.  He held significant positions at these universities and at different times was President of the Metaphysical Society of America and the Hegel Society of America. Harris took his stand on reason and affirmed (in my own conversations with him) that he was not very interested in “mysticism.”

As such he approached our human situation through epistemological, logical, and metaphysical paths that both encompass as well as transcend the Western philosophical tradition going back to the Pre-Socratic philosophers. He does not emphasize “astonishment.” Quite the contrary, he maximized human reason and the power of understanding. Human self-conscious reason, he concluded, contains within itself the power of unending transcendence, leading it from the finite to the Infinite (God), a God that constitutes the totality of the cosmos, both immanent within, but also, as the whole, transcending the sum of its parts.[xiv]

 Contemporary science, Harris concludes, has shown that our universe manifests a “nisus” toward coherence, harmony, and intricate complexity. These paragraphs describe its operation and its result.

Errol E. Harris— By an activity of self-organization, this sentience is articulated and brings itself to consciousness, and in our minds becomes self-reflective—so that the whole process becomes aware of itself. Thus, our consciousness of ourselves is at the same time the consciousness of the world and the world’s consciousness of itself; for it has brought itself to consciousness in and through our minds by its own process of self-specification. Because diversity is essential to the unity of the whole, the consciousness of itself achieved in its self-specification is not simply unitary, but, in keeping with the proliferation of its individualized products, is distributed in a multiplicity of centers…. 

It is within the dialectic of our own experience that we come to recognize ourselves as the developed product of the world-process, and our knowledge as the way the world becomes aware of itself in us…. It is the universal principle integrating the whole, which is immanent in the living organism and has now become aware of itself, as “I.”…. But because the universal principle is immanent in us, and because we represent that stage in its self-development at which its activity becomes self-conscious, we become aware of all this, and our ourselves as participants in the process. We reflect upon it and so transcend it. Our consciousness is self-transcendent, because it is the manifestation of the immanent principle of the whole becoming aware of itself.[xv] 

The “sentience” of living things follows this nisus that emerges in human self-awareness.  For the first time “the process becomes aware of itself.”  In doing so it has reached a level where the vast, slow stretches of cosmic time over the past 13.7 billion years now emerge in a form capable of “self-transcendence.”  With human beings, the universal principle at the heart of the cosmos is becoming aware of itself.  We are now participants if the process of cosmogenesis. 

The guiding principles of this process, for Harris, are coherence, harmony, and convergence. Our awareness transcends toward what many writers have called “cosmic consciousness.”  The cosmos is one and humanity is one. In the light of the oneness of humanity, Harris wrote an entire book advocating ratification of the Constitution for the Federation of Earth. The nisus points toward the need for this coherence and cooperation in governing the Earth. We must also ratify the Earth Constitution, he argues, on the grounds that this is the only way to avoid making ourselves extinct through nuclear war and/or climate destruction.[xvi]  This Constitution is predicated upon the deep unity and diversity of all humankind.

Charles Hartshorne was professor at Harvard University, the University of Chicago (where he was part of the Federated Theological Faculty), and taught at other major American universities. Following Alfred North Whithead and others, he applied process philosophy to reflections about the nature of God (the world and God are not static realities but processes). As a theologian, he translates what all the thinkers assembled here are talking about into theological terms.

Charles Hartshorne— As Berdyaev, with his usual courage and penetration, insisted, not only must the creatures derive concrete details from other creatures, but God himself must be qualified by creaturely choices. To know what the creatures decide to do is to be Himself in his cognitive state decided by their decisions. God can know what we freely decide only because we do so decide.  Thus, our contingency becomes also his. Our freedom is in a measure, in Buber’s words, of ‘divine destiny’. There is chance and tragedy even for God. This is part of what creaturely freedom means.[xvii]

Like Nicholas Berdyaev (the Russian-born Christian thinker strongly influenced by the Eastern Orthodox Church, and like Alfred North Whitehead in his 1929 book Process and Reality)Hartshorne answers the question posed above: Who are we and what is our purpose of being here?—with the immense answer that we are participants in the “divine destiny.”  The future of the evolutionary upsurge is at least in part contingent on what we decide to do. We can discern the trajectory—the movement toward ever greater coherence, harmony, and wholeness (along with the not dissimilar great ethical visions of the world’s religions) and move in the direction of these values, or we can remain in fragmentation, violence, and self-destruction—thereby blocking and impeding the divine-cosmic-human emergence.

Human Temporality and the Cosmic Imagination

In my 2021 article entitled “Utopian Horizon Value Theory: A Transformative Power at the Heart of Human Futurity,” I describe human temporality in some depth and show the immense power of our “utopian horizon” for transforming our human condition and providing a framework of hope for the human situation.[xviii] This transformative power is given to us through what we have seen Errol E. Harris call the self-transcending power of the human mind. Our minds not only transcend to the whole through direct experience of the atemporal present, but they transcend toward values, coherence, and wholeness through our temporal structure in which we spontaneously appropriate the past within a dynamic present and project into a future conceived as better than the past.

Within our present age of spiritual and cognitive darkness, this capacity of the human mind is often denigrated as “utopian” in the negative sense of this word or “eschatological” in a pejorative, anti-religious sense.  However, some thinkers have understood the immense “eschatological” potential of our human situation. For example, this understanding is found in the writings of the non-theistic socialist thinker Ernst Bloch and in the theological thought of major Christian thinkers such as Nicholas Berdyaev and Jūrgen Moltmann.[xix]

Friederik Polak was a Dutch visionary, social leader, former professor of sociology, and a President of “Mankind 2000 International.” His thought reflects this same understanding of the dynamics of human temporality. The human imagination can envision a future that is the culmination of what we have seen Harris call its “nisus” for self-realization and self-actualization of the immense, untapped, open-ended potential within us. We long to become fully who we are. This longing cannot be reduced to subjective fantasies of isolated egos still struggling under the reductionist Cartesian-Newtonian paradigm. This longing is cosmic—we long to become fully human, to actualize our deeper realities, which ultimately involve our congruence with the cosmos itself and the groundless-ground of Being.

Friederik Polak—Influence-optimism holds that man cannot become fully man, and attain the summit of human dignity—known in Platonic antiquity and rediscovered in the Renaissance—cannot evolve toward his final maturity in the Kantian sense, if he cannot simultaneously elaborate and refine his mental image of a different and future world. Eschatological or utopian, this image of the future, infusing man with the foreknowledge of the happiness and harmony to come, haunts him and challenges him to work for its realization…. Any positive image of the future which takes hold of the imagination of a society is already interacting with the concrete reality of the past-present.

Historically, these images of the future not only reflected the shape of things to come; they also gave shape to these things and promoted their very coming. Magnetizing images of the future and their inspiring prophets were writing the history of the future. They made history by creating this future, by fulfilling their own prophesies. They were like powerful time-bombs, exploding in the future, releasing a mighty stream of energy, then flowing back toward the present, which, in its turn, is pushed and pulled to that future.[xx]

The utopian and eschatological visionaries of the past were not merely idle cranks. Their visions were part and parcel of evolving human history and helped create that history despite many wrong turns and setbacks. So too today, Polak tells us, our insights and visions have the same creative force. We envision how it could be truly different—we envision a deep human coherence with other humans, with nature, and with the groundless-ground of Being.  We are truly participants in the evolutionary upsurge of the cosmos. Time and eternity coalesce in this upsurge. Transformations can happen rapidly, like “powerful time-bombs” bringing our human condition forward toward fulfillment by leaps and bounds.

The assumption that most of the modern world has assimilated from the Newtonian mechanical cosmology (which effectively excluded consciousness and the human mind from its worldview) is that our imaginations are “merely subjective.” We may dream of the true, the good, or the beautiful, we may dream of peace or justice or sustainability. But the assumption is that this is merely the fantasies of a personal subjectivity, worth little or nothing.

Rather, human beings participate in what Oliver L. Reiser calls the Cosmic Imagination. Reiser was Professor of Philosophy and Chair of that department at the University of Pittsburgh for 40 years. He was a polymath scholar with mastery in many fields. As a leading figure in Cosmic Humanism, his work was praised by Albert Einstein among others.

With our assent to transpersonal levels of cosmic awareness, this entire picture changes. We recognize the utopian horizons of our conscious as dimensions of the Cosmic Imagination. What we thought were mere fantasies, in truth are the voice of the Cosmic Imagination in us. Those who call themselves “realists,” the practical people who believe that we must only make incremental changes toward a possible progress within the framework of the “hard facts” that they call “the truth” of our situation, are the ones truly deluded. The utopian horizon of consciousness is the deeper reality that each of us embodies. Our very lives arise because of the Cosmic Imagination and its trace, its indelible mark, is stamped upon the consciousness of each of us as our utopian horizon.  Reiser expresses this as follows:

Oliver L. Reiser— Life, mind, and consciousness are manifestations of the force-fields that are posited as the basis for sentience. This means that life and consciousness are neither accidents nor miracles in the world; they are built into the basic structure of the cosmos, just as much as gravity and inertia are natural and pervasive realities in nature. In a real sense, therefore, the living cell is an affirmation of a silent covenant with the Cosmic Imagination…. Human consciousness in its awareness and its time-spanning purposes is man’s most immediate experience of the cosmic guiding field as it functions on the level of organisms. The invisible Cosmic Imagination which guides the course of biological evolution…is a nonmoral force, it is neither “good” nor “bad,” until it reaches up into human consciousness to appear as integrated personality at which point the Cosmic Imagination manifests moral attributes.[xxi]

Conscious Evolution

Teilhard de Chardin famously calls humanity “the axis and leading shoot of evolution.”  As a Paleontologist and a Christian, he understood the process of incarnation as both particular to Jesus Christ and symbolically pointing toward the cosmic evolutionary process itself.  Somewhat like Hegel before him, he saw God as emergent within the process bringing it to fulfillment and redemption. Our role as the axis and leading shoot is to activate love and orient our lives toward the “Omega Point” of complete fulfillment and unification.  For we human beings are the leading shoot, the universe become conscious of itself and calling us to consciously participate in the evolutionary process directed toward coherence, wholeness, and harmony with ourselves, the natural world, and the Divine groundless-ground.

Pierre Teilhard de Chardin— We are not only concerned with thought as participating in evolution as an anomaly or as an epiphenomenon; but evolution as so reducible to and identifiable with a progress towards thought that the movement of our souls expresses and measures the very stages of progress of evolution itself. Man discovers that he is nothing else then evolution become conscious of itself, to borrow Julian Huxley’s concise expression. It seems to me that our modern minds (because and inasmuch as they are modern) will never find rest until they settle down in this view. On this summit and on this summit alone are repose and illumination waiting for us.[xxii]

Within a universe which is structurally convergent the only possible way for one element to draw closer to other, neighboring elements is by condensing the cone: that is, by driving toward the point of convergence the whole area of the world in which it is involved. In such a system it is impossible to love one’s neighbor without drawing closer to God—and vice versa for that matter. This we know well enough. But it is also impossible –and this is less familiar to us—to love God or our neighbor without being obliged to help in the progress of the earthly synthesis of spirit in its physical totality, for it is precisely the advances made in this movement of synthesis that permit us to draw close to one another and at the same time raise us up toward God. Thus, because we love, and in order to love more, we find ourselves happily reduced to sharing—we more and better than anyone—in all the struggles, in all the anxieties, all the aspirations, and also all the affections, of the earth insofar as all these contain within them a principle of ascension and synthesis.[xxiii]

In the first quote, what we have seen Polak call the “utopian imagination” envisions a “repose and illumination waiting for us.” In the second quote we see some of what we can do, our cosmically-inspired need to love our neighbors through the variety of struggles, anxieties, afflictions and aspirations that all contain a principle of transcendence, convergence, and synthesis. Love creates unities at the same time that it respects differences and diversities, but the unities unite the participants without obliterating their identities.[xxiv]  Our love, therefore, has cosmic significance. It both descends from the cosmic whole into our being and energizes our being to love more fully, broadly, and completely. 

S.L. Frank was a Russian philosopher and expatriate, having been expelled by the Bolsheviks in 1922, after which he lived in Germany, then France, and finally in England until his death in 1950. One of his last works that he also considered his profoundest was The Unknowable: A Philosophical Introduction to the Ontology of Religion, which appeared in 1938. As the title emphasizes, human beings must become open to the groundless-ground of Being though ways that do not include positive assertions of knowledge or rationality.

 Like Nicholas of Cusa before him in 15th century Italy who wrote De Docta Ignorantia (On Learned Ignorance) with this same profound understanding of our human situation, in this book Frank systematically approaches unknowable being through a negative path recognizing the apophatic character of “being.” In this book, using philosophical refection to direct our attention to the limits of philosophical reflection and cognitive understanding, Frank leads the reader to the dimension of direct, unmediated awareness. He conclusions concerning “Being” characterize our human situation in ways strikingly similar to much of what we have seen above:                                                                                                                                                                                                                                                                                       

S.L. Frank— Being as a whole is not frozen and static; it is not only what it already is. On the contrary, it is plastic: it not only is, it is becoming; it is in the process of self-creation. It is growing, changing, being formed. And this is because potentiality, the potency to become what it is not, lies in the deepest core of being. This is what we call “freedom.” Since all concretely existing things are rooted in the total unity of being and are permeated by the “juices” of the total unity, the element of primordial freedom is present, to varying degrees, in all concretely existing things.[xxv]

The deepest freedom is not ego-freedom, which is dualistically bound in endless compulsions and the generation of endless divisions between itself and others, ultimately resulting in self-defeating quests and projects, such as wars between egocentric nation-states. Freedom comes to us as “primordial.” In the words of Zen Buddhist scholar, Keiji Nishitani, the primordial freedom of “emptiness” is simultaneously the locus of “the Great Affirmation.” It is the overcoming of the civilizational nihilism and its negations as foreseen by Friedrich Nietzsche in the 19th century.[xxvi] As Buddhist scholar Ueda Shizuteru affirms, the emptiness of all things (Śūnyatā) is simultaneously an overwhelming “fullness.”[xxvii]

And this primordial freedom is that of “Being” itself, the groundless-ground, the absolutely “unknowable.” Being, Frank insists, is directional; it is in the process of self-creation, and our role, through the awakening process and its resultant love, is to participate in this collective self-creation.

Just as “Being” is a process and not a static substance for all the above thinkers, so it is for Raimon Panikkar. Panikkar was the child of a highly educated Catholic mother and Hindu father and was deeply exposed to the spiritualities of both traditions. He acquired three Ph.Ds. in the course of his education, became a Catholic Priest, a professor of philosophy at the University of Madrid, and a world-renowned publisher of powerful books on Christianity, Hinduism, Buddhism, hermeneutics, the unity of Being, etc., thereby facilitating the global dialogue of religions as well as our understanding of the spiritual life.

Raimon Panikkar— The experience of contemporary Man finding himself, and moreover believing himself, not master of the universe, but in a certain sense its builder, its responsible partner, is a fundamental religious experience. Man has suddenly felt himself bound to the earth, joined with it in a communal destiny, playing his part in a cosmic whole of which he is the awareness. Human religiousness cannot henceforward dissociate itself from the earth, this earth of Men, and every effort toward salvation now calls for a genuine integration with all [the] universe.

In a word, faith is rooted in the Absolute; consequently it is the foundation of freedom, an important theme that, for the moment, we can only mention. Without faith man would not, could not be free; he would have neither the constitutive ambiguity that permits decision, nor the spontaneity necessary for the human act to go beyond—not against—the dialectical possibilities given in the data. True freedom does not consist in manipulating the possibilities but in creating them. God creates and his creation is the real; human freedom also participates in this power and Man’s creation is the possible. Freedom is not simply the power of option, but the power of creating possibilities. [xxviii]

Panikkar sees the connections of the “emptiness” of Buddhism or the “Nirguna Brahman” of Hinduism with the dynamics of the Christian Trinity. In my necessarily over-simplified summary: for Panikkar, God the Father is the divine abyss, the vast emptiness from which the universe is perpetually emerging. Christ the Son is the creative Logos, identical with the Father, giving form and evolving energy to the whole process.

 The Spirit is the unifying factor of love and eternal energy inseparable from not only Father and Son and the world and the human project. Our human destiny is direct experience of this ever-present whole, to participate in it, and to take responsibility for our role in the evolving cosmic journey: “It is the totally integrated vision of the seamless fabric of the entire reality: the cosmotheandric vision.[xxix]

“True freedom does not consist in manipulating possibilities but in creating them.” With this insight we are again in possession of the capacity to overcome the horrific war-system of the world and move humanity towards a practical-utopian self-realization. For Panikkar, as with all the above thinkers, it has to be humanity as a whole. We most drop the ego-constructed boundaries that separate us from the reality of our condition and our divine-human-cosmic oneness and begin to live from the true wholeness of our human condition: “The thirst for unity is not only ontological and epistemological (unity of being, unity of intellection), it is also sociological and political (unity of humankind, unity of civilizations).”[xxx] Panikkar experiences the infinite depths that permeate our lives once we have abandoned ego-consciousness and enter cosmotheandric consciousness.

World renowned Indian sage Sri Aurobindo as a young man moved from Kolkata, and a life of struggle for liberation against British imperial rule, to Pondicherry, where he led a life dedicated to spiritual liberation and the development of a philosophy of divinely-inspired world-historical evolution toward ever higher levels of human and superhuman consciousness. Upon his passing in 1950, his spiritual companion known as “The Mother” continued his vision of a progressive “World Union” of peoples and nations in which human beings united in ever more profound levels of coherence, characterized by political and spiritual convergence. She led in the formation of an organization dedicated to uniting the world under a single Earth Constitution.

The World Union organization was founded in Pondicherry in 1958, the same year the World Constitution and Parliament Association (WCPA) was founded in Lakewood, Colorado. Both organizations were soon collaborating. Two well-known leaders from India, A. B. Patel and Samar Basu, held leadership positions within both WCPA and World Union.[xxxi]  According to Sri Aurobindo, the universe “creates a self-conscious concentration of the All through which it can aspire.”  The founding of World Union was therefore an aspiration of the universe, of the All. The divine ground and the world are “necessary to each other” in their ascent. Ever-greater unity of consciousness and integration of humankind are taking place around the planet.

Sri Aurobindo— The universe and the individual are necessary to each other in their ascent. Always indeed they exist for each other and profit by each other. Universe is a diffusion of the divine All in infinite Space and Time, the individual its concentration within the limits of Space and Time. Universe seeks in infinite extension the divine totality it feels itself to be but cannot entirely realize; for in extension existence drives at a pluralistic sum of itself which can neither be the primal nor the final unit, but only a recurring decimal without end or beginning. Therefore, it creates in itself a self-conscious concentration of the All through which it can aspire…. God having entirely become Nature, Nature seeks to become progressively God.[xxxii]

On August 15, 1947, free India was born, and Sri Aurobindo was asked for a message as part of the celebrations.  In response, he listed his ideals that he had held since childhood:

  1. A revolution which would achieve India’s freedom.
  2. The resurgence and liberation of Asia and her return to the great role which she had played in the progress of human civilization.
  3. The rise of a new, a greater and nobler life for mankind through a World Union which would form the outer basis and act for the unification of the human world.
  4. The gift by India of her spiritual knowledge and her means for the spiritualization of life to the whole race (and)
  5. A new step in evolution which, by uplifting the consciousness to a higher level, would begin the solution of many of the world’s problems of existence.[xxxiii]

Awakening to our unity with the evolving cosmos does not lead to a passive wallowing in some static, timeless eternity. It requires action, as a collaborator with the All, to realize the unity in diversity of existence on planet Earth. The early leaders of World Union and the World Constitution and Parliament Association worked together in this quest. They saw that the Constitution for the Federation of Earth envisions an “act for the unification of the world,” “a great step in evolution,” and the “uplifting of human consciousness to a higher level.”

After the passing of D.T. Suzuki, Masao Abe has been called “the leading exponent of Zen in the West.” He was Professor of Japanese Philosophy at the University of Hawaii since 1983. He also taught at a number of major American universities, including the Department of Religion at the Claremont Graduate School in California. As a member of the Kyoto school of Zen Buddhism, he specialized in the comparative study of Buddhism and Western thought.

The passages below are from his essay “Sovereignty Rests with Mankind” that is part of his collection of essays entitled Zen and Western Thought (1985). They illustrate the way that Zen awakening might be applied to the practical problem of “sovereign nation-states” that historically make up a war-system, an exploitation system, and a domination system for the Earth.[xxxiv] When we drop our ego-driven nationalism, something entirely new appears—something free, peaceful, and redeeming.

Masao Abe— What is of paramount importance today is to internalize and grasp ‘mankind’ as a qualitative concept. We must grasp it as a single, living, self-aware entity. For without doing so, we can never overcome the conflicts between nations which we are facing, and we cannot bring true peace to the world. Nor can we build a profound and rich human society which is permeated by individual freedom and the special characteristics of races and cultures wherein all live in harmony with each other.

               From what position is it possible to grasp mankind as a single, living, self-aware entity? I believe that the foundation of this position is for each of us to awaken to his or her true Self, that is, each individual must break through his or her ego structure, thereby realizing original Self. At the same time that this is a thoroughly individual ‘Subjective’ matter, it is also a thoroughly universal objective one. Why is this so? It is because to overcome the ego is to overcome the very standpoint wherein one distinguishes between self and other….

The ego is indeed nothing other than the basic source of all such distinctions and oppositions. If we turn our backs on the world, there can be no investigation of the self; if we avoid our conflicts with history, which often progress beyond human control, there can be no awakening to the true Self. The true investigation of the self is always the investigation of the world and of history.

Sovereign states do not know self-negation. They take as their basic principle a position of self-affirmation and self-assertion in which, during a crisis, the position of ‘mankind’ is overlooked and destroyed. Consequently, even though international cooperative organizations, which are the products of compromises and agreements between sovereign states, become to a certain degree the means of resolving international conflicts, as long as they presuppose sovereign states, they basically can neither check national egoism nor totally eliminate war.

However, today’s problem lies in the fact that the very rationale of the state which is supposed to be the unification of power and justice has begun to assume the character of an evil which must be negated…. It appears as if a balance of terror based on nuclear weapons has made total war impossible while rendering meaningless, hypocritical, and corrupt the rationale of the state. How many people today can believe that the moral restraints of the state can check the dynamism of huge national power linked to gigantic technical systems and structures of production?

Moved by a blatant national egoism, the power of the state is now developing a demonic character as it destroys the balance of moral restraint and controlling power, which should be visible in the rational of the state. As it moves on its reckless course, this imbalance must finally lead to a destructive, full-scale war or into the whirlpools of various latent and blatant power struggles intermingled with periods of false peace. Destruction? One world empire? Confused anarchy? The future of the world is not a bright one.

Mankind is enveloped by the universe and is enlivened by it. At the same time, unlike other creatures in our world man alone self-consciously comprehends the universe and is able to awaken to the generation, extinction, and change of the universe. He alone enlivens the universe in the true sense. That which constitutes the moment of Self-awakening of this mankind—which is comprehended by and yet comprehends the universe—is precisely each one of us. It is the ‘Subjective’ Self-awakening of each individual.

Mankind today must overcome in principle anthropocentrism and must stand in the boundless “expanse of Self-awakening’ wherein God, man, and the myriad phenomena of the universe become vibrantly alive. This is a completely new cosmological standpoint. It is the standpoint of a “Self-awakened cosmology which includes primitive cosmology, theism, and the ‘theory of the human’ as well. Only in this standpoint of a Self-awakened cosmology can mankind be Self-aware of itself as a single, self-aware entity.

The age of the nation-state must end. The age of mankind must begin. But to achieve this, we must awaken to the collective responsibility for the karma rooted deeply in the basic character of mankind. And we must overcome anthropocentrism. We must enter the third historical age of mankind, namely, the age of Self awakened cosmology….

We must take the cosmological ‘expanse of Self-awakening’ which opens up therein as the new foundation of mankind and, transcending peoples and national boundaries, we must proceed to build a solidarity of Self-awakening which includes mankind in the broadest sense. We must build a cooperative society of mankind with the universe. Herein lies the practical task of all mankind today.[xxxv]

The new “cosmological standpoint” that includes primitive cosmology, theism, and humanism is possible because the holism of the great Self-awakening abandons ego identifications and realizes the whole in the immediacy of consciousness. All is embraced in the “great affirmation” which is simultaneously the great abandonment of the ego-identifications of nations, races, classes, or particular religions. Sovereignty belongs to humankind who can actualize themselves has one collective reality exhibiting wonderful diversity within their oneness everywhere on Earth.

As David Bohm pointed out above, human beings make borders, distinctions, divisions among themselves.  These may often be necessary from the point of view of utility (e.g., voters in this district use precinct one, in that district, precinct two), but humans at the egocentric and ethnocentric levels of development invest ego identifications into many of their borders: “my country,” “my race,” “my religion,” etc. Here lies discrimination, violence, corruption, and ultimately war. By contrast, Oliver L. Reiser cites Alfred Lord Tennyson’s famous poem in which the poet envisions an embracing Parliament of Man. The antidote to fragmentation is a synthetic view of the whole of history and humankind’s cosmic purpose that can be summed up and symbolized as “the Federation of the World”:

Tennyson’s preview of the kindly earth resting under the reign of universal law will demand immense constructive work for its consummation. But surely one important step in the direction of the attainment of the “parliament of man” is a psychological revolution to sublimate and transmute the technological revolution. This is the task of the new alchemy. If history has any meaning at all, we humans must project creatively the curve of biocosmic evolution and weave the fabric of a higher consciousness. Man’s greatest mission is to salvage the pageant of history from the dark domain of frustration and insanity and give history a time-spanning purpose—and this can be done only by cross-webbing the cultures of the peoples of earth into the Federation of the World.[xxxvi]

This is precisely the role of the Constitution for the Federation of Earth explicitly affirmed by Sri Aurobindo’s World Union and Professor Errol E. Harris, cited above. Article 2 of the Earth Constitution states that humanity is sovereign. And its World Parliament and all government agencies include all the diversity of humankind (including representatives of all existing nation-states).

What has sovereign authority is the democratically elected World Parliament as a whole, expressing the sovereignty of the people of Earth directly and not through the fragmentation of incommensurable “sovereign” nation-states. Here lies a path to human liberation, for the Earth Constitution removes the primary source of conflict among nations: doctrine of sovereignty, the recognition of no law above themselves, the refusal to negate national egoism and recognize the the sovereignty of mankind.

Here lies Sri Aurobindo’s emergent level of “higher mind.” Here lies Errol E. Harris’ solution to the crisis of pending human extinction. Here lies Polak’s insight that the very pursuit of our ideals is transformative of the world and its order. Abe understands that cosmic consciousness, the awakening to the great “Self” within each of us, is crucial to humanity and its future, a future now effectively blocked by national sovereign states inculcating an inevitable ego identification in their populations and manifested by their leaders in wars, competition, regimes of secrecy, weapons of mass destruction, and other forms of corruption.

For Abe, as for the above thinkers, “mankind alone enlivens the universe.” In us, the universe has reached a higher stage in its emergent life-process. The awakening of each individual is part of this process of general awakening that is “comprehended by and comprehends the universe.” The universe is comprehending itself in us and asking us to pioneer the way forward. As Teilhard de Chardin declares, we are the “axis and leading shoot of evolution.” As Sri Aurobindo declares, we are a self-concentration of the whole through which it can aspire. As Errol E. Harris concludes, we are “that stage in its self-development at which its activity becomes self-conscious.” Therefore, we become “participants in the process.”

Our concrete next step that human beings must take immediately to avoid endless war and the very real possibility of human extinction is ratification of the Constitution for the Federation of Earth. It must be our concrete immediate objective.  There is no time to lose.  The war mentality breeding ever more weapons of mass destruction cannot be stopped in any other way except to awaken to the sovereignty of humankind through transcending the ego-structure that animates the sovereign nation-state system.

It this possible?  Will this require a long effort through meditation or some slow-moving “Pathwork” program?  To address these questions, I want to conclude with a quote from Ken Wilber. 

Epilogue: The Power and Possibility of Human Awakening

Ken Wilber has been called “the Einstein of human consciousness studies.” He is founder of the Integral Institute based in Colorado and author of literally dozens of books on integral theory, spirituality, and transpersonal psychology.  This quotation is from his 2007 book Integral Spirituality: A Startling New Role for Religion in the Modern and Postmodern World. The “new role for religion” goes beyond religion as doctrines and beliefs to religion as integral self-realization.  Since this quote makes a fitting conclusion to our essay, and addresses the question how this transformation is possible, I will end here without further comment. May God bless us all.

Ken Wilber— Why were you looking everywhere, when God is the Looker? Why were you constantly seeking something, when God is the Seeker?  When exactly were you planning on finding Spirit, when Spirit is always the finder? How exactly were you going to force God to show his or her Face, when God’s Face is your Original Face—the Witness of this very page—already and right Now?…. Where were you planning on seeing God, when God is the ever-present Seer? How much knowledge did you think you had to cram into your head in order to know God, when God is the ever-present Knower? How much of this book—or any book or books—did you think you had to read in order to find Spirit, when the very reader of this sentence is Spirit? When the very reader of this sentence is God fully revealed? Feel the Reader of this sentence, feel the simple feeling of Being, feel the Feeler in you right now, and you are feeling the fully revealed God in his or her radiant glory, a One Taste of the divine Suchness of the entire Kosmos, a not-two-ness of self and Self that leaves you breathlessly enlightened and fully realized in this and every moment.[xxxvii]

Endnotes


[i]  Philosopher Errol E. Harris investigates this principle at length in two volumes: Cosmos and Anthropos: A Philosophical Interpretation of the Anthropic Cosmological Principle, Humanities Press International, 1991, and Cosmos and Theos: Ethical and Theological Implications of the Anthropic Cosmological Principle, Humanities Press, 1992.

[ii] Ken Wilber, Integral Spirituality: A Startling New Role for Religion in the Modern and Postmodern World. Boston: Integral Books, 2007, Figures 2.4 and 2.5.

[iii] Jiddu Krishnamurti, Think on These Things. New York: Harper & Row, 1989, pp. 83 & 86.

[iv] Cf. Means Kafatos and Robert Nadeau, The Conscious Universe: Part and Whole in Modern Physical Theory. Berlin: Springer-Verlag, 1990.

[v] Glen T. Martin, Millennium Dawn: The Philosophy of Planetary Crisis and Human Liberation. Appomattox, VA: Institute for Economic Democracy Press, 2005, pp. 134 & 136.

[vi] Oliver L. Reiser, Cosmic Humanism and Human Unity. New York: Interface Books of World Creative Institute Finding, 1975, p. 2.

[vii] Henri Bergson, The Creative Mind: An Introduction to Metaphysics. Totawa, NJ: Littlefield Adams & Co., 1965, pp. 157 and 35.

[viii] David Bohm, Wholeness and the Implicate Order. London and New York: Routledge Publisher, 1980, pp. xii-xiii, 20, 67-70, and 269.

[ix] Brian Swimme, The Heart of the Cosmos: Humanity and the New Story. Revised Edition. Maryknoll, NY: Orbis Books, 2019, pp. 40 & 97.

[x] Brian Thomas Swimme and Mary Evelyn Tucker, Journey of the Universe. Yale Univ. Press, 2011, pp. 66, 90-91, and 108-109.

[xi] Ludwig Wittgenstein, Lecture on Ethics,” reprinted in Philosophical Review, January 1965, pp. 1-11.

[xii] Karl Jaspers, Truth and Symbol. Trans. Jean Wilde, William Kluback and William Kimmel. New York: Twayne Publishers, 1959, p. 37.

[xiii] This is the name of a book by one of my professors in graduate school, Milton K. Munitz, The Mystery of Existence: An Essay in Philosophical Cosmology. New York: Appleton-Century Crofts. He attempted to use his analytical skills to isolate something “unsayable” within the heart of our human condition.

[xiv] Cf. Errol E. Harris, Atheism and Theism. New Jersey: Humanities Press, 1977.

[xv] Errol E. Harris, The Reality of Time. Albany: State University of New York Press, 1988, pp 104-105.

[xvi] Errol E. Harris, Earth Federation Now! Tomorrow is Too Late. With an Introduction by Glen T. Martin. Appomattox, VA: Institute for Economic Democracy Press, 2014.

[xvii] Charles Hartshorne, A Natural Theology for Our Time. La Salle, IL: Open Court, 1967, p. 123.

[xviii]  Glen T. Martin,  “Utopian Horizon Value Theory: A Transformative Power at the Heart of Human Futurity,” article in the American International Journal of Humanities and Social Science. Vol. 7, No. 1, February, 2021: aijhss.cgrd.org/index.php/54-contact/115-vol-7-no-1-february-2021

[xix] See, e.g., Ernst Bloch, The Principle of Hope. Trans. Neville Plaice, Stephen Plaice, and Paul Knight. Cambridge, MA: The MIT Press, 1986. See, e.g., Nicholas Berdyaev, The Destiny of Man. Trans. Natalie Duddington. Harper Torchbooks, 1960. See, e.g., Jūrgen Moltmann, Theology of Hope. Trans. James W. Leitch. Minneapolis: Fortress Press, 1993.

[xx] Friederik Polak, “Utopia and Cultural Renewal,” in Utopians and Utopian Thought. Ed. Frank E. Manuel. Boston: Beacon Press, 1967, pp. 281-295.

[xxi]  Reiser, op. cit., pp. 44-45 (emphasis in the original).

[xxii] Pierre Teilhard de Chardin, The Phenomenon of Man. New York: Harper Torchbooks, 1961, p. 220.

[xxiii] Pierre Teilhard de Chardin, Hymn of the Universe. New York: Harper Colophon Books, 1969, pp. 96-97

[xxiv] Cf. Chapter Five of my Global Democracy and Human Self-Transcendence. London: Cambridge Scholars, 2021.

[xxv] S.L. Frank, The Unknownable: An Ontological Introduction to the Philosophy of Religion. Trans. Boris Jakim. Brooklyn, NY: Angelico Press, 2020, p.47.

[xxvi] Keiji Nishitani, Religion and Nothingness. Trans. Jan Van Bragt. Berkeley: University of California Press, 1982.

[xxvii] Ueda Shizuteru, “Emptiness and Fullness: Śūnyatā in Mahayana Buddhism,” in The Eastern Buddhist 15, no. 1 (1987), pp. 9-37.

[xxviii] Raimon Panikkar, Myth, Faith, and Hermeneutics: Cross-Cultural Studies. New York: Paulist Press, 1979, pp. 452 & 209.

[xxix] Raimon Panikkar, The Cosmotheandric Experience: Emerging Religious Consciousness. Maryknoll, NY: Orbis Books, p. 1.

[xxx] Ibid., p. 7.

[xxxi] See Samar Basu, The UNO, The World Government, and The Ideal of World Union: As envisioned by Sri Aurobindo.  Pondicherry: World Union Publisher, 1999., pp. vi-vii.

[xxxii] Sri Aurobindo, The Essential Aurobindo. Ed. Robert McDermott. New York: Schocken Books, 1973, p. 49.

[xxxiii] Quoted by Samar Basu (op.cit.), pp. vi-vii.

[xxxiv] See Glen T. Martin, The Earth Constitution Solution: Design for a Living Planet. Independence, VA: Peace Pentagon Press, 2021.

[xxxv] Masao Abe, Zen and Western Thought. Ed. William R. LaFleur. Honolulu: University of Hawaii Press, 1985, pp. 249-260.

[xxxvi] Reiser, op. cit., p. 7.

[xxxvii] Ken Wilber, Integral Spirituality, op. cit., pp. 208-209.

The Earth Constitution and Our Divine-Human Destiny: Integrating the United Nations toward Our Common Human Future

Glen T. Martin

Kuala Lumpur, Malaysia, World Philosophy Day, 2022

Here we are in Kuala Lumpur, in the year 2022, 13.7 billion years from the beginning, products of a 13.7-billion-year evolutionary upsurge become conscious of itself in us. World philosophy day celebrates the immense collective wisdom of humankind. Our bodies are made of energy from the sun, our sun was born at the heart of our Milky Way Galaxy, and our galaxy emerged from the cosmic ground of being that exploded into existence 13.7 billion years ago. Our lives, our planet, our sun, our galaxy, and the cosmos are all gifts of God.  In World Philosophy Day we celebrate these gifts of God.

Yet our present moment in history teeters on possible apocalypse.  China, Russia, and the USA struggle as lawless nuclear weapons-wielding nation-states over economic, political, and territorial power in a world system that brokenly believes it can accommodate endless economic growth in concert with endless sovereign-state military expansion.  The result is the nightmare we are living within at this minute—at any second the entire human project and all human civilization could go down the drain, never to arise again. 

An anthropomorphically conceived God remains silent at this immense sin of high-tech war and militarism, and at the corresponding global sin of the community of nation-states together remaining silent in the face of this apocalyptic absurdity. Smaller nations do not want to cross the great imperial powers.  These powers have the capacity to do real damage to smaller states, both economically and militarily.  Some states, like Iran and North Korea, aspire to become nuclear powers themselves, understanding that this may be the only way to preserve their autonomy against the gigantic forces of superpower imperialism.

Nations may call themselves “non-aligned,” that is, they want to keep their heads down, deal with their internal issues, and hope that the big powers leave them alone. But in a globalized world economy there are no more strictly “internal issues.”  We are all in this mess together and keeping one’s head down will not prevent nuclear apocalypse or other weapons of mass destruction from being used. Nor will it prevent the on-going destruction of our planetary climate, which, according to many environmental experts, is rapidly heading toward an uninhabitable planet and possible human species extinction (cf. Martin 2021).

Many claim that the United Nations is meant to address this situation, and that a strengthened United Nations may be able to steer humanity beyond this apocalyptic crisis. But the UN is a very complex reality, itself not a unity but a multiplex of conflicting forces, some pointing forward to a new civilization, others pointing backward and leading to the demise of our common human project. Some scholars have distinguished three UNs, not just one (Weiss, et al. 2017). 

The First UN includes the system of so-called sovereign nation-states involving the General Assembly with the Security Council and operating under the UN Charter.  The Second UN includes the Secretariat and the many agencies working worldwide for ending poverty, promoting transition to sustainability, or protecting human rights.  The Third UN includes thousands of NGOs worldwide that work with the UN or are registered has having “consultant status” with the UN.  The Second and Third UNs often look forward to a global civilization of peace, justice, and sustainability, which is also the vision behind the Constitution for the Federation of Earth.

Of course, politics and conflicting interests play a part in the paralysis of all three UNs in attempting to deal with the descent of our world into ever-greater chaos, misery, and possible human extinction. Nevertheless, the lion’s share of the problems of superpower conflict, possible apocalyptic war, and environmental destruction lies with the First UN that slavishly adheres to the outdated UN Charter. This Charter takes its stand on “nation-state sovereignty.”

The First UN is premised on a Charter whose roots go back to the Peace of Westphalia in 1648 when the concept of “sovereign” nation was outlined at the end of the 30-years war in Europe.  A nation was defined as having absolute territorial boundaries and autonomy over both its internal affairs and in its foreign affairs.  This structural model for “nation-states” is nearly four centuries old and comes from a paradigm long ago transcended by all contemporary sciences. In the face of the current threat of apocalyptic death, to slavishly cling to these absolute boundaries appears as madness.

The metaphysical assumptions behind 17th century thinking are often called “Newtonian” as these were synthesized in the Principia Mathematica of Sir Isaac Newton, published in 1687. The universe at that time was believed to be atomistic, mechanistic, and deterministic, so it only made sense that human beings should organize themselves into atomistic “sovereign” social entities called independent nations. Today, this paradigm has been entirely supplanted by the Einsteinian-Quantum Physics Paradigm (see Harris, 2000). Yet the thinking of most of us in the 21st century remains solidly Newtonian, unable to move forward into the new integral holism at the foundation of the cosmos and human existence.

The new paradigm emerging out of 20th century physics is 100% holistic. There are no independent atomic parts to anything. Neither is the new paradigm mechanistic or deterministic. The new paradigm provides a holistic vision in which everything is interrelated and interdependent with everything else. All parts are necessarily part of greater wholes. There are no wholes without parts and no parts without wholes (cf. Laszlo 2007).  Human beings have evolved within this astonishing cosmic evolutionary process, 13.7 billion years in the making, as a single species, a single human community, as a vast, sacred holism of unity in diversity. As evolutionary scientist Brian Swimme declares: “Our human destiny is to become the heart of the universe that embraces the whole of the Earth community” (2011, 115).

The concept of “sovereign nation-states” is not only anachronistic. It is a monstrous assumption destroying our planet and its future, whether through climate collapse or nuclear holocaust. What is real under the new paradigm includes persons within communities. A person is always part of community. Persons are not an atomistic reality, and neither are communities.  The Islamic religion is strong on this point. And as Islamic scholars like Rashid Shaz (2021) have pointed out. For the Blessed Prophet Mohammed, the ultimate community is the entire human community before God.

Under the holistic paradigm, my local community within which I am embedded is in turn embedded in a regional and national community which is in turn embedded within the human community, just as the human community itself is not autonomous on planet Earth but is embedded in a planetary biosphere that sustains human and all life on this planet. Ultimately, we are embedded within the 13.7 billion years of cosmic evolutionary upsurge. It is the attitude that we are autonomous and separate, both from one another in sovereign nation-states, and from our environment in our greed for economic expansion and exploitation of nature, that is leading us rapidly toward human extinction.

Many well-meaning people within the Second UN and the Third UN believe that the Sustainable Development Goals (SDGs) will save us if only we can motivate the nations to adhere to their promised goals.  However, the conceptual framework of the SDG Document is seriously flawed and cannot lead to success. The SDG document frames these goals without challenging the capitalist assumption of the “right” to unlimited accumulation of private wealth, nor does it challenge the assumption of nation-state atomism.  Item 18 of the SDG Introduction declares: “We affirm that every State has, and shall freely exercise, full permanent sovereignty over all its wealth, natural resources and economic activity” (cf. Martin 2021, Chap.6).

With this foundational assumption we have assured the failure of the SDGs and the accelerating destruction of our planetary ecosystem.  Take, for example, the “Lungs of the Earth.”  Everyone knows that the lungs of the Earth exist in the vast Amazon rain-forest basin that produces much of the oxygen needed by living creatures, adsorbs vast amounts of carbon dioxide, and, in a multiplicity of ways, moderates the moisture in the atmosphere and the climate of our planet. Under this SDG principle, Brazil, Columbia, Venezuela, or other nations hosting the lungs of the Earth have the legal right to cut down and destroy the lungs of the Earth, which the present government of Brazil is busy doing as we speak.

Similarly, everyone knows that the lion’s share of the billions of tons of carbon dioxide poured into the Earth’s atmosphere every year come about almost equally from the United States and China. Everyone knows that the atmosphere over the US and China is the same atmosphere that circulates around the globe that we all need to get under control in order to mitigate global warming.  Yet under the UN system, China and the US have the legal right to pour as much CO2 as they want into our planetary atmosphere because they are “sovereign nations” and somehow “own” the atmosphere over their territories. And the so-called First UN, the one slavishly following the UN Charter, is going to cling to this notion even as it leads us to the brink of human extinction.

The Constitution for the Federation of Earth is premised on the holistic paradigm of unity in diversity arising from the scientific revolutions of the 20th century (cf. Martin 2016). It recognizes the people of Earth as sovereign, and the nations are communities within the holism of human civilization, not autonomous parts capable of egotistically bringing down the whole as a consequence of their ethnocentric greed and power struggles.  The UN needs to replace the outdated UN Charter with the Earth Constitution, which brings the Second and Third UNs into its embrace, along with all the nations of the world as members of a legally encompassing human community.

Under the Earth Constitution, our global commons—that is, the atmosphere, the oceans, and the great rainforests of Earth—belong to the people of Earth (Article 4).  They are not the “private property” of corporations, nation-states, nor individual persons. As the 2015 Encyclical Letter from Pope Francis declared, “The climate is a common good, belonging to all and meant for all” (Laudato Si’, 23). Hence, according to Pope Frances and the Earth Constitution, the climate belongs to the people of Earth, a truth that we can only actualize through ratification of the Constitution. According to the UN SDG document, our planetary climate is divided into some 193 parts, each belonging to some “sovereign” nation.

Secondly, under the Constitution, the nations will be fairly and systematically disarmed in a cooperatively planned program over a reasonable period of time (cf. PWP’s World Legislative Act 53). Civilian police, armed only with weapons necessary to apprehend individuals, are all that is necessary under a system of democratically legislated world laws, enforceable not over nations but over all individual persons. The SDG document is glaringly silent on militarism. It never mentions the 1.5 trillion US dollars poured by the “sovereign” nations of Earth annually down the toilet of militarism. No militaries are necessary if we really aspire to be civilized human beings with democratic input into the planetary laws that govern us.

Third, global public banking is instituted by the Constitution in order to assure a universal sustainable development that ends extreme poverty without growth beyond the carrying capacity of our planet. No longer would the supply of money created as debt (whether debt for nations, businesses, or individual persons) demand unending growth in order to service that debt and retain solvency (Article 8.7, cf. Heinberg 2011). So-called “free enterprise” becomes truly free when it is no longer enslaved by the debt-system predicated on the unlimited accumulation of private wealth by the 1% of humanity who today own 50% of the wealth on this planet. Finally, through global public banking and debt-free money creation, the synergistically united people of Earth will be able to address climate crisis in effective ways impossible under today’s UN system.

How do we ascend to this holistic paradigm?  Allow me at this point to quote from Sufi poet Jallāl al-Dīn Rūmī in his collected work, The Divan of Shams-i-Tabriz (in Williams, 1962, p.164)Rumi sings:

What is to be done O Moslems?  For I do not recognize myself.

I am neither Christian nor Jew nor Gabr nor Moslem.

I am not of the East, nor of the West, nor of the land, nor of the sea….

My place is Placeless, my trace is Traceless;

‘Tis neither body nor soul, for I belong to the soul of the Beloved.

I have put duality away, I have seen that the two worlds are one….

Rumi sees that the borders are unreal. The distinctions are human creations—the identifications “I am American,” “I am Russian,” “I am Chinese,” “I am Malaysian” are unreal, mere conventions, distinctions useful for certain purposes but not ontological realities. The realities are human beings and the groundless ground of Being—Allah, God, the First Principle, the source of our 13.7-billion-year evolutionary journey.  Our goal and our eschatological destiny may be to recognize that “the two worlds are one” as Rumi declares.  All borders are contingent human creations.

Islamic scholar Prof. (Dr.) Rashid Shaz, in his recent book Islam—Another Chance? shows that the central message of the blessed Prophet was “the meeting of God as such and Man as such” (as another scholar, Frithjof Schuon, expresses this in his book Understanding Islam). I want to suggest that some aspect of this meeting—with its ultimate recognition that “the two worlds are one” is the ultimate message of all the great world religions. The Hindu Upanishads, for example,declare Vasudhaiva Kutumbakam, the world is one family, a truth that World Constitution and Parliament Association (WCPA) former Vice-President, Swami Agnivesh, saw embodied within the Earth Constitution.  The borders, the ethnocentric false realities, the egoistic identifications that set us against one another, must recede into their proper role as mere social conventions, utilities for convenience that have no ontological reality beyond human conventions.

How do we devote ourselves to the well-being of the larger human community? The Constitution for the Federation of Earth does not abolish the nations or their borders. But it takes its stand on the unity in diversity of the entire human community, for the first time making it truly possible to dialogue with one another as human beings, as children of the divine ground of Being, and not as mere mouthpieces of this or that nation, race, or religious dogma. The UN Universal Declaration of Human Rights of 1948 assumes and embodies this very principle.

Its Preamble states correctly the basis for all government: “recognition of the inherent dignity and of the equal and inalienable rights of all members of the human family is the foundation of freedom, justice and peace in the world.” All legitimate government derives from this foundation of human dignity. Article 2 of the Declaration states that “everyone is entitled to the rights and freedoms set forth in this Declaration, without distinction of any kind, such as race, colour, sex, language, religion, political or other opinion, national or social origin, property, birth, or other status.”  “Nations” are excluded as a source of our rights and freedoms. Our common human dignity is the source. Individual dignity and our common humanity are inseparable (cf. Martin 2018, Chap. 2).

If the dignity of human beings in community is truly the source of all legitimate governing, then we know why the world since the Second World War suffered more than 150 wars, with many millions dead or displaced, and with on-going human rights violations for hundreds of millions of the Earth’s citizens (cf. Glover 1999). The answer is implicit in the UN Universal Declaration’s recognition that respect for human dignity (and not sovereign-nation statehood) is the foundation for freedom, justice, and peace in the world. Clearly, this inference is recognized in Article 28, which states: “Everyone is entitled to a social and international order in which the rights and freedoms set forth in this Declaration can be fully realized.”

The world lacks this order.  The world defeats the rights and freedoms listed in the UN Declaration. What could be more obvious?   Democracy is a universal.  Human rights are universal.  The human community needs to be universal.  Yet the world is divided into apparently incommensurable fragments that constitute a war-system, an immorality and corruption system, and ultimately an omnicidal system. Nation-states as such have no rights. The idea of nation-state sovereignty is an abomination; it religious terms, it is idolatry.

The Earth Constitution integrates and enhances the United Nations system by drawing together the three UNs into a truly universal federation of planetary unity in diversity. The entire universe as we know it is an evolving dynamic integration of individuals within wholes on multiple levels having (necessarily) internal relations to all other such wholes (see, e.g., Currivan 2017).  The actions I take always affect others in the system and beyond. There are no purely external relations.

A system of independent national units with the right to militarize (autonomy over internal affairs) in external relations to other such units (including the so-called right to go to war) is a conceptual and moral absurdity (cf. Reves 1946). No wonder the world has been in chaos since this system was invented in 1648.  A true federation must be based on a principle of unity in diversity such that the unity bears on all the doings of the groups and individuals within that diversity

Human beings can never solve our most fundamental problems unless we base our planetary organizations on realities, not fantasies. Human persons are a primary reality, and our common humanity (embracing universal dignity and human rights) is the other dimension of that primary reality. These two poles or dimensions are inseparable—individual human beings and the entire human community. Human beings create groupings and all kinds of “boundaries” between themselves, including all so-called “sovereign nation-states.”  These are all strictly secondary realities, none of which are or can be legitimately sovereign (cf. Harris 2008, Chap. 7). In the Earth Constitution, sovereignty belongs to the whole, to the people of Earth (Article 2).

The Federation of Earth, therefore, does not make nations primary in government. It recognizes their historical existence (there is no whole without parts) without falling into the fallacy that we have to build the future on that radically flawed and incoherent past. There will be about 1500 votes in the World Parliament (and only about 300 for the nation-states) for the Earth Federation is primarily a federation of people directly from 1000 World Electoral Districts, that is, it is primarily a democracy, not a compromise with the undemocratic notion of false territorial sovereignty.

Under the Earth Constitution, “federation” means that the parts recognize that they only have their reality as parts of a whole and therefore unite as a whole that protects the limited autonomy of each of the parts, creating an indivisible coherence for humanity as constituted through an enforceable democratic legal authority. This recognition constitutes the paradigm-shift away from the illusory Newtonian atomism to the holism of a truly new age, precisely because it is based on the reality of our human, planetary, and cosmic situation as revealed by all post-Einsteinian sciences. The concept of a “sovereign nation-state” is a false-god, an idol that is holding humankind back from right relationship among ourselves and with the blessed groundless-ground of Being.

Our human-cosmic adventure takes its next step through the emergent unity of humankind via ratification of the Earth Constitution. True democracy, true self-government for humanity, can only happen at the global level, when all are embraced and all invited to participate. The Earth Constitution allows us to realize our “ontological vocation” to become ever more fully human and ever more fully expressive of the creative source of all Existence. As 11th century Chinese Neo-Confucian sage Zhang Zai expressed this: “That which extends throughout the universe I regard and my body and that which directs the universe I consider as my nature. All people are brothers and sisters, and all things are my companions” (in Swimme 2011, 89).

Once we have united as one humanity under the principle of unity in diversity, we will at last be in a position to follow the commandment at the heart of all the great world religions. As Sufi poet Muhyi al-Din ibn al-‘Arabī sings:

My heart has become capable of every form:

 it is a pasture of gazelles and a convent for Christian monks,

And a temple for idols and the pilgrim’s Ka’ba

and the tables of the Torah and the book of the Koran.

I follow the religion of Love: whatever way Love’s camels take,

that is my religion and my faith. (In Williams, 155)

We need to integrate all the wonderful agencies of the United Nations into the Earth Constitution, thereby laying the groundwork for one world civilization of peace, justice and sustainability for all nations and peoples. If we retain the dogma of sovereignty, all three UNs become a fetter holding back the liberation of humanity.  Free of this dogma, they become the vital foundation for a new human reality as envisioned by Constitution for the Federation of Earth.

Works Cited

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